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Derniers messages du Forum

La storia del fiero cacciatore - Heinrich Hoffman

Curioso piccolo albo dalle illustrazioni squillanti, cariche di colori, che procedono a ritmo di corsa. Un vento, una tensione, sembra scorrere nel libro da destra a sinistra, spingendoci a voltare rapidi le pagine, per scoprire che fine farà il malcapitato cacciatore, inseguito dalla lepre.
Il breve testo in rima che accompagna le immagini è volutamente arcaico e démodé, ricco di termini desueti: il tutto risulta buffo e appropriato! (Per i bambini sarà una festa sonora, quando non una scoperta di vocaboli nuovi...).
La casa editrice Orecchio Acerbo non delude mai. Bello!

Trenta e due ventotto - Renata Pucci di Benisischi

Per amanti della lingua!
In questo volumetto sono raccolti parole e modi di dire tipicamente siciliani, con un'analisi a metà fra il colto e il simpatico.
L'autrice è docente universitaria, giornalista e scrittrice.
"Essere nell'acqua degli aranci" (= essere a disagio, nei guai) non è un modo di dire bellissimo?

#RBBCreadingchallenge2021- #4: il libro di una scrittrice italiana vivente

I miserabili - Victor Hugo

Sì è vero, sono 1400 pagine piene di infinite digressioni storiche un po' barbose, e c'è quella lunga tirata sui conventi, e decine di pagine sulla storia delle fogne di Parigi (!), MA questo romanzo è STRAORDINARIO e a me ha emozionato, commosso, inorgoglito...

#RBBCreadingchallenge2021 - 44: un libro che faceva parte dell'Indice dei libri proibiti

Re: Paradiso e inferno - Jon Kalman Stefansson

I romanzi di Jón Kalman Stefánsson sono, secondo me, tra i migliori rappresentanti dell'epica moderna. Non possono essere letti di fretta, perché ogni frase è evocativa; è poesia che si è fatta prosa e, come tale, va assaporata lentamente per non rischiare di perdersi qualche sfumatura, qualche significato che va a toccare le corde delle nostre anime, se solo gli lasciamo il tempo di agire, di sedimentare dentro di noi. Abituati come siamo ora a consumare contenuti rapidamente, nonché a leggere - o anche pretendere - storie ricche di eventi più o meno sorprendenti, "Paradiso e inferno" invece ci destabilizza con la sua trama minima, divisa in due parti. Siamo obbligati a rallentare, leggendolo, a prestare attenzione non solo all'azione in corso ma all'ambientazione, alle entità circostanti. Ogni personaggio dentro di sé ha un mondo di parole e di memorie, e Stefánsson concede a ognuno qualche pagina, qualche strofa, per rendere più completa la motivazione dei suoi atti, per farci immedesimare anche nella figura che potrebbe apparire più scorbutica o più sbadata. Siamo con Bardur mentre dimentica la cerata prima di imbarcarsi. Siamo con Kolbeinn quando una mattina si sveglia e non è più in grado di vedere nulla, proprio nulla, tantomeno i suoi quattrocento libri. Siamo con Geirprudur, con la notte negli occhi, a fare domande che nessuno fa mai. Soprattutto, siamo con il Ragazzo, ad affrontare una missione alla volta, che sia riconsegnare un libro o servire della birra, mentre non riusciamo a dimenticare "coloro che l'oceano ha voluto chiamare a sé", mentre ci chiediamo ogni giorno se, compiuto il nostro dovere, non sia il caso di mettere fine a tutto.
"Paradiso e inferno" è già denso così, con i suoi pochi accadimenti che si contano con le dita di una mano, e le miriadi di tempeste e nubifragi che scatenano nel mare dentro di noi. In futuro non saremo in grado di ricordare i nomi precisi in islandese, ma avremo assimilato le gesta delle persone e le rivivremo in altri testi, in altre opere, diventando così dei miti.

Atlante occidentale - Daniele Del Giudice

In bilico tra letteratura e scienza, questo romanzo parla dello sviluppo di un'amicizia tra uno scrittore ormai alla fine della sua carriera e un giovane fisico assunto al CERN, negli anni Settanta-Ottanta.
Entrambi appassionati di volo, frequentando lo stesso hangar scatta in loro la curiosità di conoscersi maggiormente. Così Ira Epstein e Pietro Brahe scoprono ulteriori intersezioni, come il fatto di essere entrambi osservatori di interazioni, tra le persone o tra le particelle, e di documentare quanto sperimentato, in romanzi e saggi o articoli e report scientifici.
Per quanto il libro fosse breve, non è stata una lettura facilissima, essendo evocativa e ricca di metafore. Comunque, affascinante.

