Artaud, Antonin <1896-1948>

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Il monaco
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Il monaco / Matthew Gregory Lewis, Antonin Artaud ; prefazione di Nico Orengo ; traduzione di Giorgio Agamben e Ginevra Bompiani

Bompiani, 2020

Resumen: Il monaco è Ambrosio, in odore di santità, ammirato da tutta Madrid per le sue parole trascinanti. Il tentatore è Matilde, la donna demoniaca travestita da novizio, la splendida maga perversa. Negli anni '30 Antonin Artaud fece del romanzo gotico di Lewis una sorta di copia francese. Ed è nella versione di Artaud, con una prefazione di Nico Orengo, che Bompiani ripropone il testo.

Il suono del candore
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Perriera, Giuditta <1967->

Il suono del candore : l'abisso di cristallo di Antonin Artaud / Giuditta Perriera ; illustrazioni di Pia Valentinis

RueBallu, 2019

Resumen: La vita e il teatro di Antonin Artaud, scrittore, regista e attore teatrale francese.

Scritti di Rodez
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Scritti di Rodez : 1943-1946 / Antonin Artaud ; a cura di Rolando Damiani

Adelphi, 2017

In compagnia di Antonin Artaud
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Prevel, Jacques <1915-1951> - Malinverno, Antonio

In compagnia di Antonin Artaud / Jacques Prevel ; a cura di Antonio Malinverno

Giometti & Antonello, 2015

Resumen: 1950. Dal sanatorio per tubercolotici in cui è ricoverato, Jacques Prevel sente come imminente la propria fine e si rende conto che non riuscirà a scrivere quel libro sul suo maestro per il quale ha raccolto quasi quotidianamente appunti nei suoi quadernetti durante i due anni passati al suo fianco nella Parigi ancora devastata dalla guerra, la Parigi della Rive Gauche, dei Sartre e dei Breton, delle riviste letterarie e dei caffè. Il diario ha inizio nel maggio del '46, all'indomani del ritorno a Parigi di Artaud dopo nove anni di manicomio. Attraverso la descrizione degli incontri e dei luoghi, la trasposizione precisa dei dialoghi, delle lettere e delle parole di Artaud viene a delinearsi la storia di un'amicizia maledetta e sublime che terminerà soltanto con la notizia della sua morte nel marzo del '48. Documento di eccezionale importanza per conoscere il pensiero e la vita di uno dei più importanti poeti del '900, "In compagnia di Antonin Artaud" è anche un canto di morte e di liberazione, un'incursione nella realtà della follia e dell'arte.

Antonin Artaud e Colette Thomas
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Antonin Artaud e Colette Thomas : personaggi della vita e persone del teatro / Samantha Marenzi

Roma : Bulzoni, 2013

1Biblioteca teatrale. Memorie di teatro ; 32

Hitler della razza delle scimmie
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Hitler della razza delle scimmie : sulla deportazione e altri scritti / Antonin Artaud ; a cura di Sergio Crapiz

Il melangolo, 2013

Resumen: Ed è a questo punto che riprende il mio delirio, il mio delirio di rivendicatore-nato. Chi, infatti, dal 1918, e non parlo di teatro, ha gettato un colpo di sonda 'in tutti i bassifondi della sorte e del caso', se non Hitler, l'impuro moldovalacco della razza delle scimmie innate?

La razza degli uomini perduti e altre prose
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Artaud, Antonin <1896-1948>

La razza degli uomini perduti e altre prose / Antonin Artaud ; traduzione e cura di Pasquale Di Palmo

Via del vento, 2012

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Resumen: Alcune prose inedite in Italia dello scrittore francese che spaziano dalla poco conosciuta produzione giovanile agli ultimi testi, composti durante e dopo la pluriennale esperienza in manicomio. "Il villaggio dei Lama morti", apparso nel 1932 nella rivista "Voilà", non è stato da allora più ripubblicato, nemmeno in Francia, suo paese natale.

