Ahongbonon, Grégoire <1953->

(Persona)


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I pazzi di Gregoire
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Libros Modernos

Petrarca, Valerio

I pazzi di Gregoire / Valerio Petrarca

Palermo : Sellerio, copyr. 2008

Resumen: Valerio Petrarca ha una lunga consuetudine con l'Africa. A partire dal 1994 si è recato più volte nel continente e ha vissuto esperienze sul campo in Costa d'Avorio. Questo libro nasce soprattutto dopo l'ultimo viaggio, del 2005, quando ha attraversato il Paese lacerato dalla guerra. Il viaggio era destinato a documentare l'opera di Grégoire Ahongbonon, un immigrato dal Bénin che ha svelato, tentando di porvi qualche rimedio, la crudeltà del trattamento dei malati mentali, legati agli alberi o gettati nelle discariche, tanto nei villaggi quanto nelle città (Grégoire ha ricevuto nel 1998 il premio Franco Basaglia). Una volta sul terreno, l'autore si è reso conto che i pazzi di Grégoire, almeno alcuni di essi, non dalla malattia erano stati segnati, ma dalle lacerazioni tra i mondi contigui e concorrenti in cui erano nati e cresciuti: tra autoctoni e immigrati, villaggio e città, religioni tradizionali e religioni missionarie, stregoneria e scienza, tradizione e modernità. I pazzi di Grégoire dà voce a bambini e a giovani che hanno conosciuto direttamente e indirettamente gli effetti della guerra, e ricuce, in una trama possibile, i loro discorsi. Si raccontano poche storie di vita, ma diffusamente, per fare emergere, in immagini di sintesi, la fame di senso, il disagio culturale, prima che materiale, sofferto dai giovani, su cui la guerra è arrivata come un'onda distruttrice di simboli e di cose.

Grégoire
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Libros Modernos

Casadei, Rodolfo <1958->

Grégoire : quando la fede spezza le catene / Rodolfo Casadei ; prefazione di Eugenio Borgna

EMI, 2018

Resumen: Sessantamila malati psichici accolti in 25 anni in quattro paesi africani. Pur non essendo né laureato in medicina né psichiatra di professione, Grégoire Ahongbonon ha compiuto un piccolo grande miracolo nel suo impegno fra Costa d'Avorio, Benin, Togo e Burkina Faso. Questo marito e padre di famiglia, un passato da imprenditore, è diventato un paladino degli «ultimi tra gli ultimi» in Africa: le persone con malattie psichiche, stigmatizzate due volte perché additate come vittime di stregoneria e spesso prigioniere di pseudo-santoni che le incatenano con disumanità nell'intento di «liberarle» grazie a sortilegi magici. La malattia psichiatrica in vari contesti africani significa emarginazione, catene, prigionia, limitazione della libertà. E un mare di sofferenza. Per Grégoire, «fino a quando ci saranno un uomo o una donna incatenati, tutta l'umanità sarà incatenata». Per questo dagli anni Novanta si dedica anima e corpo a liberare, accogliere e integrare - attraverso un approccio che l'Oms ha voluto studiare - le persone rese fragili dalla vita. Come Janine, una donna malata incatenata per 36 lunghissimi anni, che Grégoire ha accolto in uno dei tanti centri da lui fondati, oggi la nuova casa per 25mila malati che diventano talvolta guaritori di altri sofferenti. Quella di Grégoire Ahongbonon è un'epopea di carità e di fede che rappresenta una luce di indomita speranza dentro il dolore del mondo.

Con Grégoire Ahongbonon oltre il buio della mente
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Libros Modernos

Maccaro, Alessia <1988->

Con Grégoire Ahongbonon oltre il buio della mente / Alessia Maccaro ; con una prefazione di Enrico Di Salvo ; foto di Fabio Burrelli

Mimesis, 2019

Resumen: Il volume nasce dall’incontro con Grégoire Ahongbonon, definito “Basaglia d’Africa”, l’uomo che libera i malati di mente africani dalle catene. È infatti in uso nell’Africa occidentale subsahariana la prassi di legare i malati mentali con corde o catene a blocchi di cemento o tronchi di albero: quest’uomo non forzando la tradizione locale ha creato una strategia etica per la quale negozia con i capi tribù la liberazione dei malati che vengono condotti nei centri di cura, orientati alla medicina moderna, della Saint Camille de Lellis, Associazione da lui fondata oltre trent’anni fa. Dopo l’iter riabilitativo Grégoire offre ai malati la possibilità di riscatto sociale attraverso l’inserimento lavorativo che implica, nella maggior parte dei casi, anche il ritorno in famiglia. Il suo operato è a oggi all’attenzione dell’OMS e degli organi sovranazionali e internazionali. Riteniamo che un ulteriore lavoro sul suo operato sia fondamentale per sottolineare questa straordinaria opera di restituzione di dignità.