796.522092 Camminata ed esplorazione in montagna, collina, roccia. Persone [22]

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I sogni non sono in discesa
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Moro, Simone <1967->

I sogni non sono in discesa / Simone Moro

Rizzoli, 2019

Abstract: La vita di Simone Moro è un potentissimo sogno verticale. È una vertigine scatenata da una passione assoluta, divorante. Quella passione che è la forza propulsiva indispensabile per realizzare grandi imprese, per andare oltre.Dopo diversi libri dedicati a singoli momenti ed esperienze – dalla tragedia dell’Annapurna alla storica conquista del Nanga Parbat in inverno, alle attività con l’elicottero –, Simone Moro, avendo appena superato il crinale dei 50 anni, sente ora l’esigenza di ripercorrere il proprio cammino di alpinista per coglierne l’evoluzione e soprattutto il senso profondo. In questo libro importante sceglie quindi una serie di imprese emblematiche che non ha mai raccontato e le utilizza per seguire il filo della sua biografia e capire i passaggi da un periodo all’altro, le difficoltà e le reazioni a esse, la graduale crescita della consapevolezza. Cominciando con lui bambino che intuisce la propria strada mentre ammira dal basso le Dolomiti, passa poi alle numerose tappe successive, dall’arrampicata sportiva all’alpinismo in alta quota in Himalaya, dalla voglia di esplorazione che lo ha portato in Patagonia ai grandi incontri (con Brukreev, Urubko…), dall’Everest con il padre-maestro Curnis ai campionati russi…, per poi naturalmente soffermarsi su diverse più recenti sfide invernali.Caratterizzato dall’irresistibile affabulazione di Moro ed emozionante come un romanzo d’avventura, I sogni non sono in discesa non si pone quindi come una semplice autobiografia, ma assume particolare valore in quanto, pagina dopo pagina, svela agli occhi di tutti noi quella urgenza interiore («Siate affamati, siate folli.») che distingue i grandi atleti e chi in generale rie-sce a raggiungere traguardi eccezionali spinto dalla propria passione. È una lettura che ispira e cattura, suggerendo quanto la vita e il mondo abbiano da darci.

La morte sospesa
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Simpson, Joe <1960->

La morte sospesa / Joe Simpson ; introduzione di Chris Bonington ; traduzione di Paola Mazzarelli ; prefazione di Mirella Tederini

Milano : Corbaccio, 2011

Abstract: Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6536 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio e precipita su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante l'oscurità tutto sembra procedere fino a quando non accade l'imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie l'unico gesto possibile: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates torna a fatica al campo base consumato dal dolore, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto a stento, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all'amicizia. Introduzione di Chiara Bonington. Prefazione di Mirella Tenderini.

Scalare il mondo
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Bonatti, Walter <1930-2011>

Scalare il mondo / Walter Bonatti ; a cura di Angelo Ponta ; illustrazioni di Andrea Ponta

Solferino, 2019

Abstract: Inseguendo i propri sogni di bambino, Walter Bonatti è diventato un personaggio leggendario, il simbolo stesso dell'avventura. Perché nelle sue sfide si è spinto sempre un po' più in là, ed è andato tanto avanti da riuscire ancora oggi a dirci qualcosa di nuovo. Erano i sogni a guidarlo, e lui ha passato la vita a realizzarli. Non solo i suoi: quelli di tutti. Scalare montagne, calarsi nei vulcani, costruire una zattera, spiare le tigri da una capanna sugli alberi, rincorrere lucertoloni preistorici, viaggiare in canoa sulle tracce dei cercatori d'oro, tirare frecce con gli indigeni, cercare rocce magiche in Amazzonia, piantare una tenda al Polo Sud o su un'isola deserta, tuffarsi da una cascata, guardare negli occhi orsi e leoni. Chi non ha mai fantasticato una di queste avventure? Ecco: lui le ha vissute tutte, e altre ancora, con meraviglia e coraggio. Coerente e solitario, Walter ha imparato presto a contare su se stesso, ha testardamente coltivato il corpo e la mente, combattendo contro i pericoli ma anche contro bugie e incomprensioni. Ha vissuto l'impossibile e ce lo ha raccontato, insegnandoci ad affrontare la paura e a non perdere la fantasia. Le sue parole, e quelle di chi lo ha conosciuto, rivelano in queste pagine l'incredibile viaggio di un ragazzo che diventa uomo, ma anche i segreti del suo successo e della sua scrittura. Una vita intera raccontata attraverso le storie più avvincenti, le emozioni e le delusioni più intense. E le più belle (e inedite) lettere d'amore.

