C’è un filo che attraversa la storia italiana degli ultimi cinquant’anni, un filo dal doppio colore: rosso, come il sangue innocente che è stato versato, e nero, come la ferocia e la violenza che sono state protagoniste di azioni disumane e terribili. È un filo che ancora oggi ci lega a quegli anni, che non si è mai spezzato, nonostante i numerosi tentativi di nascondere la verità e che, sottile ma robusto, ci racconta di un’Italia spaventosa, che non avremmo mai voluto conoscere, noi che all’estero ci vantiamo del detto “Italiani brava gente”. È un filo che, ingarbugliato, ci viene consegnato nelle mani e ci invita a una riflessione “come posso rispondere a quella violenza che ancora, né mai, troverà pace?”.
A districare quel filo, cercando di ricostruire anche per i non addetti ai lavori ciò che è accaduto tra il 1969 e il 1993 nel nostro Paese, ci prova il giornalista d’inchiesta de “L’Espresso” Paolo Biondani nel saggio “La ragazza di Gladio e altre storie nere. La trama nascosta di tutte le stragi” (FuoriScena, 2024), con la prefazione di Benedetta Tobagi. Un libro che ha un chiaro intento: raccontare “solo fatti certi, documentati e comprovati da sentenze inoppugnabili” che i cittadini e le cittadine hanno il diritto di conoscere.
Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/la-ragazza-di-gladio-paolo-biondani/