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Made in Sweden
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Åsbrink, Elisabeth <1965->

Made in Sweden : le parole che hanno fatto la Svezia / Elisabeth Åsbrink ; traduzione di Alessandro Borini

Iperborea, 2021

Resumen: Con la sua società aperta, accogliente e tollerante, il suo welfare collaudato, il civismo proverbiale e l'ambientalismo d'avanguardia, la Svezia è da tempo un modello che si osserva con ammirazione e stupore: uno stato che sa coniugare la ricchezza con la redistribuzione, la libertà con l'eguaglianza. A questo idillio politico-sociale si sono aggiunti il design, la moda, il cibo, la cultura, ma ancor più la sensazione che lo stile di vita scandinavo sia quanto di più desiderabile, sofisticato ed evoluto ci sia al mondo. Ma dove affonda le radici questa idea di società? O meglio, come sono nate le idee che hanno reso possibile questa sorta di utopia? O peggio, e se invece non fosse che una bella favola che gli svedesi raccontano a se stessi (e agli altri)? Con divertita intelligenza, in un caleidoscopio di storie e salti nel tempo, Elisabeth Åsbrink - svedese di nascita ma di origini anglo-ungheresi - ci accompagna in un viaggio tra cinquanta parole, eventi, persone e personaggi che hanno fatto la Svezia. Dall'ambizione di Linneo di catalogare la natura intera all'esuberanza del leggendario primo ministro Olof Palme, deciso a rendere la Svezia la prima «superpotenza morale» della storia, dalla rivoluzionaria visione pedagogica di Ellen Key - fonte di ispirazione sia per Astrid Lindgren e la sua Pippi che per Maria Montessori - al divismo di Zlatan Ibrahimovi?, tanto inviso a inizio carriera per l'individualismo sfacciato quanto poi celebrato come icona della nuova «svedesità», Åsbrink affascina con collegamenti sorprendenti mentre infrange miti indiscutibili, come può permettersi solo una patriota la cui solidità intellettuale è fuori discussione: «Amo il paese in cui mi è capitato di nascere, ma non ciecamente.»

Roma
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Roma

Iperborea, 2021

Resumen: In occasione del 150esimo anniversario dell’istituzione di Roma come capitale d’Italia The Passenger gioca per la prima volta in casa, dedicando un numero alla Città eterna. La capitale è un piccolo universo pieno di contraddizioni, la cui contemporaneità è descrivibile solo attraverso la fusione di elementi diversissimi. Qui il degrado convive con la maestosità di millenni di storia disordinatamente accatastati uno sopra l’altro: il bello e il brutto non solo coesistono ma sono due facce della stessa cosa. E come raccontare questo paradosso? Partendo da una rosa di grandi scrittori, romani di nascita e d’adozione. Prendendo spunto dalle riflessioni sull’omicidio di Luca Varani, che fanno da sfondo al suo ultimo romanzo, La città dei vivi, Nicola Lagioia ci accompagna in un viaggio nell’incredibile notte romana: descrive una movida fluida, tossica, invivibile e traboccante di vita. Francesco Piccolo crea un personalissimo mosaico della sua città di adozione, fatto di fugaci osservazioni, epifanie, racconti minimi che fanno sorridere e aprono gli occhi su lati della capitale che non ci era venuto in mente di osservare. Cresciuta davanti alla fontana di Trevi, abituata fin dall’infanzia a vedere le cose più con le orecchie che con gli occhi, Letizia Muratori scrive una guida acustica alla città di Roma, ed è così che ci racconta i cambiamenti degli ultimi anni a cominciare dal dilagare del turismo di massa. Con Matteo Nucci scopriamo una vita fluviale quasi scomparsa: seguiamo le rive del Tevere fino a uscire dal centro, quando il fiume riprende contatto con la città, e ritroviamo l’antica Roma disincantata e cinica, gaglioffa e cialtrona, certa che tutto vada sempre avanti nonostante tutto. Marco D’Eramo, autore de Il selfie del mondo, un nuovo classico nella saggistica contemporanea, esamina l’urbanizzazione selvaggia di Roma tra la cultura dell’abusivismo, le proprietà del Vaticano e molto altro. E di urbanizzazione parliamo anche con Christian Raimo, che decide di partire da una sezione, un’area che va dalle vecchie borgate di Fidene e Settebagni fino alla riserva naturale della Marcigliana; qui ha insistito la speculazione edilizia anni Novanta, qui Ama ha deciso di piazzare uno degli impianti inquinanti che dovevano sostituire la discarica di Malagrotta, qui la città si slabbra diventando una polvere anonima. La giornalista Floriana Bulfon dipinge un ritratto dei Casamonica: arrivati dall’Abruzzo e dal Molise negli anni Settanta, hanno messo radici ai piedi dei Castelli romani e sono riusciti a prendere il controllo di ristoranti, bar, locali notturni, centri estetici, alcuni a pochi metri dal cuore della movida capitolina; a gestire le piazze di spaccio e allo stesso tempo confondersi nei giri del business, ripulendo la loro immagine e i loro soldi. Leonardo Bianchi traccia invece una panoramica della cosiddetta rivolta delle periferie, nello specifico di Tor Sapienza e Torre Maura, che in questi anni hanno assunto una rilevanza centrale nel dibattito politico italiano, diventando epicentri di una protesta contro l’accoglienza, i migranti e le minoranze. Ma la narrazione delle «periferie romane» ormai razziste e votate all’estrema destra è fuorviante, perché c’è sempre stata una resistenza interna. Con Daniele Manusia, il fondatore di L’Ultimo uomo, fra le principali testate sportive d’Italia, scopriamo la magia del calciotto, il cui campo è la forma quasi unica di socialità maschile romana, in una città che ha un rapporto unico e viscerale col pallone. Lo scrittore Francesco Pacifico traccia poi la storia della Crew 126, o Lovegang, i trapper di Monteverde vecchio, il cui nome richiama la scalinata di Trastevere su cui si ritrovano. Figli della borghesia colta, ricca e sessantottina, cantano una vita tossica, sbandata e senza speranze e sono gli eredi contemporanei di Franco Califano e di Antonello Venditti. Musicisti che raccontano una Roma che ha perso ogni coscienza di classe, con connessioni inaspettate post-ideologiche e intrise di una particolarissima forma di romanismo. Questo numero tutto speciale ha anche una sezione dedicata alle mappe di Salvatore Monni, Keti Lelo e Federico Tomassi, autori del libro Le mappe della disuguaglianza, capaci di mettere in luce in modo grafico alcuni paradossi tutti romani. I consigli d'autore, infine, sono della scrittrice Nadia Terranova.

