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Anna Karenina - Lev Tolstoj

Recensione corale a cura de I MiseraLibri - Gruppo di Lettura della Biblioteca di Chiari sulle Parti I-II.

I nostri incontri sono sempre partecipati e stimolanti, indipendentemente dai titoli oggetto di discussione. Eppure un classico ha sempre "qualcosa da dire" ancora, citando Italo Calvino. Figurarsi quando, dopo le prime due parti, Anna Karenina stessa pare ancora sfuggente, come l'ha ottimamente definita Alessandra. E figurarsi quando, nonostante il titolo a lei dedicato, è in realtà co-protagonista con almeno altri due o tre personaggi altrettanto accuratamente descritti, quali Levin o Kitty, per esempio.
Tra i partecipanti c'è chi si è avvicinato per la prima volta al romanzo trovandolo sorprendente, e c'è anche chi l'ha riletto dopo decine d'anni, trovando poco di eccezionale o chiedendosi perché in passato ci fosse stato tanto entusiasmo.
Per quasi tutti le pagine sono volate, nonostante il tema del tradimento non sia proprio il preferito.
C'è anche chi, come la sottoscritta, pur ammirando l'eccezionale qualità di scrittura dell'autore, non è ancora convinta del romanzo in sé, forse per altissime aspettative o perché Anna, appunto, non si è ancora palesata del tutto. I dibattiti e i punti di vista di ieri sono però stati così avvincenti da far venire voglia di proseguire subito con le prossime pagine e cercare di inquadrare di più Anna.
Anna che non è un'eroina, Anna che sta un pochino antipatica, Anna che è di qualità superiore ma che a gestire le emozioni impreviste forse non è così eccelsa, ha sottolineato un partecipante. Anna che sa benissimo chi è oppure il suo tormento non è solo amoroso ma anche identitario, combattuta tra come la vedono gli altri e ciò che davvero vorrebbe essere?
E come non parlare di Levin e della sua vita in campagna, della società rurale messa inevitabilmente a confronto con la vita sociale di balli e feste in città, rendite dalla nascita a confronto con lavoro nobilitante?
Discuteremo ancora di questi contrasti, come delle altre contrapposizioni di cui il testo è pieno: parecchi capitoli contengono infatti situazioni e comportamenti duali con cui Tolstoj si diverte a questionare noi lettori. "Da quale parte ti schieri?", sembra chiederci. Un altro partecipante infatti rimarca che il libro faccia pensare: sulla società, sui rapporti sentimentali, sulle relazioni genitori-figli.
Come può una madre abbandonarsi alla passione trascurando il figlio? Cosa intendiamo per amore, il (futuro) matrimonio compromesso e ripiego (o no?) di Kitty e Levin oppure la passione travolgente di Anna e Vronsky, o qualcos'altro? Fino a dove si può arrivare, per la propria felicità individuale?

Tutto questo e molto altro ancora, nel prossimo incontro del 4 settembre, quando discuteremo delle Parti III-IV-V.

Re: Wonder - R. J. Palacio

Letto dopo che è piaciuto a mia figlia di nove anni, che lo ha letto dietro consiglio del cugino di 16.
Bellissima la motivazione alla scrittura del libro da parte dell'autrice: "Mi sono sentita un verme e non sono riuscita a dimenticare questa esperienza"
Emozionante

Il club Dumas - Arturo Perez-Reverte

Lucas Corso, cacciatore di libri, dovrebbe essere abituato a risolvere enigmi, ma questa volta tracce e indizi sono ambigui e misteriosi: deve districarsi in una rete dove nulla è quello che sembra. Ottima lettura!

Memorie di un cuoco d'astronave - Massimo Mongai

Recensione corale de I MiseraLibri - Gruppo di Lettura della Biblioteca di Chiari