Rivolta contro la poesia e altri scritti
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Rivolta contro la poesia e altri scritti / Antonin Artaud ; a cura di Pasquale Di Palmo

Brescia : L'Obliquo, 2007

Antonin Artaud
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Sansone, Giovanni

Antonin Artaud : percorsi antropologici dal teatro della crudeltà ai teatri delle diversità / Giovanni Sansone

Roma : Aracne, 2010

Resumen: È il teatro del margine, della liminalità, della festa interculturale delle diversità. Artaud è guida in questo cammino con il grido e la carezza, è l'opportunità di dare voce a coloro a cui non è stata mai data voce, ma è anche la possibilità per qualunque persona di mettersi in gioco con la propria specifica e peculiare diversità, senza paura di essere giudicata ed emarginata.

Al paese dei Tarahumara e altri scritti
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Al paese dei Tarahumara e altri scritti / Antonin Artaud ; a cura di H. J. Maxwell e Claudio Rugafiori

Milano : Adelphi, 2009

Resumen: Antonin Artaud cercava, al Messico, i Tarahumara - la razza degli uomini perduti - e, introdotto nella tribù, si troverà rovesciato e quasi inchiodato per sempre dall'altra parte delle cose, che era già la condizione naturale della sua coscienza e il suo destino. Artaud racconterà questo viaggio in Al paese dei Tarahumara, il suo libro più perfetto, scritto sulla superficie di un metallo abbacinante. Qui si trovano i suoi testi più difficili e più ricchi. Nessuno schermo copre la sua voce, ogni pretesto deviante è caduto.

Craig, Grotowski, Artaud
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Ruffini, Franco

Craig, Grotowski, Artaud : teatro in stato d'invenzione / Franco Ruffini

Roma : Laterza, 2009

Resumen: Se si guarda al teatro come a un fiume, la sua corrente non è solo quella della produzione e del commercio degli spettacoli. C'è anche un'altra corrente, quella del teatro come rivolta, lavoro su di sé, mondo a parte. La prima corrente è talmente forte che quasi sempre fa sparire la seconda, ma talvolta le acque si mischiano e il teatro diventa 'in stato d'invenzione'. Movimento, processo, corpo: le parole con le quali si esprime devono inventare un nuovo senso. Esemplare in tal senso è l'esperienza novecentesca. Franco Ruffini introduce ai tre maestri indiscussi di quel teatro e alle loro utopie, dal 'divino movimento' di Edward Gordon Craig, al 'processo interiore' dell'attore nell'opera di Jerzy Grotowski, al 'corpo senz'organi' di Antonin Artaud.

Alice in manicomio
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Alice in manicomio : lettere e traduzioni da Rodez / Antonin Artaud ; a cura e traduzione di Leonardo Boero ; postfazione di Pasquale Di Palmo

Stampa alternativa/Nuovi equilibri, 2008

Resumen: Dopo sei anni di terribili esperienze in altri ospedali psichiatrici, l'11 febbraio 1943 Antonin Artaud viene ricoverato a Rodez: è magrissimo, sporco, la barba lunga, privo della propria coscienza. in questa struttura, considerata all'avanguardia, il dottor Ferdière sottopone ripetutamente Artaud alla terapia dell'elettroshock. Ma lo psichiatra è anche assertore dell'arte-terapia, quindi spinge questo paziente recalcitrante e scomodo a cimentarsi con la traduzione di opere letterarie, per tentare, attraverso il recupero della parola, di ricomporre la sua personalità frammentata dalla schizofrenia. Giorno dopo giorno Rodez diventerà così il tempo della fiducia ritrovata, della riappropriazione del proprio corpo e della propria personalità. Questo volume raccoglie le traduzioni che Artaud fece durante il ricovero a Rodez e le lettere che sono la testimonianza diretta, prima di questo periodo, poi delle sue difficili condizioni di vita e di salute fra il 1947 e il 1948, quando la traduzione del VI capitolo di "Attraverso lo specchio" di Lewis Carroll, un'Alice tutta artaudiana, venne pubblicata. L'inserto iconografico raccoglie fotografie dell'epoca e una scelta di disegni, in parte inediti in italia, che Artaud realizzò in quegli anni.