La mia vita al limite
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Messner, Reinhold <1944->

La mia vita al limite : conversazioni autobiografiche / Reinhold Messner con Thomas Huetlin ; traduzione di Valeria Montagna

Milano : Corbaccio, copyr. 2006

Abstract: Grazie alle domande spesso incalzanti di un interlocutore, il libro fa emergere l'uomo Messner, quella personalità complessa che è diventata l'alpinista più noto di tutta la storia dell'alpinismo, grazie non solo alle doti fisiche ma soprattutto a una filosofia di vita e a una fede incrollabile nella sua capacità di vincere con tenacia e fantasia sfide sempre più ardue, in ambito alpinistico, così come in tutti gli ambiti.

Montagne di una vita
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Bonatti, Walter <1930-2011>

Montagne di una vita / Walter Bonatti

Milano : Baldini & Castoldi, copyr. 1995

Abstract: Dal Monte Bianco al K2, dal Cervino alla Patagonia, in questo libro il celebre alpinista lombardo salda molti conti aperti. Anzitutto con quel ventenne appassionato di montagna che sognava l'amicizia e l'Himalaya e che invece fu costretto a maturare, in quota, attraverso cocenti delusioni. Poi con le nuove e schiettamente disprezzate tecniche di arrampicata estrema. Infine con i colleghi scalatori, tanto più critici quanto più invidiosi. Quella cricca di lillipuziani sedicenti innovatori, che lo porterà a scendere, disgustato, dalle montagne. Il libro non è solo occasione di polemica ma anche cronaca diretta e dettagliata della sua testarda ricerca dei limiti del possibile.

Nel vuoto
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Honnold, Alex <1985-> - Roberts, David <1943->

Nel vuoto / Alex Honnold con David Roberts ; traduzione di Anita Taroni e Stefano Travagli

Fabbri, 2016

Abstract: Alex Honnold ha trent'anni ed è il miglior climber in "free solo" del mondo. Scala la roccia a mani nude, senza corde, chiodi o attrezzature di alcun tipo. Negli ultimi quarant'anni, solo una manciata di alpinisti hanno spinto il free solo così al limite. La metà di loro sono morti. Dal famoso Half Dome nello Yosemite allo spaventoso El Sendero Luminoso in Messico, questo libro ruota attorno al racconto dei sette successi di arrampicata più incredibili conseguiti da Alex finora. Storie che fanno sudare le mani e tremare le ginocchia per le vertigini. Storie che, pagina dopo pagina, parete dopo parete, mostrano come - e perché - Alex fa quello che fa. Emozionante, limpido e profondo, "Nel vuoto" rivela la purezza di un uomo che vive in bilico sul crinale della vita e scava, guardando in faccia la morte, alla ricerca del senso ultimo dell'esistenza.

La sentinella delle Dolomiti
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Budel, Carlo <1973->

La sentinella delle Dolomiti : la mia vita sulla Marmolada a 3343 metri d'altitudine / Carlo Budel

Ediciclo, 2019

Abstract: «È la montagna che mi ha insegnato a superare prove più difficili. La montagna ti insegna a fare le cose una alla volta, un passo alla volta, con il tuo ritmo e le tue forze, appoggiando saldamente un piede dopo l’altro, per non scivolare e avanzare diritto. Ti insegna a non farti prendere dal panico o dallo sconforto, anche quando non ce la fai più e ti sembra che l’obiettivo finale sia troppo lontano». Raggiungere il punto più alto della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, ti dà una scarica di adrenalina. Viverci, in solitudine, per cento giorni di seguito, è un’esperienza che ti cambia la vita. A 42 anni, Carlo Budel decide di lasciare un lavoro sicuro, a tempo indeterminato. Non sopporta più la routine quotidiana, né il pensiero che i giorni della settimana saranno uno uguale all’altro, senza sorprese, senza emozioni. Sulle montagne, Carlo trova la sua strada. Scopre per caso che stanno cercando un gestore per la Capanna Punta Penìa, il rifugio più alto delle Dolomiti. Sente che è quello il suo destino: diventare il custode della Marmolada. Tutto, a 3.343 metri d’altezza, acquista un sapore estremo, dall’esplosione di colore dell’alba, alla terribile forza dei temporali e del vento. Stando sospesi tra terra e cielo, in certi momenti sembra di toccare con mano il confine tra la vita e la morte.