E' stato ritrovato uno scritto inedito di Rudy "Basilico" Turturro; lo riportiamo qui sotto in versione integrale.
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"Le parole devono comporre una frase come gli ingredienti un piatto; bilanciamento, originalità e soprattutto un messaggio non dovrebbero mai mancare per nutrire ciò che è alla base del funzionamento di tutto il resto: la mente, che digerisce e interiorizza l'essenza della condivisione."
(Tratto dall'opera mancata "Cibo e libri", di R. Turturro)
Una volta rientrato sulla Terra dopo l'esperienza sulla "Muummeenuh", mi sono dedicato alla scrittura di vari trattati e ovviamente a spendere un po' della fortuna che avevo accumulato e investito, tra viaggi, relax e appuntamenti galanti. Ah, vinsi anche il Premio Urania per la collezione di racconti sulle varie imprese di cui ero stato protagonista. Questo attirò l'attenzione di una popolazione di un pianeta non troppo lontano, anzi, facilmente raggiungibile in pochi giorni di viaggio.
Agli alieni del pianeta dei MiseraLibri (consoni a nutrirsi di parole, punteggiatura, periodi e capitoli) era giunta voce delle mie prodezze, ma erano curiosi di sentirle direttamente dalla mia bocca e di condividere tra loro le impressioni a riguardo. Seguivano ancora il calendario terrestre, e organizzarono per il 7 agosto una serata in mio onore. Si sa, non c'è occasione che tenga per non essere accompagnata da un buon pasto, e così mi offrii volontariamente di preparare un menu dove le portate sarebbero state ispirate alle mie cronache.
Beh, un palato fine, quello dei MiseraLibri!
Nonostante la mia premessa, che avrebbero dovuto assaggiar tutto con "spirito leggero", e un entrée a base di soia e alghe che li divertì, quella cena fu per lo più un fallimento. Il Premio Urania, un concorso letterario annuale di fantascienza assegnato ad un romanzo italiano inedito, creò in loro alte aspettative. Buona parte di loro assaggiò i vari piatti-racconti ma poi li scartò, decretandoli "opere non ben riuscite". Una partecipante di nome Sandra mi definì moraleggiante, probabilmente per il mio vizio di filosofeggiare prima di esporre i fatti accaduti. Altre due lettrici, Vilma e Giusy, mi dissero di trovare deludenti i racconti.
Provai a insaporire di più qualcosa, ma solo Lucrezia mi confessò di aver passato ore esilaranti a sentirmi sproloquiare di tantissimi argomenti, e di supportarmi nella campagna contro gli Umanisti per incentivare l'uso del sale. Per Rachele probabilmente ero stato un po' troppo auto-celebrativo, quando narravo di come avevo tolto più volte dai guai l'Astronave Extra Spaziale, però capii che trovò interessanti le mie mirabolanti avventure. Non so ancora bene invece come valutare le parole di William, che etichettò il mio memoir come un "libro da bagno", nel senso di qualcosa che si sfoglia una volta ogni tanto (mica nell'altro significato a cui avete pensato, eh!). Ad Alice piacque scervellarsi sul pronunciare i miei neologismi scritti in romanesco-inglese, ma in generale non la convinsi troppo.
I MiseraLibri sono una specie onnivora; di natura non sono per niente razzisti e sono disponibili a discutere di qualsiasi cosa, a gustare piatti-libri di origine e composizione diversa. Credo ne abbiano provati tanti, nella loro seppur breve esistenza, e quindi cercavano qualcosa che li spiazzasse e li sorprendesse, non qualunquismo e banalità. Apprezzarono il mio cibo come lingua universale, ma mi criticarono di non aver inserito un capitolo sul binomio a loro più vicino, ossia quello tra cibo e libri. In quella parte di Universo purtroppo le specie che leggono almeno un libro all'anno sono meno della metà, e nel mio viaggio non ne conobbi.
Spero comunque di aver rimediato con questo mio pezzo inedito e onesto a loro dedicato. E - chi lo sa? - magari un giorno mi daranno un'altra chance. In fondo, in cucina si impara dai propri errori.
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Due - Luca Ralli & Fabio Magnasciutti

Un romanzo gotico in forma di graphic novel, su paure, ansie, ossessioni che possono portare a non ragionare più lucidamente. I disegni sono belli e inquietanti, ma la trama mi è sembrata molto ridotta e soprattutto non molto auto-esplicativa. Si può dar più significato a quanto succede leggendo lo scritto nei risvolti del libro, ma in generale mi è parsa incompleta.

Il segno della croce - Glenn Cooper

Libro divorato: molto bello, scorrevolissimo. Come per la trilogià di Dannati anche questo libro è scritto davvero molto bene. Ti prende con i suoi capitoli brevi e le descrizioni dettagliate. Consigliato!

La vita alla finestra - Andres Neuman

Romanzo scritto in forma epistolare, attraverso tutte e-mail firmate da Net, il protagonista, e indirizzate a Marina, una ragazza probabilmente immaginaria.

A distanza di due settimane dal termine, mi trovo un po' in difficoltà a scriverne la recensione, perché la lettura mi ha lasciato sostanzialmente indifferente, salvo alcune frasi che colpiscono, come per esempio la seguente: "Quante cose stanno dentro un cuore? Tendiamo a credere che la sua capacità di immagazzinamento sia infinita. Ma, dopo aver dedicato la mia vita alla cardiologia e alla chirurgia toracica, mi sento di affermare che è poco, e molto selezionato, quello che sta nel cuore di un uomo."

Permane una sensazione di nostalgia verso i primi messaggi di posta elettronica, le prime chat di messaggistica, e quel mondo che solo una quindicina di anni fa era ancora per lo più asincrono e fatto di attese.

I gruppi di lettura - Luigi Gavazzi

Chi conduce, organizza o coordina un gruppo di lettura in Italia non può non conoscere Luigi Gavazzi e il suo sito internet (https://gruppodilettura.com), ricco di articoli riguardanti i GdL. Il più celebre e letto credo sia "Gruppi di lettura: come crearne e uno e farlo vivere felice" (https://gruppodilettura.com/2011/06/29/gruppi-di-lettura-come-crearne-e-uno-e-farlo-vivere-felice/), che risale a ben nove anni fa ed è comunque sempre attuale, un ottimo punto di partenza per chi abbia in mente il progetto di avviare un gruppo. Da dicembre 2019 ora c'è anche questo libro a disposizione che, a partire dai post più significativi, approfondisce tutti gli aspetti legati alla nascita, alla vita e all'espressione di un gruppo di lettura.

