QUERINIANA

"E quindi uscimmo a riveder le stelle". Stelle e pianeti nelle collezioni antiche della Biblioteca Queriniana

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04 May - 31 August 2019
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Biblioteca Queriniana - Atrio storico
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Libri, Mostra

Stelle e pianeti sono i protagonisti di questa piccola ma preziosa mostra di antiche edizioni di testi, spesso riccamente illustrati, in cui si ripercorrono alcune tappe fondamentali degli studi astronomici.

La luce delle stelle da secoli affascina l’immaginazione umana: dalle prime osservazioni ad occhio nudo fino ad arrivare alle grandi scoperte rese possibili dai moderni telescopi. Gli eruditi antichi, da Tolomeo ad Aristotele, hanno a lungo influenzato gli studi astronomici grazie alla carica innovativa dei loro scritti, ma con il tempo sono divenuti un freno ad ulteriori sviluppi della disciplina. I dotti del Rinascimento e gli scienziati dell’età Moderna hanno avuto il difficile compito, spesso osteggiato dalle autorità politiche ed ecclesiastiche, di superare un insieme di conoscenze dato ormai per assodato. In questo sono stati aiutati dalle nuove scoperte tecnologiche, in particolare il telescopio, che è divenuto uno dei principali simboli del XVII secolo.

La possibilità di osservare in modo più efficace le stelle ha permesso di creare precise raffigurazioni della volta celeste che sono state riprodotte in numerose edizioni a stampa di pregio come quelle oggetto di questa mostra.

Con le opere esposte si passa dalla Cosmographia (edizione 1490) all’ Almagesto (edizione 1528) di Tolomeo- che furono il punto di partenza per la stesura dei moderni testi di astronomia - per arrivare al magnifico Astronomicum di Pietro Appiano. Fra gli studiosi che si dedicarono al proseguimento di questa disciplina, è rappresentato in mostra anche l’astronomo danese Tycho Brahe con una notevole edizione del Seicento. Non manca un volume di Galileo Galilei: Galileo è noto non solo per le fondamentali scoperte scientifiche, ma anche per l’attenzione alla divulgazione, che lo portò a scrivere in lingua volgare.

La divulgazione scientifica ebbe anche altri precursori: in esposizione si può vedere un testo di Giovanni Paolo Gallucci (1538 –1621), originario di Salò, che nei suoi studi si prodigò per rendere le discipline scientifiche più accessibili sia attraverso un ampio utilizzo di illustrazioni esplicative, sia esercitando una consistente attività di traduzione in volgare.

Sono solo alcune delle opere legate allo studio del cielo presenti nei fondi antichi della Queriniana ed esposte nelle bacheche dell’Atrio storico della biblioteca.  

Ingresso libero

La mostra è visitabili negli orari di apertura della biblioteca:
da martedì a venerdì: 8,45-18
sabato: 8,30-12,30​