Il serpente
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Dagerman, Stig <1923-1954>

Il serpente / Stig Dagerman ; traduzione e postfazione di Fulvio Ferrari

Iperborea, 2021

Resumen: Mentre la Seconda guerra mondiale opprime l'Europa, un serpente infesta un sonnacchioso campo di addestramento della campagna svedese e un'altrettanto inoperosa caserma di Stoccolma durante la mobilitazione generale. Nella sua concretezza di corpo ora si scopre, ora si copre alla vista, ma il simbolo maligno che incarna sa piantarsi nella psiche di chi ci si è imbattuto. Il primo a vederlo è il sergente Bohman, al comando di uno svogliato gruppo in esercitazione, e subito un crampo lo stringe come in un cerchio di ferro. Il soldato Bill lo cattura a cuor leggero, forse solo per strappare al sergente qualche ora in più di libera uscita in cui togliersi una voglia con Irène prima di una festicciola a base di ragazze e bevute. Ma il serpente che crede di avere al sicuro nello zaino gli infesterà i sogni, getterà nel panico gli amici e confonderà realtà e fantasia tanto a lui quanto a Irène. Sotto forma di odore di paura, poi, aleggia pungente in «Non riusciamo a dormire», in cui otto reclute cercano di scacciare l'insonnia raccontandosi storie di vita vissuta. E di strategie contro l'angoscia, con le menzogne che comportano, saranno in cerca tutti i personaggi del libro. Tutti tranne Scriver, alter ego dell'autore, convinto che il serpente sia sempre lì, manifesto o latente, e che sia responsabilità di ciascuno prenderne atto, anche fino alle estreme conseguenze. Il serpente, che sia un romanzo, come gli entusiasti recensori lo definirono nel 1945 quando uscì, o una raccolta di racconti collegati, mette in campo ricchezza metaforica, potenza simbolica e beffarda ironia, movimentate da arditi salti di registro, per mostrare che la sola via per l'umano è non aver paura della paura.

La mia vita dorata da re
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Jägerfeld, Jenny <1974->

La mia vita dorata da re / Jenny Jägerfeld ; traduzione di Laura Cangemi

Iperborea, 2021

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Resumen: Per Sigge è arrivata la grande occasione della sua vita di dodicenne: dimenticare gli insuccessi sociali accumulati a Stoccolma e rifarsi una reputazione nell’anonima cittadina in cui abiterà. Con la mamma, le due sorelle e il cane Einstein si è appena trasferito al Royal Grand Golden Hotel Skärblacka, che del grand hotel ha solo il nome ed è gestito dall’esuberante nonna Charlotte, tutta paillettes, auto sportive e animali impagliati. A nulla vale constatare che c’è chi pur conservando la sua stravaganza se la cava alla grande, come Charlotte, appunto, o Majken, la sorellina che invece di parlare urla ma riesce sempre a farsi degli amici: Sigge è determinato a sfruttare i 59 giorni di vacanze estive che restano per ripulirsi delle stranezze che lo fanno sentire un alieno, così tutti faranno finalmente a gara per scattarsi un selfie con lui. Il piano per raggiungere la popolarità è pieno di regole da seguire con metodo: nascondere l’occhio un po’ strabico, offrire sigarette di cioccolato, imparare a fare domande e battute e a parlare di sé. Ma dietro l’angolo c’è sempre un imprevisto, e ogni imprevisto è un’avventura. In una narrazione scoppiettante di arguzia e comicità, Jenny Jägerfeld crea un mondo di personaggi indimenticabili per accompagnare Sigge nel suo percorso a ostacoli verso una nuova idea di amicizia, in cui essere «diverso» e «unico» significa solo essere se stesso.