Re: Una rosa sola - Muriel Barbery

"Il ponte di Sanjo frantuma sempre il mio cuore
come un chicco di riso tenero e lo trasforma
in farina sulla nuca delle maiko" - Pag. 75

Nostalgia del Giappone e di Kyōto? Questa piccola storia fa per voi. La trama è abbastanza semplice e scontata, però i brevissimi racconti all'inizio di ogni capitolo, con titolo e tema floreale, sanno meravigliare e fare riflettere, richiamando molte tradizioni della poesia e dei legami con le stagioni, insiti nella cultura nipponica. Vale quindi la pena leggerlo, per una lettura leggera e, allo stesso tempo, profonda. Tuttavia, mi aspettavo anche io di più da Muriel Barbery, nonostante non abbia ancora letto "L'eleganza del riccio".

Per qualcuno può essere lo spazio - Ettore Sottsass

Onestamente la descrizione del libro dà un'idea molto diversa da quello che risulta essere il contenuto reale. Ma è a quest'ultimo che va la mia votazione (4 stellette), perché denso di una prosa profonda, essenziale ed ironica.
Se presentata come una raccolta di racconti - e poco d'altro -, sarebbe una vera chicca in quel panorama.

Diario di un amore perduto - Eric-Emmanuel Schmitt

"Mamma mi guardava come un essere unico incomparabile, talentuoso. Questa è la chiave del mio destino: ho creduto nello sguardo di mia madre." - Pag. 145

Pagine intime che racchiudono per sempre le diverse fasi del lutto materno del drammaturgo francese. La vita va avanti, insofferente al dolore, però ogni tanto consegna messaggi tramite intermediari inaspettati. L'amore di una madre non conosce ostacoli, neanche la morte, per incoraggiare di continuo il proprio figlio a perseguire i suoi sogni e la sua strada, ma anche ad avere cura di sé. Per il tema totalmente autobiografico e la forma adottata, questo è un libro un po' diverso dai soliti racconti lunghi di Eric-Emmanuel Schmitt, dove ciononostante è presente il suo tratto principale: la semplicità. Stavolta, al posto di strappare un sorriso - "Zac!" (cit. "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano"), ci fa spuntare qualche lacrima, tra la paura e la tristezza, pensando a chi abbiamo perso o a chi potremmo perdere. Però ci trasmette anche la speranza che questa perdita sia in realtà una trasformazione dell'altro, che continuerà a vivere con noi, attraverso di noi, grazie alle piccole grandi parti di sé che ci ha dato.

Ippolito - Euripide

Le tragedie del teatro greco classico sono sempre di una stupefacente modernità e problematicità. L'innocente colpito dalla sventura è un concetto che non smette mai di colpirci e interrogarci.
Il tempo impiegato a leggere questi testi è sempre ottimamente speso!

#RBBCreadingchallenge2021- 36: un libro pubblicato almeno 250 anni fa

Racconti di Odessa - Isaak Babel'

Che talento Babel'!
I suoi racconti sono vivi, lussureggianti, icastici! Gente di malaffare, locandiere, matrimoni e funerali nel cuore del quartiere ebraico di Odessa: nulla sfugge al suo sguardo affettuoso verso la città dov'era nato.
Il tutto è raccontato in uno stile iperbolico ed esagerato, ricco di dettagli e metafore originali.
Se almeno Stalin non ce l'avesse fucilato, mandando dispersi per sempre molti dei suoi scritti, maremma diavola!

Nonostante tutto - testi e disegni Jordi Lafebre

Grazioso graphic novel, costruito a ritroso, cioè dal finale della storia. Bei colori pastello e disegni accattivanti, che creano atmosfere distese, positive.
In un mondo sempre più cinico-avido-cupido-pavido, un momento di romanticismo fa sempre bene al cuore...

Il cavaliere d'inverno - Paullina Simons

Se avessi semplicemente letto la trama, senza seguire un banalissimo consiglio di una sconosciuta su Facebook, probabilmente non lo avrei mai letto e mi sarei persa un bellissimo romanzo. Non è una banale storia d'amore, ma un legame indissolubile, contornato dalla strage che solamente la seconda guerra mondiale ha causato. Una Russia devastata dai tedeschi e dai conflitti, intere famiglie che si ritrovano dall'oggi al domani con il cibo dimezzato, con gli allarmi anti-aerei, con le bombe che cadono. Una Leningrado distrutta, piena di sofferenze e abbandono. Ed è proprio in mezzo a tutta questa devastazione, anzi grazie alla guerra, che Tatiana e Alexander si incontrano e si innamorano. Questa loro relazione è tormentata proprio come tutto ciò che li circonda e le pagine scorrono veloci insieme alle parole mentre il tuo cuore si fonde con loro e, ogni volta, ti domandi: "Riusciranno finalmente ad essere felici?". Nonostante le tematiche e gli episodi spesso anche crudi, è un libro che si legge con trasporto e con passione che consiglio assolutamente.