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Storie di gente felice
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Gustafsson, Lars <1936-2016>

Storie di gente felice

Iperborea, 2020

Abstract: Può esistere la felicità in un mondo preconfezionato, fatto di cose che fingono di essere desiderabili, in una società così complessa che contro i suoi mali e i suoi problemi ci limitiamo ad assicurarci, avendo perso ogni illusione di risolverli? Il mondo è davvero così vecchio che tutto è già stato pensato, o siamo noi che siamo stanchi, che chiamiamo verità la rassegnazione e definiamo irreale tutto ciò che speriamo? Forse è più ottimista di quanto non sembri la visione di Gustafsson in questi racconti inediti del periodo d'oro della sua creatività, conferma di quel talento narrativo che, mescolando erudizione e immaginazione, filtrando questioni filosofiche con humour e leggerezza, gli è valso l'epiteto di «Borges del Nord». Un ricercatore inviato in Cina durante la Rivoluzione culturale che trova la soluzione di un problema ingegneristico meditando i pensieri di Mao, la notte insonne di un fisico sperimentale che scopre sull'elenco telefonico di Gòteborg che forse è ancora viva la prima fidanzata morta da tempo, un incontro in un bar di Atene che ridà l'occasione di vivere il grande amore della vita: scienziati, artisti, musicisti, filosofi - lo stesso Nietzsche compare tra i protagonisti - si muovono tra Svezia e Cina, Texas e Italia, in un universo cosmopolita visto con l'occhio disincantato di chi conosce gli interrogativi della scienza così come i riti della società e i meccanismi dei sentimenti. Ogni personaggio, attraverso la memoria, il sogno o l'immaginazione, vive un momento di epifania, l'illuminazione di un angolo nuovo da cui guardare la sua situazione che apre una crepa nel muro della realtà, una via di fuga verso un passato o un futuro dove tutto resta possibile, compresa la felicità.

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Istanti di grandiosa libertà

Uno di quei libri che puoi aprire a caso e leggere. Non ne uscirai incolume. Eppure sta semplicemente parlando di te, di ciò che chiamiamo mondo, del vuoto, del tempo, di Platone, del teorema di Fermat. Quisquilie, insomma. Con un vago effetto di funghetti allucinogeni, mentre intravedi Gustafsson che stringe la mano a Borges.
Pensi, se fosse proprio un simile vuoto la verità sul mondo. "Prenda per esempio questo lago. Certi giorni quando sono giù di morale ho l'abitudine di scendere sulla riva. I blocchi di roccia se ne stanno là fuori, enormi e pesanti, ognuno con un'asserzione che non si lascia confutare- e in momenti del genere vedo che il lago è sempre stato triste. Il mondo naturale è così. Siamo solo noi che cerchiamo di creare un senso-

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