Ulf, il bambino grintoso
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Stark, Ulf <1944-2017>

Ulf, il bambino grintoso / Ulf Stark ; traduzione di Samanta K. Milton Knowles ; illustrazioni di Markus Majaluoma

Iperborea, 2021

Resumen: Nonno Gottfrid è sempre arrabbiato, lavora troppo e impreca in continuazione. E detesta gli insetti: ecco perché il piccolo Ulf crede di fargli un favore catturando un bombo. Invece il nonno, tanto per cambiare, si arrabbia, visto che i bombi gli tornano utili trasportando il polline. E quando chiede a Ulf di aiutarlo e lui si dichiara troppo piccolo per spaccare legna, arriva la punizione: l’indomani il nipotino sarà suo «schiavo». È il momento di tirare fuori la grinta, gli dice, perché non vorrà mica diventare un pelandrone come suo padre? Tirare fuori la grinta significa accatastare legna, correre a prendere il latte dai Samuelson, verniciare panche… finché per fortuna arriva in visita nonno Gustav, che schiavista non è, e che per cinque corone riscatta il nipote. Allora sì che Ulf può tornare a fare le sue cose da bambino, come andare a caccia di lombrichi e pescare persici con il nonno simpatico e tirare uno scherzetto istruttivo all’altro nonno. Con il sorriso divertito di sempre, Ulf Stark trasforma anche questa piccola avventura in temi grandi: il rapporto tra le generazioni e il diritto dei bambini di andare verso l’età adulta al loro passo di bambini.

Animali che nessuno ha visto tranne noi
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Stark, Ulf <1944-2017> - Bondestam, Linda <1977->

Animali che nessuno ha visto tranne noi / Ulf Stark, Linda Bondestam ; traduzione di Laura Cangemi

Iperborea, 2021

Resumen: In illustrazioni crepitanti di colori dimorano animali che nessuno ha mai visto – eccetto, naturalmente, Ulf Stark e Linda Bondestam. Popolano un mondo dove non sempre è facile trovare il proprio posto: ci sono l’Escaloppo, che si sente isolato da tutto, gli Aspettaespera, con la loro vita sospesa nell’attesa non si sa di cosa, il Bumbumbo, che ingoia l’amarezza di essere nato brutto... Pochi sono davvero felici della vita che gli è toccata, ma c’è chi riesce a trovare una strategia per vivere contento: la Giornaliera sta al mondo un solo giorno, ma se lo gode tutto; lo Gnoccantropo si muove a stento tanto è grosso, ma poi in sogno riesce perfino a volare; l’Ombrarella, di giorno prigioniera di un corpo, la notte se ne libera per danzare fino al mattino. Sono tutte curiose creature che hanno qualcosa in comune con la fauna esistente e con gli abitanti della Valle dei Mumin, ma allo stesso tempo somigliano tremendamente a ciascuno di noi. Ulf Stark e Linda Bondestam affrontano con grazia il tema delle tante difficoltà del vivere sfumandolo nella giocosità, nell’ironia e nell’inventiva del loro variopinto amalgama di versi e disegni.

Katitzi nella buca dei serpenti
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Taïkon, Katarina <1932-1995>

Katitzi nella buca dei serpenti / Katarina Taikon ; traduzione di Samanta K. Milton Knowles ; illustrazioni di Joanna Hellgren

Iperborea, 2021

Resumen: Katarina Taikon ha scritto 13 libri sulla piccola Katitzi e la sua famiglia rom. Sono storie piene di allegria, vivacità e inventiva che raccontano le ingiustizie, l’ignoranza e l’esclusione viste attraverso gli occhi di un bambino. Katitzi è una bambina vivace e curiosa, e per questo finisce spesso per cacciarsi nei guai. Ma stavolta rischia davvero grosso: è scivolata in una buca piena zeppa di serpenti! Per fortuna se la caverà solo con un grande spavento perché, come dice suo padre, Katitzi è «nata con la camicia». La brutta avventura basta però per convincere papà Taikon a smontare le tende e cercare un nuovo posto dove stabilirsi. La vita è difficile per le famiglie rom come quella di Katitzi: in Europa infuria la Seconda guerra mondiale, l’esercito nazista tedesco ha già invaso la Danimarca e potrebbe arrivare fino in Svezia per annientare anche qui gli ebrei e i rom. Katitzi e la sua numerosa famiglia, e tanti altri come loro, sono costretti a spostarsi continuamente, la gente li guarda con sospetto e lo stato non li tratta come gli altri cittadini svedesi: addirittura, i bambini non sono ammessi a scuola. Così, dopo un lungo viaggio in treno, la famiglia si sposta verso nord, e noi seguiremo Katitzi alla scoperta di nuovi posti e nuove conoscenze. Katitzi nella buca dei serpenti è il terzo episodio della saga ispirata alla storia personale dell’autrice, che racconta piccole e grandi ingiustizie attraverso lo sguardo di una bambina simpaticissima e molto intraprendente.

