Se si riesce a superare l'inizio, poi il romanzo diventa interessante. E' innegabile che sia molto denso, corale e scritto con grande maestria. Quello che mi ha appassionato di piu' e' stata la dinamica del romanzo. La parte iniziale converge tutta verso un punto focale, una festa in cui quasi tutti i personaggi del romanzo sono presenti. Da un evento che mette fine in modo inatteso alla festa, sembra ripartire un percorso che porta gli stessi personaggi a nuoversi dal centro all'esterno, verso altro (un'altra vita, un altro amore, un'altra casa) per poi riconfluire, improvvisamente verso un altro punto focale che, pero', potrebbe anche essere un punto di non ritorno: questa scrittura appare come un organismo vivente che pulsa, si contrae per poi espandersi.