La banalità del male
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Materiale linguistico moderno

Arendt, Hannah <1906-1975>

La banalità del male

Abstract: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il New Yorker, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt banale, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.


Titolo e contributi: La banalità del male : Eichmann a Gerusalemme / Hannah Arendt

Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 1964

Descrizione fisica: 316 p. ; 23 cm

Data:1964

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • Trad. di: Eichmann in Jerusalem

Nomi: (Autore) (Editore)

Soggetti:

Classi: 341.690268 Diritto delle nazioni (Diritto internazionale). Diritto bellico. Crimini di guerra. Giurisprudenza [22]

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1964
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: saggi

Sono presenti 1 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
TREBESCHI (FONDAZIONE)
  • Nota relativa all'esemplare: Ex ST 2503
. 341.690268 EIC* ARE
FT-5613 In prestito 20/05/2019
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