Il guardiano
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Terrin, Peter <1968->

Il guardiano / Peter Terrin ; traduzione di Claudia Cozzi

Iperborea, 2021

Resumen: In un’atmosfera sospesa e irreale, Il guardiano riesce a fondere con sottile ironia l’inquietudine e lo straniamento esistenziale e la tensione di un thriller all’ultimo respiro. Harry e Michel, in servizio nel garage sotterraneo di un lussuoso condominio, scandiscono giornate sempre uguali tra turni di guardia e giri d’ispezione finché qualcosa di insolito spezza la loro routine: improvvisamente tutti i residenti – tranne uno – lasciano il palazzo in gran fretta. Sicuramente in città è successo qualcosa di terribile, forse un’esplosione nucleare, forse un virus, forse addirittura una guerra; ma Harry e Michel non possono saperlo, perché dall’esterno, al di là del blindatissimo cancello d’ingresso che non possono varcare, non arriva nessun rumore. Fuori, un mondo indecifrabile, un «deserto dei Tartari» muto e inquietante; dentro, una fortezza inespugnabile dove Harry e Michel, ligi al dovere, non possono che aspettare gli ordini dell’onnipotente Organizzazione da cui dipendono, ma che sembra essersi dimenticata di loro. Con divertita ironia, Peter Terrin tratteggia i tic dei due protagonisti nella semioscurità claustrofobica del seminterrato deserto: il veterano Harry, così compreso nel suo ruolo da vedere il pericolo anche nell’arrivo del furgone delle provviste, e lo spaesato Michel, maniaco dell’ordine e della pulizia, che fa il bucato, cuoce il pane ed è più attento allo sgocciolio dello sciacquone che al pericolo di un attacco esterno. Come Vladimiro ed Estragone, Harry e Michel aspettano il loro Godot, ma quando finalmente qualcosa succede, con l’arrivo di un terzo guardiano, la paranoia di Harry prende il sopravvento e la situazione precipita. In un crescendo di suspense, Michel si ritrova coinvolto, e i lettori con lui, in una spirale di eventi che mettono a nudo la fragilità di un uomo lasciato solo a decidere il proprio destino quando tutto intorno è incomprensibile.

Lettere tra due mari
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Hjelm Jacobsen, Siri Ranva <1980-> - Dorte, Naomi <1975->

Lettere tra due mari / Siri Ranva Hjelm Jacobsen ; traduzione di Maria Valeria D'Avino ; illustrazioni di Dorte Naomi

Iperborea, 2021

Resumen: Dall'autrice di Isola, un racconto epistolare che riesce a dar voce a uno degli elementi più compromessi dall'intervento dell'uomo: l'acqua, gli oceani, i mari. Due sorelle, Acqua Atlantica e Acqua Mediterranea, si scambiano lettere. Entrambe sono molto anziane, Acqua Mediterranea è però più giovane di Atlantica e non conosce l'origine della loro storia: un tempo lontano, quando le terre riuscirono a emergere, i mari furono separati. Cercarono a lungo il modo di riunirsi, ma ogni piano fallì. Oggi i mari, lontani e nostalgici, raccolgono «l'acqua» - cioè i ricordi e le vite di pescatori annegati, di barche piene di uomini che cercano di attraversare il Mediterraneo ma poi finiscono a marcire sul fondo o di bambini che rinfrescano il viso nel mare Tirreno – e si scrivono, scambiandosi pensieri e storie. Nel frattempo dall'Acqua Artica arriva la notizia che i mari si stanno espandendo, gira voce che la rivolta è iniziata e forse si stanno per riprendere la terra! il sogno dei mari, di riunirsi, potrà un giorno avverarsi... Definito dai critici un manifesto idro-femminista del nostro tempo, Lettere tra due mari è un libro poetico e particolarissimo sull'acqua e sul mare, ma anche sulla vita sulla terra e sul cambiamento climatico.

