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Il pane perduto - Edith Bruck

Premetto che con questa recensione non ho assolutamente l'intenzione di esprimere un giudizio sulla vita di Edith Bruck, anzi, ci tengo a ribadire che testimonianze come la sua, che è riuscita a sopravvivere all'Olocausto e a voltare pagina, sono fondamentali. Massimo rispetto per la sua persona.
E per questo mi dispiace, ma di questa autobiografia, a livello di stile, salvo solo pochi passaggi della prima parte del libro e la lettera a Dio alla fine. "Il pane perduto" è frettoloso, rovescia memorie di decenni di vita in poche pagine, senza approfondire, mostrando ricordi disordinati e sconclusionati, provocando confusione e infine indifferenza al lettore. Sembra più un riepilogo veloce di passaggi chiave della sua vita, intervallati ogni tanto da stralci di dialoghi. Leggendo la nota al testo, mi pare che l'autrice abbia paura di dimenticare qualcosa di fondamentale, e allora abbia annotato tutto così. Come dicevano altre recensioni qui su Goodreads, forse ci sarebbe stato bisogno di un po' di editing e revisioni.

Viola e il Blu - Matteo Bussola

Viola e il Blu di Matteo Bussola
Finalmente una voce educata ed intelligente su un tema che ormai è diventata una bandiera che sventola anche se non c'è vento
Fatto leggere anche alla mia Clotilde, 10 anni

Il giudice Albertano e il caso caso del giullare triste - Enrico Giustacchini

Puntuale all’appuntamento di tarda primavera, il giornalista e scrittore Enrico Giustacchini soddisfa nuovamente la curiosità dei numerosi estimatori del “suo” Albertano con un romanzo, l’ottavo della fortunata serie iniziata nel 2014, che per l’occasione è tutto ambientato fuori dai confini bresciani.
La scelta, con “Il giudice Albertano e il caso del giullare triste”, è stata quella stavolta di condurci nella Genova di metà Duecento, nella quale pure non mancano protagonisti di punta della nostra provincia, e tingendo fortemente l’affabulante narrazione con il segno della poesia
Questo nuovo volume, nel quale i fondamenti storici assumono un ruolo precipuo, si presenta oltremodo avvincente, ricco di colpi di scena ed accattivante nel plot narrativo che recupera ancora una volta la tecnica classico-deduttiva.

La recensione completa la trovate qua https://www.bresciasilegge.it/albertano-giullare-triste-giustacchini/

Re: Un polpo alla gola - Zerocalcare

RECENSIONE CORALE A CURA DE "I MISERALIBRI - GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI"

Quale forma dareste alla vostra coscienza? Nella graphic novel “Un polpo alla gola”, Zerocalcare (pseudonimo di Michele Rech) utilizza il protagonista di “David Gnomo amico mio”, una serie televisiva a disegni animati della fine degli anni Ottanta, per rappresentare il proprio Grillo Parlante. Questo cartone animato ha risvegliato ricordi soprattutto ai partecipanti più giovani. Ci siamo subito chiesti quindi se la lettura e la discussione di questa graphic novel avrebbero visto le persone schierarsi su fronti diversi, in base alle generazioni di appartenenza o ai generi di libri che si preferisce leggere. I disegni di Zerocalcare sono infatti zeppi di riferimenti agli anni Ottanta e Novanta, essendo lui nato nel 1983, che potrebbero facilmente smarrire lettori nati prima o anche dopo. Invece in generale non è stato così o, se anche qualcuno non ha colto i rimandi, è riuscito comunque a seguire la storia e a cogliere l’ironia e i sentimenti. Qualcuno, pur non avendo familiarità con le graphic novel, ha sottolineato la profonda caratterizzazione dei personaggi, notando come l’autore, da attento osservatore, colga e raffiguri i loro aspetti interiori. Anche un’altra partecipante, pur non avendo letto questo specifico libro ma altre opere, ha osservato come i personaggi siano sempre azzeccati. Per alcuni Zerocalcare è empatico: ci si ritrova facilmente negli anni descritti, definendo le storie narrate da Rech come delle “madeleine”. Le espressioni dei personaggi sono spesso smisurate rispetto al contesto della scena. Per qualcuno la storia non introduceva niente di nuovo rispetto ad altre, mentre un altro partecipante l’ha confrontata con altri fumetti celebri, da Corto Maltese a Topolino, trovandola didascalica.
In ogni caso, “Un polpo alla gola” è riuscito a essere secondo noi universale e a non limitarsi alla sua generazione. Il racconto mostra come, in diverse fasi della propria vita, si dia peso a problemi diversi: nell’infanzia ci si dispera per non avere visto una puntata di un cartone animato; nell’adolescenza sono fondamentali i vestiti che si indossano e i gruppi di amici di cui si fa parte; da adulti - purtroppo anche da adulti - si teme il confronto e il paragone con gli altri. Diventa facile perciò immedesimarsi con i personaggi e con il protagonista, impacciato e ansioso, che teme venga scoperto il segreto condiviso solo con la Arbizzati, la maestra dell’istituto della sua infanzia. Un segreto che ha creato lui stesso e che gli provoca ansia e la sensazione di non poter respirare.
Al di là dell’intreccio o del mistero raccontato, di cui gli stessi protagonisti non hanno capito niente nemmeno alla fine, ciò che abbiamo apprezzato soprattutto di Zerocalcare è il suo “specifico fumettistico”. Ovvero ha trovato della “materia creativa”, utilizzando espedienti nei suoi disegni per descrivere eventi o persone. Un romanzo usa solo le parole, una striscia può rappresentare con le immagini la stessa situazione, ma a volte potrebbe non comunicare molto di più del testo. Invece lo “specifico fumettistico” aggiunge valore alle immagini che con altri mezzi non sarebbe comunicabile. Zerocalcare lo fa per esempio quando mantiene l’anonimato sulle persone a cui si sta riferendo, ricorrendo a personaggi di film e cartoni animati, proprio come David Gnomo. E questo è il plus che lo contraddistingue, più che nelle opere più lunghe, soprattutto nelle strisce più brevi (per esempio nel recentissimo inserto di Internazionale sulla cancel culture e il politicamente corretto). Ed è probabilmente parte centrale del motivo per cui, da fenomeno di nicchia qualche anno fa, sia diventato oggi molto conosciuto, sempre cercando di portare avanti la sua linea di coerenza.

