Francesca Scotti

Biography

Classe 1991. Cresciuta in Franciacorta, vive a Brescia, sua città natale. Ha studiato letteratura inglese e tedesca, laureandosi con una tesi sui rapporti fra la cultura tedesca e il nazionalsocialismo. Legge e scrive per vivere. È autrice della silloge di racconti “La memoria della cenere” (Morellini, 2016) e dei romanzi “Figli della Lupa” (Edikit, 2018), “Vento porpora” (Edikit, 2020) e "La fedeltà dell'edera" (Edikit, 2022). Anima rock alla perenne ricerca di storie della resistenza bresciana, si trova maggiormente a suo agio tra le parole dei libri e sui sentieri di montagna.

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La trappola nazista - Alberto Panighetti

“Colpito a tradimento”, così recita una lapide commemorativa posta lungo la strada statale dell’Aprica, nella bresciana Valcamonica. È la stele che ricorda Raffaele Menici, colonnello degli alpini e comandante partigiano della 54a brigata Garibaldi, trucidato con una raffica di mitra il 17 novembre 1944, nel corso della guerra di liberazione al nazifascismo. Nato a Temù il 13 dicembre 1895, Menici è stato uno dei primi organizzatori della lotta partigiana in Valcamonica e rientra a pieno titolo tra le figure più autorevoli della Resistenza bresciana. In virtù delle sue capacità e dei suoi saldi principi morali, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia era persino arrivato a proporgli il comando di un auspicato direttivo che riunisse tutte le formazioni della Resistenza in Valcamonica. Ciononostante, l’accesa disputa tra associazioni partigiane generata dalle circostanze nebulose e controverse della sua uccisione ne ha in buona parte offuscato la memoria.

Con il suo nuovo libro “La trappola nazista e la fine del comandante Raffaele Menici” (LiberEdizioni, 2024), l’avvocato e scrittore bresciano Alberto Panighetti si addentra nelle pieghe della storia per portare all’attenzione dei lettori, tra romanzo storico e saggio, quella che dopo anni di scrupolose ricerche appare a lui come la tesi più plausibile riguardo al mistero della morte di Menici. L’ipotesi, cioè, di un ben riuscito piano nazista che in un sol colpo ha eliminato un capo partigiano e gettato la responsabilità del suo assassinio sulle Fiamme Verdi, creando così una profonda frattura nei rapporti fra queste ultime e le brigate Garibaldi.

Nell’ottantesimo anniversario della morte di Menici, ecco un libro articolato che tributa il giusto ricordo a una figura chiave della Resistenza bresciana raccontandone l’ultimo anno di vita e proponendo una verosimile spiegazione della sua uccisione in un’ottica di pacificazione della memoria storica.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/la-trappola-nazista-raffaele-menici/

Il cuore a destra - a cura di Giuseppe Marchetti, Chiara Pasquali

Una cartellina ingiallita dal tempo, un plico di pagine cucite con due punti, un dattiloscritto mai pubblicato né letto prima: è il materiale autobiografico scritto e raccolto da Romana Loda, da cui si è partiti per realizzare “Il cuore a destra”, un volume curato da Giuseppe Marchetti e da Chiara Pasquali e pubblicato da La Quadra nel 2022.

Romana Loda, purtroppo scomparsa nel 2010, è stata un’importante gallerista, curatrice di mostre e critica d’arte che ha operato prevalentemente in città ed in provincia di Brescia. Il singolare titolo del libro è ispirato a un aforisma attribuito a Carlo Belli, famoso studioso e sostenitore dell’arte astratta (1903-1991), che recita: «Per tentare di sanare il conflitto fra cuore e intelligenza qualcuno ha inventato il cuore dell’intelligenza, è una specie di cuore a destra».