La grande fuga
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Stark, Ulf <1944-2017>

La grande fuga / Ulf Stark ; traduzione di Laura Cangemi ; illustrazioni di Kitty Crowther

Iperborea, 2020

Resumen: Il nonno è molto malato ed è stato ricoverato in ospedale, ma Ulf non si capacita del fatto che suo padre trovi sempre mille scuse per non andare a trovarlo. Il problema è che il nonno sbraita in continuazione, non sta alle regole e tratta male il personale, e questo suo comportamento lo mette in imbarazzo. Ulf invece non è affatto in imbarazzo: a lui è sempre piaciuto quando suo nonno si arrabbia, e a un certo punto decide di andare a trovarlo da solo. Tanto ormai ha imparato la strada: basta prendere la metropolitana poi salire su un certo autobus e scendere quando si vede una chiesa su un poggio. Ovviamente i suoi non devono sapere che va da solo, per cui Ulf finge di andare all’allenamento di calcio e va dal nonno portandogli pane burro e aringhe e pure una birra. Il nonno è tutto contento di vederlo, ma dentro l’ospedale si sente come un leone in gabbia e vuole a tutti i costi mettere in atto il suo grande desiderio: tornare per un’ultima volta alla casa sull’isola dove andava sempre con la nonna. Insieme, nonno e nipote mettono a punto un piano: il sabato successivo Ulf si presenterà all’ospedale con un taxi e dovrà essersi organizzato per far finta di dover stare via tutto il weekend. Dovrà anche fare in modo che qualcuno chiami l’ospedale spacciandosi per suo padre per annunciare che il nonno starà da loro nel fine settimana. Ulf è un po’ preoccupato, ma grazie all’aiuto del panettiere Adam risolverà i problemi a cui non è già riuscito a porre rimedio da solo e darà inizio a una dolce e tenerissima avventura.

Piccolo libro sull'amore
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Stark, Ulf <1944-2017>

Piccolo libro sull'amore / Ulf Stark ; traduzione di Laura Cangemi ; illustrazioni di Ida Björs

Iperborea, 2020

Resumen: È l’inverno più freddo di sempre, e la Seconda guerra mondiale sta per finire. Fred sente moltissimo la mancanza del papà, e aspetta con ansia che torni a casa. Ma ha un suo modo per mantenersi in contatto con lui: si chiude nel guardaroba, dove è appeso l’abito più elegante del padre, con tanto di cappello sulla mensola e scarpe da ballo sul pavimento, e parla con lui. Dalla presa d’aria gli arrivano le risposte fruscianti, a cui Fred confida di essere innamorato della sua compagna di banco che è bellissima, ha i capelli crespi e la voce nasale. Per far bastare i soldi a casa, la mamma di Fred lavora come tranviera e lui aiuta il vicino a vendere gli alberi di Natale. È proprio quando ne consegna uno a domicilio che Fred riceve in regalo una boccetta di profumo e una tavoletta di cioccolata da una signora che a lui sembra una sorta di fata: una cosa straordinaria, il Natale che li aspetta sarà certamente speciale!

Il lungo inverno di Dan Kaspersen
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Henriksen, Levi <1964->

Il lungo inverno di Dan Kaspersen / Levi Henriksen ; traduzione di Andrea Berardini

Iperborea, 2020

Resumen: È quasi Natale e la campagna norvegese è nella morsa del gelo. Il trentasettenne Dan Kaspersen, dopo due anni di carcere per contrabbando di stupefacenti, torna alla fattoria in cui è cresciuto, ormai disabitata: i genitori sono morti da anni e ad accoglierlo c'è la notizia dell'inspiegabile suicidio di Jakob, amato fratello minore tanto soddisfatto della sua monotona vita rurale quanto Dan è sempre stato incline a fughe che non lo hanno mai portato a capo di nulla. Travolto dal senso di colpa per non aver impedito la sua morte, Dan si ritrova per giunta l'unico sospettato di un pestaggio appena avvenuto in paese, quello del ricco e rispettabile Oscar Thrane, nonno del molto meno rispettabile Kristian che due anni prima aveva progettato l'operazione di contrabbando e poi se l'era cavata addossando tutte le responsabilità a Dan. In una situazione che aggiunge al dolore della perdita l'ostilità dell'ispettore Rasmussen da una parte e le prepotenze di Kristian dall'altra, la tentazione è di fare come sempre: andarsene. Ma a confondere i piani sarà la solida, bella e benigna Mona Steinmyra, che gli istillerà il coraggio di fare i conti con la sua vita e le sue radici. Con una trama che intreccia l'indagine poliziesca alla ricerca interiore, Levi Henriksen dà voce a incandescenze esistenziali sullo sfondo di potenti paesaggi innevati, accosta al tormentato scavo psicologico l'umoristica leggerezza di un personaggio campione di vitalità, il vecchio zio Rein, e mescola i versi di canzoni pop con i sereni ricordi del piccolo Dan nella comunità pentecostale, trovando un felice equilibrio tra crudezza e soavità per raccontare la fragilità e insieme la forza dell'umano.