Il punto fosforoso
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Saba, Wilson <1975->

Il punto fosforoso : Antonin Artaud e la cultura eterna / Wilson Saba ; con un testo introduttivo di Paolo Terni

1. ed

Macerata : Quodlibet, 2008

1Quodlibet studio

Pazzi di Artaud
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Pazzi di Artaud / Sylvère Lotringer ; traduzione e cura Giuliana Prucca ; premessa Antonio Attisani

Milano : Medusa, copyr. 2006

1Le porpore ; 17

La danza alla rovescia di Artaud
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De Marinis, Marco

La danza alla rovescia di Artaud : il secondo Teatro della crudeltà, 1945-1948 / Marco De Marinis

2. ed. con una postilla 2006

Roma : Bulzoni, copyr. 2006

Resumen: Alla fine della sua vita e del suo percorso artistico, Artaud concepisce il Teatro della Crudeltà (di cui aveva parlato per la prima volta negli anni Trenta) come un grandioso progetto etico-politico di insurrezione fisica: si tratta di trasformare (nuovamente) la scena in un crogiolo nel quale l'uomo (non più soltanto l'attore) possa rifare la propria anatomia, ricostruirsi un corpo, rifiutando quella che Jacques Derrida ha chiamato la differenziazione organica: un corpo senz'organi. Il 2° Teatro della Crudeltà, come teatro del violento rifacimento corporeo, da un lato radicalizza elementi già presenti nella teoresi teatrale degli anni Trenta (la centralità del corpo e del linguaggio fisico, il concetto di azione efficace, il teatro come magia curativa e trasformazione alchemica, la relazione teatrale come contagio) nel nuovo contesto rappresentato dal materialismo assoluto dell'ultimo Artaud; dall'altro lato, esso costituisce la trasfigurazione-reinven-zione delle pratiche fisiche e vocali (un vero e proprio training, o meglio lavoro su di sé, centrato sul soufflé) intraprese da Artaud, a più livelli, già nella cli-nica di Rodez, per difendersi dalla distruzione dell'internamento, e che stanno anche alla base della sua estrema, straordinaria stagione produttiva: la scrittura vocale delle ultime grandi opere letterarie, da Artaud le Mómo a Van Gogh, le suicide de la société, da Ci-gìt a Suppòts et Suppliciations, i disegni (in particolare, i ritratti e gli autoritratti), le letture pubbliche, le conferenze. Se non ci fanno velo la leggenda di un Artaud refrattario alla tecnica e il pregiudizio della follia, il 2° Teatro della Crudeltà può cominciare ad essere collocato nel posto che gli compete, e cioè accanto alle altre grandi esperienze teorico-pratiche di educazione corporea e di addestramento psicofisico dell'attore portate avanti dai maestri del teatro contemporaneo, quelli che Fabrizio Cruciani ha chiamato registi-pedagoghi. Ma non basta. Lungi dall'essere una sorta di scheggia impazzita del Teatro e il suo doppio, il 2° Teatro della Crudeltà si rivela invece - a uno sguardo più attento e meno prevenuto - come una tappa ulteriore, e molto più radicale rispetto al 1°, sulla strada di quel fenomeno cruciale del Novecento che è il superamento o, meglio, Yauto-superamento del teatro, secondo una linea che dallo Stanislavskij del lavoro su Tartufo porta alle ricerche di Grotowski, dalla fase parateatrale fino a quella, conclusiva, dell'Arte come veicolo.

