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La luce naturale
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Archetti, Marco <1976->

La luce naturale

Mondadori, 2023

خلاصہ: In una stanza d'albergo sul litorale veneto, Elvira ha un malore e i medici le danno poche ore di vita. I figli Tiziana, Gabriele e Flavio, chiamati al capezzale, sembrano pendere più dai destini incerti delle loro vite che dal lutto che si approssima: Flavio, un attore che non ha sfondato, è assetato di rivincita, e Gabriele non fa che collezionare fallimenti amorosi e finanziari. E Tiziana? Tiziana, insoddisfatta, coltiva fantasie di sesso e di fughe, tornando puntualmente davanti allo specchio indifferente del marito e della figlia. Elvira giace immobile nel limbo della sua stanza d'hotel e i tre fratelli si focalizzano sull'eredità, che ognuno ha intenzione di reclamare per sé nel tentativo di sfuggire alla propria miseria esistenziale. Così la morte - quella morte - comincia a sembrare una farsa. I fratelli fingono, fingono di fingere, si accusano a vicenda di aver alleggerito il conto in banca della madre e fanno della famiglia il più triste degli spettacoli. E più si sbranano e si spogliano del costume di menzogne che portano addosso, più affiorano fatuità e umane debolezze. Come sbrogliare i nodi di vite dove il futuro somiglia al presente e il presente ha rinunciato al passato?

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Quando viene colpita da un ictus che la costringe in stato vegetativo, Elvira si trova a Eraclea, località balneare sul golfo di Venezia, nell’hotel dove ogni agosto trascorre le vacanze in compagnia della figlia Tiziana. È quest’ultima a decidere di non portare la madre in ospedale ma di assisterla lì, in una stanza d’albergo, mentre i fratelli Flavio e Gabriele, informati dell’accaduto, si apprestano a raggiungerla. Inizia così il confronto a più voci al centro de “La luce naturale”, il nuovo romanzo di Marco Archetti, autore bresciano tra i più prolifici e originali, docente alla Scuola Holden di Torino e consulente artistico del Centro Teatrale Bresciano.

Tiziana, Flavio e Gabriele sono tre figure agli antipodi. L’incontro a Eraclea in un momento così drammatico porta a galla il malessere che cova da tempo in ciascuno di loro. Come per la madre morente, anche le loro esistenze sembrano sul punto di precipitare nel nulla. Il presagio del lutto non li avvicina ma, al contrario, alimenta egoismi, rivalità e piccole miserie, in un crescendo di tensione scandito da un macabro e inconfessabile conto alla rovescia.

Con uno stile preciso e tagliente, Archetti scava a fondo nella psicologia dei personaggi, cogliendoli nei loro picchi di egocentrismo, dolore e meschinità. I punti di vista si avvicendano tra monologhi interiori e dialoghi serrati che avvicinano il romanzo a una pièce teatrale. L’autore modula con sapienza i registri, alternando l’ironia al grottesco, i toni dolenti a quelli più caustici. Il risultato è un’opera che getta uno sguardo sincero e quindi spietato sulle relazioni umane e su quell’abisso che a volte chiamiamo famiglia.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/la-luce-naturale-marco-archetti/

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