Tom Ballard
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Berti, Marco <1965->

Tom Ballard : il figlio della montagna / Marco Berti ; prefazione di Reinhold Messner

Solferino, 2019

Abstract: Tom Ballard fu «figlio della montagna» nel senso più profondo del termine. Non è un'ardita metafora, ma la sintesi di un rapporto che è stato prima genetico e poi animato da una passione esclusiva, irrefrenabile, assoluta. Era figlio di Alison Hargreaves, «la più forte delle donne alpiniste», secondo Reinhold Messner. E anche una delle più controverse: aveva scalato l'Eiger tre mesi prima di dare alla luce Tom, sollevando un vespaio di polemiche. Il temperamento della madre e il suo modo di vivere la sfida sembrano suggerire tutte le scelte alpinistiche di Tom, che porta a termine la prima solitaria delle sei grandi pareti delle Alpi in un solo inverno: è il progetto Starlight and Storm, che sua madre aveva compiuto, prima in assoluto, nell'arco di un'estate. Non sappiamo quanto il ricordo di lei aleggiasse anche nella sua decisione, per molti versi inspiegabile, di affrontare gli Ottomila cominciando proprio dal terrificante Nanga Parbat. Forse intendeva avvicinarsi, idealmente, al K2, la montagna su cui Alison aveva perso la vita quando lui aveva appena sei anni, come ipotizza Messner? Non lo sapremo mai. Tom stesso ammetteva che il suo rapporto con la montagna fosse stato fortemente plasmato da un'infanzia passata in tenda, nei campi base, seguendo la mamma. Questa esistenza da «lumaca alpina», che si porta dietro tutto quello che possiede, in cui non c'è niente se non l'indispensabile, era l'unica in cui si sentisse pienamente a suo agio. Un modo di vivere, senz'altro, ma anche di salire: prevalentemente in solitaria, con pochissimi mezzi, senza troppa pubblicità. Una riservatezza, una ricerca dell'essenziale che hanno fatto di lui un vero erede dell'alpinismo classico alla Walter Bonatti. In questo libro Marco Berti, amico intimo e compagno di scalate, ci racconta la storia del giovane alpinista britannico fino alla tragica fine: la spedizione sul famigerato Sperone Mummery del Nanga Parbat, con Daniele Nardi, partita a Natale del 2018. Dopo il 24 febbraio, il silenzio che avvolge i due alpinisti è più eloquente di un urlo. Riviviamo le ore disperate passate a cercarne le tracce. Inutilmente. La montagna, magnifica e terribile, si è ripresa suo figlio.

In vetta senza scorciatoie
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Viesturs, Ed

In vetta senza scorciatoie / Ed Viesturs ; con David Roberts

Milano : Corbaccio, copyr. 2007

Abstract: Per diciott'anni Ed Viesturs ha inseguito il sogno di ogni alpinista: raggiungere la cima dei 14 ottomila senza l'aiuto dell'ossigeno. In vetta senza scorciatoie è la storia della realizzazione del suo sogno, ma è anche molto di più: è il racconto di un uomo combattuto fra la vita degli affetti e della quotidianità e il fascino dei luoghi maestosi e mortalmente pericolosi delle sue spedizioni. Un alpinista straordinariamente prudente, che seppe rinunciare alla vetta dell'Everest a meno di 100 metri dalla meta e che mai avrebbe rinunciato alla cima dell'Annapurna, la montagna su cui soccombe la metà di coloro che conquistano la vetta. Un alpinista il cui motto è: Raggiungere la cima è facoltativo, tornare indietro è obbligatorio. Ed è proprio seguendo questa filosofia che Viesturs descrive i fatali errori di giudizio commessi dai colleghi alpinisti, insieme ad alcuni rischi corsi da lui stesso, e ai valorosi salvataggi compiuti. E, per la prima volta, spiega nei dettagli il ruolo fondamentale ed eroico che si trovò a ricoprire durante la tragedia consumatasi sull'Everest nel 1996, resa famosa da Aria sottile, di Jon Krakauer. Ma In vetta senza scorciatoie narra anche di momenti più leggeri e divertenti, che rivelano l'amicizia e lo spirito di solidarietà tra scalatori. Ed è il ritratto di un marito e di un padre di famiglia coraggioso e devoto, e delle convinzioni che hanno sostenuto la sua pericolosissima e magnifica sfida agli ottomila.

La morte sospesa
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Simpson, Joe <1960->

La morte sospesa / Joe Simpson ; traduzione di Paola Mazzarelli

Torino : Vivalda, copyr. 1992

La morte sospesa
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Simpson, Joe <1960->

La morte sospesa / Joe Simpson ; traduzione di Paola Mazzarelli

Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2003

Huascaran 1993
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Michieli, Maurizio

Huascaran 1993 : verso l'alto. Verso l'altro / Franco Michieli ; prefazione di Roberto Mantovani

Club Alpino Italiano. Sezione di Cedegolo, 2013

Abstract: Racconto della spedizione del 1993 organizzata dal Cai di Cedegolo sull'Huascaran in Perù, durante la quale persero la vita i due alpinisti camuni Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli.