La moglie del colonnello
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Liksom, Rosa <1958->

La moglie del colonnello / Rosa Liksom ; traduzione di Delfina Sessa ; con una nota storica di Ingrid Basso

Iperborea, 2020

Resumen: Lapponia, notte. Davanti al caminetto, una donna ripercorre la lunga vita che ha alle spalle: in primo piano la sua lacerante storia d’amore, sullo sfondo oscure pagine di storia della prima metà del Novecento, quelle di una Finlandia schiacciata tra Russia e Germania. Per lei che, bambina negli anni Dieci, ha respirato in famiglia il nazionalismo anticomunista dei «Bianchi» e ha imparato ai campi estivi delle volontarie per la patria la lezione sciovinista e maschilista, il passo per infatuarsi del nazismo è breve. Ed è facile trovarne poi l’incarnazione erotica e sentimentale nel ricco, potente e autoritario Colonnello, molto più grande di lei e conosciuto dal padre in Germania, quando là ci si addestrava in segreto per combattere i russi. Le voci di abusi e stupri che lo accompagnano non la scoraggiano: come una creatura selvaggia delle sue amate paludi lapponi, è felice di abbandonarsi all’ebbrezza d’amore e al proprio naturalistico, vitalistico eros. Ma il lungo fidanzamento sarà solo l’apice euforico di una parabola che dopo il matrimonio inevitabilmente precipiterà. Riportata con la cruda, accurata, spiazzante sincerità di una donna ormai anziana che nella vita ha trovato la sua libertà tanto nella natura quanto nella scrittura, la traiettoria personale si snoda tra figure e fatti storici delle tre guerre finlandesi collegate alla Seconda guerra mondiale: militari, intellettuali germanofili, Himmler e Hitler in persona, gli orrori dei lager e della Polonia occupata del ’39. Tutto il male sfilò sotto i suoi occhi immaturi di un tempo e tutto il male è riconsegnato intatto da una donna che, con la sua complessità umana, cerca ora di dare un senso alle sue ferite e a quelle di una nazione.

I Giusti
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Brokken, Jan <1949->

I Giusti / Jan Brokken ; traduzione di Claudia Cozzi

Iperborea, 2020

Resumen: 1940. L’Europa è sconvolta dal Secondo conflitto mondiale, centinaia di migliaia di ebrei cercano riparo dalla furia nazista nei pochi paesi ancora neutrali. Quando l’Unione Sovietica invade la Lituania, i profughi che vi avevano trovato asilo non hanno più scampo e si radunano in massa ai cancelli dei vari consolati, nella speranza di ottenere un visto. In quell’anno, l’olandese Jan Zwartendijk, direttore della filiale Philips in Lituania, viene nominato console onorario a Kaunas, capitale del Paese. Cosa significava esattamente per un uomo d’affari diventare console onorario? «Quasi nulla», gli fu detto. «Forse ti capiterà di firmare qualche pezzo di carta.» Ma se migliaia di ebrei trovarono la salvezza fu proprio grazie a lui che firmò senza riserve i visti per il loro espatrio e garantì l’apertura dell’ultima rotta verso la libertà: la Transiberiana fino al Giappone, e poi Curaçao, isola olandese nel mar dei Caraibi. Rintracciando con minuziosa dedizione fonti e testimonianze dirette dei famigliari dei sopravvissuti, Jan Brokken racconta nel dettaglio una delle operazioni di salvataggio più straordinarie della Storia, ricostruendo con una prosa incalzante e magnetica i dieci giorni che Jan Zwartendijk ebbe a disposizione per mettere al sicuro il maggior numero di vite. Dieci giorni e dieci notti di febbrile attività per portare a termine una missione caduta poi in un ingiustificato oblio, ma che garantì la libertà a più di ottomila ebrei. Nel 1997, Jan Zwartendijk è stato insignito postumo del titolo onorifico di «Giusto tra le Nazioni».

La scimmia dell'assassino
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Wegelius, Jakob <1966->

La scimmia dell'assassino / Jakob Wegelius ; traduzione di Laura Cangemi

Iperborea, 2020

Resumen: Tuta da lavoro addosso e chiave inglese in mano, non c’è al mondo migliore macchinista di Sally Jones, una gorilla molto speciale che non parla ma legge, scrive e capisce sempre quel che accade intorno a lei. È proprio Sally Jones a raccontare le peripezie che le toccano in sorte dopo che la Hudson Queen, la barca del marinaio finlandese Henry Koskela, che per lei è solo «il Capo» nonché migliore amico, viene assaltata dai banditi lungo il Tago e affondata. E le disgrazie sono appena cominciate: a Lisbona, Koskela è arrestato per l’omicidio del losco Alphonse Morro. Costretta alla fuga, la «scimmia dell’assassino», come la chiamano ormai giù al porto, scopre che il Capo è stato incastrato e senza esitazioni decide di scagionarlo a tutti i costi, indagando in un mondo attraversato da complotti monarchici internazionali e dai primi voli aerei, popolato di artisti della fisarmonica e poliziotti corrotti, tra bettole malfamate e serate di gala a teatro, attraverso gli oceani fino alla corte di un maharajah indiano. Per fortuna ad aiutarla ci saranno Ana Molina, operaia dalla voce sublime, e il signor Fidardo, burbero liutaio dal cuore d'oro.

