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Dodici rose a Settembre
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De Giovanni, Maurizio <1958->

Dodici rose a Settembre

Sellerio, 2019

Resumen: Mina Settembre, il nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni, è già apparsa in due raccolte di racconti a tema di questa casa editrice e si è fatto già notare, per la sua simpatia e credibilità, per come affronta il suo lavoro a Napoli, in un territorio in cui gli assistenti sociali sono visti come il fumo negli occhi e sono sempre troppo pochi. In uno strano mese di settembre in una Napoli luminosa e disperata Mina è alle prese con una penosa situazione di degrado sociale, mentre l’ex marito magistrato porta avanti con assoluta riservatezza un’indagine sull’assassino delle rose, un pazzo che uccide le persone senza un criterio apparente, dopo avergli fatto trovare in casa o sul posto di lavoro una rosa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

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Osvaldo Fava
70 posts

Mai avrei pensato che questo scrittore avesse in se una vena decisamente comica.
Per essere un giallo è un giallo,completo pure di morti ammazzati, ma l’invenzione di personaggi surreali,
ma verosimili è proprio degna di lui.
Innamoratissimo della sua città,che ne contiene innumerevoli altre,con tanta vita esaminata sotto tutti gli aspetti,anche i più scomodi.
In questo romanzo,edito da Sellerio,ha fatto capolino la vena decisamente umoristica di Maurizio de Giovanni.
Mi sono letteralmente scompisciato di risate leggendo le (dis)avventure di questi strampalati personaggi.
Gelsomina Settembre,detta Mina,assistente sociale,alle prese-anche- con i propri problemi personali;
Domenico Gammardella,chiamatemi Mimmo,ginecologo presso l’ufficio di assistente sociale di Mina e bello come Robert Redford con l’elenco dei suoi film.
Giovanni Trapanese,detto Rudy,perché convinto di essere identico a Rodolfo Valentino.
Il magistrato De Carolis,antipatico e presuntuoso,ma che alla fine risolve tutto,in un modo o nell’altro,
con colpo di scena finale degno di Maurizio de Giovanni.
Nel poliziesco viene egregiamente descritta la vita nei bassi ed altrettantobene vengono descritti i quartieri alti.
La comicità sprigionata da questi personaggi è un intrico di avvenimenti che definire esilaranti è dire poco.
Non mi dilungo oltre per non rovinare l’effetto sorpresa di chi non ha ancora letto questo libro.

Assolutamente da non perdere.

Che De Giovanni sappia scrivere, e bene, è ormai assodato. Così come sono assodati il fatto che sappia descrivere in maniera sublime uomini, posti, ambienti.
Diverso dai quello de i Bastardi che amo, non descrive un commissariato: ma descrive, e lo fa bene..

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Osvaldo Fava
70 posts

Io ho solamente sostenuto l'esistenza di una vena comica (che non immaginavo),
non ho messo in dubbio che De Giovanni non sapesse scrivere (e descrivere).
I personaggi,ed i vari comprimari,sono talmente surreali che mi ricordano un fumetto.

Osvaldo ma la mia considerazione nulla ha a che fare con la tua. Anzi, credo che entrambi siamo estimatori di De Giovanni. .

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