Un aforisma che ben rappresenta quel mix di passione e intelligenza che ha ispirato l’attività di Romana Loda, cui questo bel libro giustamente fa onore.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/il-cuore-a-destra-romana-loda/

Delitto in maschera - Enrico Giustacchini

La nuova indagine del giudice Albertano, l’undicesima della serie, riserva una sorpresa fin dalla forma: per la prima volta, infatti, il fortunato personaggio nato dalla penna di Enrico Giustacchini è protagonista di un romanzo illustrato. Dopo dieci volumi pubblicati con cadenza annuale da Liberedizioni, in “Delitto in maschera” i testi dell’autore gavardese si affiancano infatti alle tavole di Michele Avigo, disegnatore e fumettista gardesano, chiamato a dare un volto ai personaggi della serie e a raffigurare la Brescia del XIII secolo.

L’illustrazione di copertina, citando “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, introduce in maniera suggestiva ai temi del racconto che, per l’occasione, riprende la trama del volume d’esordio pubblicato nel 2014: “Il giudice Albertano e il caso della fanciulla che sembrava in croce”. I testi di Giustacchini, riadattati alle esigenze del nuovo medium, si alternano ai disegni di Avigo. Le sessanta tavole seguono l’azione senza trascurare la cura filologica per i dettagli, dalla foggia degli abiti all’aspetto degli oggetti di uso quotidiano. Il risultato è una lettura godibile che, come per tutti i romanzi della serie, coinvolge per la costruzione sapiente della trama, mentre le atmosfere di un Medioevo sempre ben documentato e lontano dagli stereotipi sono rese ancora più vivide dalle illustrazioni.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/delitto-in-maschera-giustacchini-avigo/

L'ultimo ballo della grande mietitrice - Tita Prestini

Che il romanzo giallo sia una lettura rassicurante è un’idea già da tempo smentita da autori del calibro di Friedrich Dürenmatt. La risoluzione di un caso di omicidio con il colpevole assicurato alla giustizia e il ripristino della normalità è, del resto, una situazione che esiste più nelle pagine di Agatha Christie che nella realtà. Troppo facile anche pensare che il bene stia tutto da una parte e il male da un’altra: chiunque di noi sa che la verità è complessa e che l’animo umano nasconde pieghe inaspettate dietro alle apparenze.

E dunque? Tita Prestini, giornalista e apprezzato romanziere bresciano, torna in libreria con il quarto volume della serie che ha come protagonista il commissario Settembrini (“L’ultimo ballo della Grande Mietitrice”, Barta Edizioni, 2024), per irretirci ancora una volta in una vicenda criminosa che, pur nella cornice di un giallo, scandaglia i fatti alla ricerca di quelle verità che in superficie non si vedono e che, forse, non si vedranno mai.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/lultimo-ballo-della-grande-mietitrice-tita-prestini/

La pula e la mala nella Brescia degli anni 70 - Maurizio Marinelli ... [et al.]

«Eravamo alla ricerca di cronaca nera, abbiamo trovato la storia.»
(Maurizio Marinelli, Raffaele Piero Galli, Flavio Dalla Libera e Gianantonio Bortolotti, “La pula e la mala nella Brescia degli anni ‘70: la criminalità comune”, p. 11)

530 scatti fotografici sulla criminalità comune nella Brescia degli anni settanta. 530 splendide e rare fotografie riesumate dagli archivi del «Giornale di Brescia» e del «Bresciaoggi», corredate da puntuali descrizioni e riunite in un volume di oltre trecento pagine curato in ogni minimo dettaglio. Con “La pula e la mala nella Brescia degli anni ‘70: la criminalità comune”, la sezione “Morello Alcamo e Domenico Prosperi” dell’A.N.P.S. (Associazione Nazionale della Polizia di Stato) aggiunge un prezioso e sorprendente tassello alla collezione tuttora in divenire di pubblicazioni dedicate alle storie, ai lutti e ai meriti della polizia bresciana dall’Unità d’Italia sino ai giorni nostri.