Colpevole d'alpinismo
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Urubko, Denis

Colpevole d'alpinismo / Denis Urubko ; prefazione di Simone Moro

Scarmagno (Torino) : Priuli & Verlucca, 2010)

Abstract: Denis Urubko è oggi un dei più grandi interpreti dell'alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Fuoriclasse di origini russe, dopo una prima forte passione per il teatro e la recitazione, Urubko si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe, selvagge e difficilmente accessibili, poi nell'isola di Sachalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993, inseguendo un sogno. All'arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, Urubko cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell'esercito kazako, noto per essere l'unico reparto d'alpinismo di tutta l'ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all'alpinismo. Nel 1999 conosce Simone Moro, con il quale instaura subito un rapporto di grande stima e reciproco rispetto. È con Simone che conosce prima le Alpi e poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali, in solitaria e in velocità. In questo libro Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell'ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, poco frequentati, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto zero.

La montagna dentro
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Barmasse, Hervé <1977->

La montagna dentro / Hervé Barmasse

Laterza, 2017

Abstract: Uno degli ultimi eredi dei grandi alpinisti del passato racconta la sua storia. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.

Portami lassù
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Giordana, Cristina <1965->

Portami lassù : una storia vera, di luce, amore e montagne / Cristina Giordana ; a cura di Flavio Troisi

Mondadori, 2018

Abstract: La storia di Luca Borgoni è una storia vera. Ed è una storia clamorosa. Una di quelle storie che hanno una tale energia interiore da continuare anche quando finiscono. Non a caso sua mamma Cristina l'ha scritta usando la prima persona di Luca. Suo figlio aveva il talento dello sport e una grande passione: la montagna. A piedi, di corsa, in cordata, con le pelli di foca, in snowboard. Nei rifugi, al fuoco dei bivacchi, vento in faccia sui crinali più esposti. Luca passava gran parte del suo tempo libero a sfidare i monti, la sua palestra naturale e inimitabile. Durante l'incidente sul Cervino si stava allenando per un nuovo, esaltante obiettivo: la scalata del Dhualagiri, una delle vette che guardano noncuranti il mondo da oltre ottomila metri d'altezza. Qualche mese prima Luca aveva vinto un concorso fotografico che metteva in palio quell'impresa guidata da un esperto scalatore professionista. Ma prima della partenza le sue mani avevano mollato la presa sulle rocce del Cervino. A quel punto, una serie di coincidenze e di segni provenienti da un'altra dimensione fanno scattare un'impresa nell'impresa: portare una foto di Luca sulla vetta del Dhualagiri. Realizzare il suo sogno. Chiudere il cerchio di una vita spezzata. E nell'ottobre dello stesso anno, un'eroica staffetta di scalatori ha piantato una sua foto sulla vetta tanto agognata, abbracciata da una sciarpa tibetana.

Il passo successivo
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Steck, Ueli <1976-2017> - Steinbach, Karin <1966->

Il passo successivo / Ueli Steck con Karin Steinbach ; traduzione di Valeria Montagna

Corbaccio, 2017

Abstract: Ueli Steck, soprannominato «Swiss machine», è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all’età di quarantun anni. Fuoriclasse dell’alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino. Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l’aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell’Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio». Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c’è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l’alpinismo tanto affascinante». Nel «Passo successivo», Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell’Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide. Perché questa era la sua passione e la sua natura. E per questo sarà ricordato.

La morte sospesa
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Simpson, Joe <1960->

La morte sospesa / Joe Simpson ; traduzione di Paola Mazzarelli

Cuneo : L' arciere ; Torino : Vivalda, copyr. 1992

La vita secondo me
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Messner, Reinhold <1944->