Piovere di Tignale - Centro culturale XXV aprile

Il libricino è un interessante approfondimento sulla storia locale di Piovere di Tignale ed in particolare sulla parrocchia di San Marco e sulla festa del patrono (molto sentita). Completa la pubblicazione un sentita galleria fotografica (archivio Roberto Predali) su paesaggi, case, strade, volti di Piovere a cavallo fra gli anni '70 e '80 del Novecento.

Per le strade di Tokyo - Nick Bradley

In un quartiere di Tokio( Asakusa) si trova un piccolo laboratorio di un tatuatore, che usa aghi e inchiostri tradizionali e segue una tecnica antichissima molto dolorosa Tra i suoi clienti arriva una ragazza che vuole farsi tatuare sulla schiena la mappa della metropoli, senza nessuna presenza umana.
Il tatuatore,contravvenendo alla sua richiesta, mentre sta disegnando l’incrocio di Shibuya, inserisce nel disegno una gattina calico (davanti alla statua di Hachiko).
Tra una sessione di lavori e un”altra,il tatuatore si accorge che la gatta è sparita.Comincia a cercarla nel disegno e la vede prima nascosta dietro un palazzo di Ginza,poi sul tetto della stazione di Shinjuku.
La gatta sembra che avesse preso vita.
Lui non sa che, da quando ha inserito la piccola intrusa nel tatuaggio, una gatta calico ha iniziato a girovagare per le strade della città, incontrando di volta in volta persone diverse: un senzatetto cui le ruspe hanno distrutto il rifugio, una traduttrice in cerca di fortuna, un tassista rimasto vedovo e un ragazzino bullizzato che ha il disperato bisogno di un amico.
Per tutti, la gatta è un’apparizione veloce che tira il filo che lega il destino di tutti loro.
Lo scrittore mostra la parte meno felice delle loro vite, le loro paure,demoni e dolori che vengono raccontati da ognuno di loro in maniera soggettiva rispecchiando la propria personalità
Si sviluppano tanti racconti diversi all”interno di un unico libro che ci permettono di scoprire luoghi, usi, pietanze e costumi giapponesi),cercando di sfatare alcuni stereotipi ( ad esempio quello secondo cui ai giapponesi non piace la birra )

Devo essere sincero :ho fatto molta fatica a leggerlo ma lo stile originale di N.B. Deve essere assolutamente conosciuto

Il silenzio della collina - Alessandro Perissinotto

Con una scrittura lieve e scorrevole, entra non in una, bensì due tre problematiche dell’adulto: chi è e come si diventa se vittime di un rapporto problematico con il padre, che ruolo posso avere ora a fine della sua vita, lo credo capace di un segreto così tremendo?! E cosa avveniva non lontano da noi e dalla nostra vita?
Perissinotto ricolloca ogni cosa al suo posto in un romanzo verità, per aiutarci a comprendere le radici di un fenomeno tanto diffuso, quanto sottaciuto e nascosto.
Parlarne serve più oggi di allora, serve a non dimenticare, contro il ripetersi della storia....

Enrica Consolandi
Volontaria del Centro Antiviolenza Rete di Daphne
Sito di Rete di Daphne
Pagina Facebook Rete di Daphne

Caccia al feroce Iellagel - Philip Ridley

è un libro interessante essenzialmente per due motivi, il primo è che la situazione di Milo (il protagonista) si rispecchia nella vita di molti altri ragazzi che, tramite questo libro, possono cambiare in meglio, il secondo è proprio la trama della storia, che è ricca di intrecci tra vari episodi della vita di tutti i personaggi che alla fine saranno molti di meno di quanti sono citati. Nonostante non faccia parte di una serie questo romanzo è un po’ impegnativo, ma la lettura è sempre scorrevole e agiata, dai termini semplici.

Ayako / Osamu Tezuka. 3

Pecca forse di qualche imprecisione in alcuni passaggi, ma nel complesso direi che è una storia assolutamente da leggere. Ahimè l'italiano, soprattutto nell'ultima parte di questo terzo volume, lascia un pò a desiderare.