Oltre all’ormai consolidato trio formato da Maurizio Marinelli, Raffaele Piero Galli e Flavio Dalla Libera, il libro vanta il contributo di un ulteriore quarto autore, Gianantonio Bortolotti, per un encomiabile lavoro di ricerca a otto mani che ripercorre la storia del reportage fotografico e della criminalità comune nella nostra città e nella sua provincia per tutto l’arco degli anni settanta.

La pubblicazione segue il volume del 2023 intitolato “Il Battaglione di Polizia Partigiana. La meglio gioventù bresciana (1945–1946)” e preannuncia il futuro capitolo “La violenza terroristica nella Brescia degli anni ‘70”, previsto per il 2024 in occasione del cinquantesimo anniversario della strage di piazza Loggia.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/la-pula-e-la-mala-nella-brescia-degli-anni-70/

Il sogno del Medioevo - a cura di Paolo Boifava

Il libro “Il sogno del Medioevo – Gaetano Bonoris e il castello di Montichiari” (edito da Grafo), curato da Paolo Boifava, è stato pubblicato in occasione dell’omonima mostra allestita a Montichiari lo scorso anno in ricordo del Conte Gaetano Bonoris, nella ricorrenza del centenario della sua scomparsa.

Un bel volume che, partendo dalla storia e dall’architettura dell’eclettico castello eretto a cavallo tra Otto e Novecento dopo non poche vicissitudini sulle rovine di un’antica rocca, racconta attraverso una carrellata di brevi saggi scritti da autorevoli studiosi uno dei personaggi più affascinanti del secolo scorso e cioè Gaetano Bonoris, ricco rentier e aspirante aristocratico, benefattore istrionico che molto ha dato alla comunità monteclarense sia sotto il profilo culturale sia – specie dopo la sua morte – sotto quello assistenziale.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/il-castello-di-montichiari/

Lo xenodochio di Le Gerole - Andrea Pola

Una piccola, preziosa, pubblicazione è nata dalla ricerca personale del bresciano Andrea Pola, pensionato ex geometra nativo di Borgosatollo, con lo scopo di colmare una lacuna non soltanto bibliografica raccontando e salvando dall’oblio un luogo ricco di storia.

“Lo xenodochio di Gerole”, edito da Marco Serra Tarantola Editore (2023), ha per protagonista il complesso architettonico originario del XIV secolo, situato alle porte della città, tuttavia “completamente dimenticato”, che per secoli ebbe la funzione appunto di “xenodochio” cioè di ospizio gratuito per forestieri e pellegrini. Poco noto ai bresciani è anche lo stesso borgo ospitante, Le Gerole, frazione di Brescia costituita da poche case tra gli alberi, in un lembo di campagna che l’inurbamento di San Polo e le infrastrutture stradali di alta percorrenza hanno, per ora, risparmiato.

Il testo, ben scritto, chiaro e scorrevole, è alla portata di tutti. Oltre a descrivere il borgo e le vicende storiche dello xenodochio (compresa la sua evoluzione planimetrica), ci parla della politica ecclesiale degli ordini sul territorio, del transito dei pellegrini e delle nobili famiglie bresciane coinvolte, tutto in pochi, chiari, passaggi di sintesi, comprensivi di descrizione degli aspetti artistici e architettonici.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/lo-xenodochio-di-gerole-andrea-pola/

I lupi e l'agnello - Sergio Arcai

Un delitto, una giovane donna uccisa brutalmente, un colpevole senza alcun alibi a cui aggrapparsi. Un processo che il Pubblico Ministero vede già come chiuso e vinto, senza alcun ragionevole dubbio. Un processo che l’avvocato difensore è deciso a stravolgere, perché nulla è come sembra.