Elise e il cane di seconda mano
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Reuter, Bjarne <1950->

Elise e il cane di seconda mano / Bjarne Reuter ; traduzione di Eva Valvo ; illustrazioni di Kirsten Raagaard

Iperborea, 2020

Resumen: Elise vive sola con il padre a Copenaghen: lui suona il violino ai matrimoni, ai funerali e davanti ai grandi magazzini, mentre la mamma lavora in Brasile per costruire un ponte sospeso nel mezzo della giungla. Elise sente tanto la sua mancanza, ma dopo mille insistenze riesce a convincere il papà a realizzare il suo più grande desiderio: avere un cane. E poco importa se i soldi in casa scarseggiano, perché lei si innamora a prima vista di un bastardino grassottello in offerta, con le gambe storte, un occhio che guarda da una parte e uno dall'altra. Un buffo cane di seconda mano, un bel po' usurato, che però sembra sorriderle e avere qualcosa di speciale. Solo una volta a casa, nella sua cameretta, Elise scopre che il suo cane è davvero speciale e parla proprio come una persona: si chiama McAduddi, per gli amici Duddi, e viene da un villaggio di marinai della Scozia. Cominciano così le bizzarre avventure di Elise e del suo nuovo fedele amico, dalle strade di Copenaghen a un vecchio mulino abitato dai fantasmi, dalle canzoni del pizzaiolo Giorgio ai braccialetti magici del mercante Potifar. Elise è audace, ostinata, sempre piena di risorse; Duddi è saggio e fifone, arguto e tenero, dotato di uno humour esilarante. Insieme a loro e a una galleria di personaggi strampalati ma profondamente umani ci immergiamo in una storia poetica e spassosa, che racconta il coraggio, l'amicizia e la forza portentosa che sa darci la fantasia.

Svezia
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Svezia

Iperborea, 2020

Resumen: La Svezia è il candidato perfetto per essere sottoposto allo sguardo indagatore di The Passenger. Non c'è paese infatti che sia stato più idealizzato come welfare state per antonomasia, patria del politicamente corretto, meta prediletta di rifugiati politici ed economici, superpotenza gentile, progressista e liberale. Un articolo della giornalista Elisabeth Åsbrink, già vincitrice tra gli altri del Premio Kapuściński, per esempio ci porta a capire perché Greta Thunberg non sarebbe potuta nascere altrove; in Svezia responsabilizzare e attribuire dignità ai giovani è una tradizione che risale addirittura a Selma Lagerlöf. L'altra faccia dell'individualismo e dell'indipendenza dalla famiglia, risultato anche di decenni di governi socialdemocratici, è però la disperata solitudine di una società che ha alcuni tratti di una distopia postmoderna, come racconta, in un'intervista il regista Erik Gandini, autore del sorprendente documentario La teoria svedese dell'amore. Un secondo sguardo rivela sempre qualcosa di meno rassicurante, come l'evoluzione dei Democratici svedesi, che da minuscolo movimento neonazista negli anni Ottanta, è diventato partito di maggioranza, probabile conseguenza di una delle più generose politiche di accoglienza profughi che la storia ricordi. Ma il «rischio immigrazione» come sottolinea Gellert Tamas nel suo reportage sull'estrema desta è stato costantemente strumentalizzato. Con Gunnar Wall torniamo su quello che è ancora l'episodio più misterioso della storia svedese, l'omicidio Olof Palme, il primo ministro che ha modellato la politica estera «etica», che è stata recentemente ripresa in chiave femminista. Ma non mancano gli scandali, come quello a sfondo sessuale che ha travolto l'Accademia del Nobel, e che ci viene raccontato dal giornalista inglese Andrew Brown, grande esperto di Svezia. Con The Passenger esploriamo anche i motivi per cui un paese così piccolo e remoto sia diventato primatista in campi impensabili: dalle start up di successo planetario come Spotify – i cosiddetti «unicorni» descritti dall'autrice Kina Zeidler – a un incredibile talento nel fabbricare una sfilza di hit in cima alle classifiche mondiali, come ci racconta l'esperto di musica e cultura pop Jan Gradvall. Parliamo di cambiamento climatico in uno dei paesi che ne meno è colpito, dove ha facilitato una piccola ma fiorente produzione di vino; leggiamo anche dei suoi effetti sulla piccola isola di Runmarö, dove vive il grande scrittore Fredrik Sjöberg, autore, tra gli altri, dell'Arte di collezionare mosche. La giornalista e poetessa Marit Kapla ci guida nelle case dei pochi abitanti rimasti a Osebol, un anonimo villaggio nel Värmland settentrionale, una provincia della Svezia centrale al confine con la Norvegia. I loro racconti dipingono un ritratto sfaccettato della vita quotidiana in un piccolo villaggio che come tanti lotta per non restare spopolato, invecchiato e senza servizi. Per concludere i consigli della poetessa Aase Berg per capire il suo paese attraverso un'opera musicale, letteraria e cinematografica.

