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"La canzone di Achille" di Madeline Miller è un vero e proprio canto d'amore che riesce a trasportarci ben oltre le battaglie e le glorie di Troia. Qui, l'epica si fa intima, e i protagonisti non sono solo guerrieri, ma due anime che si cercano e si trovano in un mondo che non sempre accetta il loro legame.
Miller, con la sua penna delicata e potente, riesce a trasformare la tragedia in poesia, regalando ai lettori un'interpretazione di Achille e Patroclo che è tanto umana quanto divina. La loro storia è un viaggio di crescita, di scoperta e di profonda connessione, un amore che sfida il tempo e lo spazio, persino di fronte alla morte.
Le pagine scorrono fluide, come un fiume che non teme le rapide, e ci fanno dimenticare le stragi e la brutalità del campo di battaglia, portandoci invece a riflettere sulla vulnerabilità e sulla forza del cuore umano. Dimenticate i cliché, qui si esplora l'omosessualità con una naturalezza disarmante, come se fosse sempre stata parte integrante della grande storia della mitologia greca.
In definitiva, "La canzone di Achille" è un libro che non solo arricchisce la nostra libreria, ma che si insinua nel nostro cuore. È una lettura imprescindibile, che merita di essere annoverata tra i 100 libri da leggere assolutamente.
Io adoro l’Eneide così come tutti i poemi epici ma “nel suo piccolo“ questo romanzo vi farà conoscere meglio le figure di Achille e Patroclo
Trama
Grecia, al tempo degli eroi. Patroclo, giovane e gracile principe, vive in esilio nel regno di Ftia, all'ombra del re Peleo e del suo figlio prediletto, il glorioso Achille. Achille "il migliore tra i greci" è così diverso da lui: forte, bellissimo, figlio di una dea. Eppure un giorno Achille prende il ragazzo maldestro sotto la propria ala e presto il loro incontro, mentre si allenano a diventare uomini esperti nell'arte della guerra, si trasforma in una salda amicizia, e perfino in qualcosa di più. Ma, come ben sappiamo, il destino è in agguato e presto i due giovani si troveranno a combattere sotto le mura di Troia.
“Ma non è una caratteristica del genio andare sempre dritto al cuore?” – Pag. 52
Tra tre e quattro stelle, ne assegno quattro a “La canzone di Achille” perché è un romanzo molto scorrevole e perché comprendo come sia riuscito ad arrivare ai giovani, avvicinandoli all'Iliade e all'epica in generale, grazie anche al passaparola su Instagram e TikTok. È un libro di scombussolamenti emotivi, crescita e formazione, scoperta di sé e degli altri, scontri e confronti: perfetto per l'età adolescenziale. La storia si sviluppa in modo lineare; la relazione tra Patroclo e Achille e le parti sugli eventi che portano alla guerra sono ben bilanciati, così come i dialoghi e le descrizioni.
Mi ha ricordato di quando, in prima superiore, la professoressa di lettere e latino ci assegnò “La torcia” di Marion Zimmer Bradley: un "mattone" di circa cinquecento pagine sulla guerra di Troia dal punto di vista della veggente Cassandra, dedicato in buona parte alla sua storia d'amore con Enea. Era stato divorato da praticamente tutta la classe. Con “La canzone di Achille” è successo lo stesso, o quasi: sarà che di anni ora ne ho quasi il doppio, o che l'opera di Zimmer Bradley mi aveva appassionato di più, ma mi è mancato qualcosa, credo una maggiore profondità.
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