Nel romanzo “I lupi e l’agnello”, Sergio Arcai, conosciuto per aver esercitato per circa quarant’anni come avvocato penalista e aver partecipato ad alcuni dei processi di maggior risonanza sia locale che nazionale, mette in mostra tutta la sua conoscenza legale portando il lettore a cambiare in corso d’opera la propria idea sul caso narrato.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/i-lupi-e-l-agnello-sergio-arcai/

Il lago come romanzo - Mauro Pennacchio

È vero che il Sebino, noto ai più come lago d’Iseo, è ancora così poco conosciuto? La ‘rivalsa’ di questo specchio d’acqua è sicuramente iniziata dopo l’installazione artistica “Floating Piers” del 2016 quando, come l’autore del libro che vi presentiamo dice, “il brutto anatroccolo è diventato un bellissimo cigno”. Perché il Sebino porta con sé tante storie, oltre che un contorno naturalistico non indifferente. Le alte sponde bresciane che calano a picco sul lago, i boschi, i piccoli paesi costieri che ancora oggi emanano un’atmosfera d’altri tempi lo rendono un luogo da esplorare e da leggere.

Mauro Pennacchio, docente di storia e filosofia e cultore di storia sociale e religiosa, ci aiuta per l’appunto in questa scoperta nel suo “Il lago come romanzo” (edito da La Quadra nel 2023), in cui racconta vari episodi svoltisi sulle rive lacustri bresciane e bergamasche del Sebino.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/il-lago-come-romanzo-mauro-pennacchio/

Frammenti di vite dipinte - Paola Bonfadini

Una nuova pubblicazione sui soffitti lignei sancisce in modo definitivo Paola Bonfadini come la massima esperta locale, tra le maggiori a livello nazionale, di questo particolare filone della ricerca storico-artistica. La ricordiamo immersa con passione nell’ambito “soffittologico” già nei primi anni duemila, quando teneva le prime conferenze sull’argomento e pubblicava, per Starrylink, il libro: “Colori di legno – Soffitti con tavolette dipinte a Brescia e nel territorio (secoli XV-XVI)”. E, più recentemente, per il suo articolo “Dame, draghi e cavalieri: nuovi studi sui soffitti lignei bresciani (XV-XVI secolo)” apparso in un recente libro sull’argomento pubblicato da Silvana Editoriale [D’Arcano Grattoni M., Fratta de Tomas F. (a cura di), Cieli dipinti. Soffitti lignei nell’Europa meridionale fra Medioevo e Rinascimento – Atti del convegno internazionale di studi Udine e Cividale del Friuli 8-10 novembre 2019, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2023].

Il nuovo volume dal titolo “Frammenti di vite dipinte” (edito da Com&Print nel 2023) raccoglie quindi la ventennale esperienza di ricerca, sempre col naso all’insù, della professoressa Bonfadini, laureata in paleografia e diplomatica, specializzata in Storia dell’Arte e delle Arti Minori. L’approccio è, come si dice in gergo, “scientifico”, ovvero il testo, scorrevole ed elegante, è punteggiato di riferimenti bibliografici e note di dettaglio che sostengono ogni affermazione. Anche le didascalie, a completamento delle immagini, sono sempre molto precise, sintetiche ed esaustive. In più, traspare un senso di leggera allegria, propria dell’autrice.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/frammenti-di-vite-dipinte-paola-bonfadini/

La culla di Giuda - Manuela Corsino

Se amate il genere horror / splatter e siete riusciti a non chiudere gli occhi davanti a film come “Saw l’enigmista” o “Hostel”, ma siete anche riusciti a piangere davanti a storie di amicizia come quelle narrate in “Sleepers” o “Stand by me – Ricordo di un estate”, allora non perdetevi questo romanzo: “La culla di Giuda”, opera dell’autrice navense Manuela Corsino ed edito da Swanbook (2023), è uno di quei libri che riesce, in poche pagine, a farvi rabbrividire al pensiero di certe azioni, ma anche a riflettere sui rapporti umani.

Ambientato nel cuore di San Polo, tra palazzi che ospitano un mondo variegato di persone, ragazzi, bambini, il romanzo copre un arco temporale di più di vent’anni che va dai primi anni 2000 a un presente tormentato da una vecchia storia proveniente dal passato.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/la-culla-di-giuda-di-manuela-corsino/

Arnaldo - Fabio Costa

Una delle principali piazze di Brescia, lo storico liceo classico cittadino, associazioni culturali, varie attività commerciali: tante sono le realtà locali che si richiamano alla figura di Arnaldo, frate agostiniano e predicatore, condannato e giustiziato come eretico in pieno Medioevo.