Per antiche strade
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Libros Modernos

Deen, Mathijs <1962->

Per antiche strade : un viaggio nella storia d'Europa / Mathijs Deen ; traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo

Iperborea, 2020

Resumen: Le strade europee esistono da migliaia di anni e sono state consumate dai piedi e dalle ruote di tutti coloro che le hanno usate per emigrare, per commerciare, per attaccare eserciti nemici o semplicemente per fare ritorno a casa. Straordinario viaggio nel tempo e nella cultura d’Europa, Per antiche strade è un libro capace di trasformare le strade in storie e di dar voce a tutti gli uomini che le hanno percorse. «Questa è la E8, che va da Londra a Mosca.» Mathijs Deen è ancora un bambino quando suo padre descrive così il tragitto che li porta a casa dei nonni, nell’Olanda profonda, trasmettendogli il fascino per quella rete di antiche strade che attraversano l’Europa e che sono all’origine di questo libro. Strade battute da esploratori, conquistatori e mercanti, profughi, banditi e pellegrini che con i loro continui movimenti e scambi nel corso di millenni hanno composto il ricco mosaico culturale del nostro continente, costruito la nostra identità e il nostro presente. Trasformando le strade in storie, Deen ci accompagna alla scoperta di questi viandanti d’eccezione, personaggi reali dalle vite romanzesche, protagonisti di avventure epiche o curiose che aprono finestre inattese sulla Storia ufficiale: dal lungo cammino che portò il primo uomo, partito dall’Africa, a toccare il suolo europeo nel Pleistocene, all’epopea di Bulla Felix, il leggendario brigante romano che derubava i patrizi e liberava gli schiavi sulla via Appia; dall’ebreo sefardita in fuga dall’Inquisizione che esportò in Olanda il grande teatro spagnolo del Seicento, a un campione inglese delle prime corse d’auto sulle strade d’Europa che a inizio Novecento alimentarono il culto della velocità, destinato presto a esplodere nel primo conflitto mondiale. Ogni capitolo ci cala in una nuova epoca e in un diverso Paese che è sempre teatro di scontri e incontri tra popoli, idee e culture, ogni storia racconta qualcosa di ciò che ci unisce, immergendoci in un grande viaggio nel tempo sulle orme dell’uomo europeo.

Saga di Gunnar
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Libros Modernos

Saga di Gunnar : l'idiota di Keldugnupur / a cura di Roberto Luigi Pagani ; postfazione di Fulvio Ferrari

Iperborea, 2020

Resumen: In un villaggio sperduto, circondato dai grandi vulcani e dagli infiniti ghiacciai del Sud dell’Islanda, vive Gunnar, giovane ribelle e indolente senza apparenti qualità, tanto da meritarsi il titolo di «idiota di Keldugnúpur». Reclutato dal fratello maggiore, prediletto dal padre, per misurarsi alle gare di lotta con la meglio gioventù della regione, riesce a dare una lezione agli arroganti e sleali figli del potente vicino, diventando futuro bersaglio di temibili vendette, ma guadagnandosi il rispetto degli altri e una nuova coscienza di sé: d’ora in poi prenderà in mano il proprio destino di eroe. Imbarcato su una nave mercantile alla volta del mitico Nord, nel corso di avventurosi viaggi rivelerà il suo valore uccidendo un orso polare, lottando con giganti e troll, sfidando la collera dello jarl norvegese e duellando con i vichinghi del mar Baltico, fino a tornare a casa, uomo saggio, onorato e ricco. Ambientata nel X secolo, la Saga di Gunnar traccia un passato eroico per una regione storicamente tra le più isolate d’Islanda, elevando il protagonista a capostipite delle sue genti. Esempio tardo di un genere ormai al tramonto, quello delle «saghe degli islandesi», il racconto mescola vaghi ricordi locali, leggende ed elementi fantastici agli stilemi delle favole e delle epiche cavalleresche basso-medievali. Libera da riferimenti genealogici e da rimandi al complesso intreccio storico di quei primi secoli, la breve saga si rivela particolarmente godibile per il lettore moderno: appassionante, a tratti divertente, nonché un perfetto esempio di come gli islandesi, nell’autunno del medioevo, amassero immaginare e celebrare il proprio passato.

Addio
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Libros Modernos

Nooteboom, Cees <1933->

Addio : poesia al tempo del virus / Cees Nooteboom ; traduzione di Fulvio Ferrari ; postfazione di Andrea Bajani

Iperborea, 2020