La vita secondo me / Reinhold Messner ; traduzione di Gabriella Pandolfo

Corbaccio, 2014

Abstract: Cosa significa la parola patria? Quanta libertà deve avere un bambino? Paura, egoismo, istinto sono caratteristiche umane necessarie per sopravvivere in certe condizioni? Reinhold Messner scrive il suo personale lessico di vita che lo ha portato a trasformarsi da ragazzino di un paesino di montagna nel più grande esploratore e alpinista dei nostri tempi, nonché uomo politico, coltivatore, creatore di musei unici al mondo, marito e padre. Nel corso delle sue innumerevoli spedizioni ha capito cosa serve veramente per sopravvivere in situazioni estreme. Nel corso della sua vita ha capito l'importanza di affermare la propria individualità nel modo più consono a se stesso, cercando con forza un senso in tutto ciò che fa, spesso combattendo contro pregiudizi e critiche feroci. E con il bagaglio di esperienza di chi ha affrontato la natura nelle sue manifestazioni più pericolose, parla di ambizione e pudore, incubi e vecchiaia, di capacità di reinventarsi e di accettare la vita che ci aspetta. Con sincerità e con una convinzione che si è rafforzata negli anni, Reinhold Messner racconta l'essenza della sua esperienza di vita in settanta parole chiave, settanta momenti, settanta riflessioni che coprono l'intero arco della vita.

Devo perché posso
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Moro, Simone <1967->

Devo perché posso : la mia vita per la felicità oltre le montagne / Simone Moro ; con Marianna Zanatta

Rizzoli, 2017

Abstract: Chiunque senta parlare Simone Moro – alle conferenze sulle sue imprese in montagna, nei discorsi ispirazionali che tiene per le aziende, in una qualsiasi chiacchierata spontanea – rimane affascinato e ricava una sensazione di benessere. Perché? Il segreto è la felicità. Eppure, nella sua vita Simone non si è certo sottratto alla fatica con le cinquantacinque imprese alpinistiche che ha portato a termine sulle vette più impegnative e insidiose del pianeta. Né si è risparmiato il disagio, esponendosi nelle invernali alle temperature più basse della Terra. Allo stesso tempo ha conosciuto più volte la rinuncia quando è dovuto rientrare al campo base per le avverse condizioni meteo e soprattutto ha provato la sofferenza per la perdita di amici carissimi in incidenti alpinistici. Ma la felicità nasce da un sogno e dalla forza e dalla determinazione con cui tentiamo di realizzarlo giorno dopo giorno, per tutta la nostra vita. Per costruircelo, possiamo cominciare identificando i nostri miti – quelli che per Simone, fra gli altri, sono stati Messner, Cassin e Bonatti – per poi sceglierci dei maestri – per lui, il Camòs e Anatoli Boukreev – che ci aiutino a farci la nostra cassetta degli attrezzi e a trovare i mezzi. Poi è bene che ci cerchiamo degli alleati, individuandoli tra le nostre stesse risorse personali (le proprie doti, i punti di forza) e nelle persone in carne e ossa che possono sostenerci (fra gli altri, per Simone, Marianna Zanatta, sua collaboratrice da sempre e coautrice di questo libro). Infine, dobbiamo mettere in conto anche l’errore e il tradimento, la paura e il sacrificio. Ma il risultato di tutto questo è la felicità.

Il pastore di stambecchi
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Oreiller, Louis <1934->

Il pastore di stambecchi : storia di una vita fuori traccia / Louis Oreiller ; con Irene Borgna

Ponte alle grazie, 2018

Abstract: Nella sua valle, sa il carattere di ogni canalone, di ogni balza di roccia. Riconosce le volpi, i camosci, le vipere, i gipeti. Può chiamare per nome ogni valanga. La montagna per Luigi Oreiller non è una sfida, né una prestazione. È la sua casa di terra e di cielo, un orizzonte a cui appartenere. Luigi nasce nella povertà e cresce con la guerra. Valdostano ma “anche” italiano, trascorre i suoi 84 anni a Rhêmes Notre Dame, venti comignoli rubati alla slavina al fondo di una valle stretta e dal fascino selvatico, su un versante Parco del Gran Paradiso sull’altro riserva di caccia. Da ragazzo, armato dalla fame, è cacciatore, contrabbandiere, manovale. Quando diventa guardiaparco e poi guardiacaccia, cambia sguardo. Dietro le lenti del cannocchiale, nelle lunghe solitarie giornate di appostamento ai bracconieri, diventa il signore delle cenge, segue il volo delle aquile e sperimenta un qualcosa di molto simile all’amore. Stagione dopo stagione, trasforma gli alberi in sculture, “scava” tassi e marmotte, parla con i cani, le mucche, le galline. A volte anche con gli uomini. Quello di Oreiller è un mondo ormai perduto, travolto da una modernità senza pazienza, da un fiume di gente che torna ma non resta. Eppure, nei suoi occhi, nelle sue mani nodose e forti, tutto ha ancora memoria e lui ha memoria di tutto. Le sue parole, consegnate a chi, come Irene Borgna, le sa ascoltare, conducono lontano, fuori traccia, tra valichi nascosti. E segnano il tempo, come gli anelli di un tronco, come i cerchi sulle corna di un vecchio stambecco.