Per quanto curioso sia questo legame della città con un personaggio che, a dire il vero, a Brescia trascorse ben poca parte della propria vita, l’immagine accigliata di Arnaldo che osserva severo i suoi concittadini dall’alto del monumento a lui dedicato, è ben presente a tutti. E chissà che qualcuno abbia anche notato la non casuale somiglianza del frate con Giuseppe Mazzini!

Fabio Costa, laureato in Scienze Politiche e in Scienze Storiche, propone nel suo “Arnaldo. Storia di un bresciano ribelle” un puntigliosissimo resoconto dello stato dell’arte inerente le ricerche sulla figura di Arnaldo.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/arnaldo-storia-di-un-bresciano-ribelle-fabio-costa/

La strada del soccorso - Alessandro Brodini

La strada del Soccorso che, parafrasando Omero, “infiniti addusse lutti ai bresciani”, è un luogo poco conosciuto e ancora meno nota è la sua storia. Dove si trova, perché si chiama così e soccorso in favore di chi? A queste ed altre domande fornisce puntuali risposte il libro di Alessandro Brodini intitolato proprio “La Strada del Soccorso”, edito da Grafo nel 2023 e corredato da sontuose e ricercate immagini.

La storia della strada del Soccorso, che si intreccia da secoli con quella della città di Brescia, è lunga e interessante. Per di più, ora questa strada è diventata una piacevolissima passeggiata, resa ulteriormente gradevole dall’illuminazione appositamente studiata e che la rende ancora più suggestiva. Letto il libro ed apprezzate le splendide fotografie, non resta che calzare scarpe comode e partire!

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/la-strada-del-soccorso-alessandro-brodini/

Storie di donne nascoste nel volto di Brescia - Claudia Speziali

In “Storie di donne nascoste nel volto di Brescia”, la bresciana Claudia Speziali, laureata in Storia contemporanea e docente alle scuole superiori, ci offre sette itinerari cittadini, più uno museale, per scoprire la storia delle donne che sono state protagoniste, nei secoli, delle vicende della città, anche se sempre all’ombra di padri o mariti.

Speziali accompagna il lettore in una passeggiata virtuale per vie e piazze di Brescia. La minuziosa descrizione dei fatti storici, le fonti citate, l’accuratezza delle descrizioni artistiche rendono questa guida un vero tesoro. E una volta che il lettore sarà realmente in città gli sembrerà di scorgere alle finestre dei palazzi i volti nascosti delle donne del libro o di intravederle nei vicoli.

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La benandante - Sara Cremini

Pezzaze (Valle Trompia), ottobre 1956. La ventenne Martina Richiedei, a poche ore dalla morte dell’amato nonno, scompare durante la notte senza lasciare traccia. Nessuno ha visto né sentito niente. La sorella Piera la cerca ovunque, insieme ai carabinieri, ma senza risultato. Si è come volatilizzata nel nulla.

Marcheno (Valle Trompia), ottobre 1986. A distanza di trent’anni, Piera non ha perso la speranza di ritrovare la sorella, ma ora che sta per lasciare questo mondo affida a un carabiniere di fiducia gli ultimi appunti di Martina e del nonno. Forse tra quelle pagine è nascosto qualche indizio per ritrovarla. Quei diari, fitti di scritte strampalate, riusciranno a risolvere il mistero della scomparsa della giovane?

Tra spiriti maligni, morti che fanno ritorno e stregoni, ci addentriamo così nel mondo magico della Valle Trompia de “La benandante” di Sara Cremini, un avventuroso fantasy costruito a partire dalle leggende locali che l’autrice ha raccolto e miscelato alla sua fantasia.

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