Artaud e Paule
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Noel, Bernard <1930-2021>

Artaud e Paule / Bernard Noel ; con testo di Paule Thévenin ; e due disegni di Antonin Artaud ; a cura di Lucetta Frisa e Marco Dotti

Joker, 2005

Resumen: Le pagine di Artaud scoperte da Paul Thévenin e riportate alla luce da Noel Bernard

Antonin Artaud
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Derrida, Jacques <1930-2004>

Antonin Artaud : forsennare il soggettile / Jacques Derrida ; a cura di Alfonso Cariolato

Milano : Abscondita, copyr. 2005

Resumen: Jacques Derrida legge la vastissima opera di Artaud nel segno del superamento della metafisica così come lo intende Heidegger, indicando nello stare sul limite il luogo stesso che, rispetto alla storia della metafisica, non è né dentro né fuori. Leggere Antonin Artaud al di qua di questo desiderio di riappropriazione di sé (di qualsiasi retorica del corpo proprio) e della condanna di tutto ciò che egli identificava come l'improprio che investe, come si sa, la filosofia, la politica, la tecnica e, più in generale, le protesi, i derivati, i supporti, l'artificiale insomma, contro cui si scaglia in Pour enfinir avec le jugement de dieu. (dallo scritto di Alfonso Cariolato)

Succubi e supplizi
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Succubi e supplizi / Antonin Artaud ; traduzione di Jean-Paul Manganaro

Milano : Adelphi, copyr. 2004

Resumen: Concepito nei primi mesi del 1946 nel manicomio di Rodez, dove l'autore era rinchiuso già da tre anni, questo lavoro fu dettato a una segretaria fra il novembre di quell'anno e i primi mesi del 1947, quando riuscì a lasciare il manicomio. Il testo, rifiutato dall'editore Broder, vide la luce solo nel 1978, pubblicato da Gallimard. Risultato di una stesura stratificata, di cui il volume dà interamente conto, tra pagine autografe, dettatura, lettere e precisazioni, è una sorta di stenografia in cui psiche e corpo si insidiano e si sopraffanno. Sono questi i testi fondatori della scrittura vocale di Artaud: la parola agisce sui sensi del lettore e compone la scena di quel Teatro della crudeltà che il poeta ha sempre sognato di mettere in scena.

Lettere del grande monarca
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Artaud, Antonin <1896-1948>

Lettere del grande monarca / Antonin Artaud ; a cura di Pasquale Di Palmo

Brescia : L'obliquo, copyr. 2004

Resumen: Le lettere scritte nel manicomio di Rodez costituiscono uno dei capitoli più avvincenti nell'opera di Antonin Artaud che si configura sempre più, per la sua versatilità ed autenticità, come una delle esperienze fondamentali del Novecento. Redatte in condizioni spesso disumane, queste lettere - di cui il libro offre una breve ma significativa selezione - rappresentano uno dei punti più estremi e drammatici nel percorso intellettuale e umano di Artaud, toccando momenti di una visionarietà allucinata e surreale che documenta la capacità di ritrovare, attraverso un linguaggio che conosce i toni della più vera poesia, un metodo terapeutico che possa contrastare sia la follia sia le aberrazioni derivanti dalla psichiatria più retriva.

Artaud le Momo, Ci-git e altre poesie
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Artaud, Antonin <1896-1948> - Artaud, Antonin <1896-1948>

Artaud le Momo, Ci-git e altre poesie / Antonin Artaud ; traduzione di Emilio e Antonia Tadini ; a cura di Giorgia Bongiorno

Torino : Einaudi, copyr. 2003

Resumen: Una vita sconvolta e sconvolgente, quella di Antonin Artaud. Nato a Marsiglia nel 1896, morto a Ivry, vicino a Parigi nel 1948, scrittore, disegnatore, attore, regista e teorico di un nuovo teatro, creatore di un nuovo linguaggio poetico letteralmente inaudito, Artaud è come se mettesse in scena nel proprio corpo e nella propria mente la tragedia della cultura occidentale tra le due guerre... Le sue opere sono la sismografia di un tormento che vuole disperatamente farsi testimonianza. (Emilio Tadini).