"Un gruppo di lettura non è un seminario, una lezione, un simposio." (pag. 38)
Non si fa critica letteraria, non ci si sostituisce ai critici di professione.
Chi partecipa a un gruppo di lettura lo sa: la nostra forza motrice è il voler condividere, attraverso una discussione articolata, quanto ci abbia colpito un libro, senza scadere nella generalità o nella banalità.

"Partecipare a un gruppo di lettura è una scelta forte che si colloca all'incrocio fra l'amore estetico per la scrittura d'autore, il bisogno di conoscenza, l'emozione della lettura personale, l'urgenza del dire e condividere questa scoperta." (pag. 40)

Lettura appartata, lettura condivisa, lettura importante, co-lettura: quante tipologie ci sono!
E concordo fortemente con Luigi Gavazzi quando scrive:
"Il lettore che parla della propria lettura lavora alla estensione della propria soggettività, rinnovata, che si fa più ricca, che allarga la prospettiva e forza i limiti della contingenza quotidiana abituale; la lettura, la sua appropriazione e la sua socializzazione e condivisione è parte del processo di questo superamento dei confini imposti agli individui, delle identità attribuite, imposte. Parlare dei libri che allargano le nostre vite significa anche contribuire alla creazione di sé stessi, della propria personalità, di arricchirla, farla più complessa e inclusiva." (pag. 81-82)

La lettura è spesso vista come un'azione solitaria, ma c'è solitudine e solitudine: questa infatti è "feconda, coltivata, ricercata, difesa" (pag. 84). Il testo si riferisce a questi momenti come a quelli di "back stage", raffrontandoli con quelli di "front stage", quando invece partecipiamo agli incontri in pubblico, insieme agli altri, esponendoci e presentando noi stessi. Per descrivere le attività e le interazioni di un gruppo di lettura è poi presentato anche un altro modello, oltre a questo del teatro, chiamato "community of practice", centrata su un'esperienza. "Ciò che unisce non è il libro, né cosa si legge ma il leggere in quanto tale." (cit. Luca Ferrieri - pag. 115).

Ciò che dovrebbe fare un gruppo di lettura - e ciò che spero sempre di riuscire a realizzare in quello che gestisco io - è di favorire l'espressione degli altri lettori. La responsabilità di chi organizza il gruppo è quello di facilitatore e conduttore (dal latino "conduco", i.e., "cum" + "duco", ossia "condurre CON", ASSIEME). Non vi sono altre differenze rispetto agli altri partecipanti, il valore dell'opinione non è maggiore solo per il ruolo.
Non sempre è semplice coordinare il gruppo, perché i partecipanti sono eterogenei nelle loro personalità, conoscenze e obiettivi. Vi sono vari modelli di lettori, come descrive Gavazzi, di cui tener conto nello svolgimento delle discussioni. Queste poi non devono risultare troppo guidate o fisse nella forma, bisogna trovare un equilibrio tra il lasciar andare tutti a ruota libera e il porre domande precise e puntuali, rispettando partecipanti e conduttori.

Il saggio è quindi imperdibile non solo per chi coordina, ma anche per chi partecipa o ha intenzione di farlo un giorno in un futuro prossimo.

La scienza nascosta dei cosmetici - Beatrice Mautino

Per "cosmetico" si intende qualsiasi prodotto atto a curare, accrescere o preservare la bellezza del nostro corpo. Non fate quindi l'errore di fermarvi a pensare ai trucchi quali matite, ombretti, mascara, etc.. In questo saggio si parla di henné, siliconi, solari, talco, rossetti, collutori e anche di sole e vitamina D.
L'aspetto più qualificante dello stile di Beatrice Mautino è il non voler convincere i lettori a prendere la sua posizione, bensì fornisce loro alcune informazioni affinché possano farsi un'opinione da soli. Inoltre li invita a non pensare in modo "binario": non è detto che, se una cosa non è bianca, allora sia per forza nera.

"Siamo abituati a dividere il mondo in buoni e cattivi, quindi capisco che nel momento in cui io vi racconto che un ingrediente che viene accusato di essere il male non lo è, chi mi legge possa pensare che per me, allora, quello è il bene. Ma non è così. Il contrario di "fa male" non è "fa bene", ma "non fa male."

In alcuni tratti avrei apprezzato sicuramente più approfondimento dal punto di vista scientifico e meno dettagli invece sulle vicissitudini sociali, politiche ed economiche legate all'oggetto discusso; tuttavia forse, se avesse impostato il lavoro così, non avrebbe raggiunto lo stesso pubblico in termini di ampiezza e varietà.