Anonimo veneziano
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Materiale linguistico moderno

Berto, Giuseppe <1914-1978>

Anonimo veneziano

Abstract: Anonimo veneziano racconta una singolare e commovente vicenda d'amore: l'ultimo incontro di un uomo - un musicista - cui restano soltanto pochi giorni di vita, con la donna che un tempo lo ha molto amato, che lo ha lasciato, ma che forse lo ama ancora. Una storia d'amore che ispirò un film con Florinda Bolkan e Toni Musante.


Titolo e contributi: Anonimo veneziano / Giuseppe Berto

2. ed

Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 2001

Descrizione fisica: 116 p. ; 20 cm

ISBN: 8817125768

Data:2001

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Editore)

Classi: 853.914 Narrativa italiana. 1945-1999 [22]

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2001
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

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Morire si, ma di morte lenta...

Come diceva Rafael Alberti, -sono i luoghi che ritornano -, anche se noi non li andiamo a cercare. E così è per Venezia, musa ispiratrice, instancabile e moritura.
Questo breve romanzo, trae ispirazione da un film. Sissignori, proprio così, sebbene al solito avvenga il contrario. Giuseppe Berto ne trascrive i dialoghi –mettendoci naturalmente la sua prosa ed il suo stile. La trama è semplice. Lui è un musicista, suonatore d’oboe ed un po’ farfallone. Lei è bella, mediterranea, madre premurosa.
Ora vive con un riccastro milanese dopo essere stata sposata col musicista dal quale si è separata e fatto un figlio. In quegli anni il referendum sul divorzio non era ancora stato attuato, perciò ufficialmente sono ancora marito e moglie. Lei è a Venezia su invito dell’uomo. C’è diffidenza tra i due ma anche amore. Litigano, fanno pace, si mandano a quel paese, vola anche uno schiaffo. Ma non è chiaro il motivo per cui lui l’abbia convocata.
Alla fine poco prima di andare in sala di incisione per registrare “Anonimo veneziano, concerto in Re Minore per oboe ed archi” ecco la verità. Gli restano pochi giorni di vita. Un tumore al cervello se lo sta portando via. E nella Venezia morente lui vuole morire. Sulle note di una esaltante tristezza, l’oboe accompagna la donna alla stazione dove l’attende il rapido delle 21,32.

Riporto ciò che scrisse John Ruskin ne “Le pietre di Venezia”:
Questo popolo per mille anni lottò coraggiosamente per la vita,
poi per altri trecento anni non fece che invitare la morte.

/www.youtube.com/watch?v=_1IXdUPyVxs

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