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L'altra figlia - Annie Ernaux

RECENSIONE CORALE A CURA DE "I MISERALIBRI - GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI"

Annie,
perdonaci se ti diamo del tu e ci prendiamo delle confidenze, anche se non ci conosciamo. Una lettera ci sembrava il modo più adeguato di recensire questo tuo scritto. Pagine dense dove affronti tanti temi, da quello tabù delle vicende familiari a quello ambivalente del doppio.

Leggerti non è stato semplice: nonostante la brevità delle tue pagine, molti di noi hanno dovuto ricominciarle da capo per comprenderti meglio. Ci hai colpito con delle frasi che, secondo Maria, sono come stilettate. Volendo essere precisi, sono stilettate di ghiaccio: è artico lo stile che hai adottato. Ma questa mancanza totale di calore non è per noi sinonimo di asetticità o impersonalità, anzi: tutt’altro. La tua lettera è intima. Descrive lo scudo glaciale che ti sei costruita per poter vivere la tua vita, quando hai realizzato che la verità dei tuoi genitori non corrispondesse perfettamente al tuo essere unica per loro. In un certo senso comunque lo sei stata: sei stata l’unica a sopravvivere. Anche se non eri “più buona” di Ginette. Questa è una frase che ti condiziona la vita, la crescita, le relazioni, la scrittura. Hai ricondotto tutto a poche parole (anche se la tua memoria sembra giocarti qualche scherzo, in una culla fatta con legno di rosa) che ti hanno portato a non assumere una chiara presa di posizione verso i tuoi genitori. C’è infatti consapevolezza del loro dolore e della loro persa spensieratezza, ma anche parecchio rancore che impregna i tuoi periodi. Questo ha portato alcuni di noi a pensare che ti vergognavi di loro o che ti sei servita della tua stessa famiglia per sfogare la rabbia con cui sei cresciuta.

Come mai non hai mai affrontato l’argomento con i tuoi genitori? Perché decenni fa non se ne sarebbe dovuto parlare o perché avevi paura delle tue emozioni? Quale sarebbe stata la loro reazione? Non la sapremo mai, perché questa storia oltre che fredda è silenziosa: né tua sorella Ginette né tantomeno i tuoi genitori erano ancora in vita, nel 2011, quando hai provato a riordinare i tuoi pensieri a settant’anni di distanza. Loro non possono intervenire, non possono controbattere, aggiungere o rimuovere dettagli: l’unica verità che possiamo apprendere è la tua versione. Non c’è stato un confronto. È questo quindi il senso della tua missiva? Imprimere per sempre i tuoi soli sentimenti, oppure consegnare definitivamente al passato Ginette, la cui assenza è stata indiscutibilmente una presenza per te? La tua è una battaglia totalmente impari per sconfiggere un vuoto mitizzato.

Attraverso le tue orecchie traumatizzate di bambina e la voce matura che hai raggiunto da adulta, “L’altra figlia” è per noi una tua seduta lapidaria di autoanalisi, dove racconti il tuo dolore intenso e raro, anche se non così come potremmo pensare, visto che alcuni di noi sono stati raggiunti da fortissimi colpi allo stomaco e si sono ritrovati. Forse, cercavi qualche lettore che sopportasse con te questo peso?

“Questa lettera - è evidente - non è destinata a te, e tu non la leggerai. Saranno altri a riceverla, dei lettori, che mentre scriviamo sono invisibili quanto lo sei tu.”
Aprile 2021

Brescia e le donne - Marcello Zane

“Brescia e le donne. Protagonismo femminile nel Novecento bresciano” è un ritratto in forma di saggio della vita declinata al femminile in cui l’autore, lo storico Marcello Zane, racconta i cambiamenti sociali e culturali che hanno attraversato la nostra provincia dal punto di vista delle donne. Donne che, nel secolo XX, diventano anche a Brescia protagoniste non solo della sfera privata (con innovazioni che hanno permesso il miglioramento della gestione della casa) ma anche nel mondo del lavoro e dell’associazionismo.

La recensione completa la trovate qua https://www.bresciasilegge.it/brescia-e-le-donne-marcello-zane/

La cucina bresciana fra arte e letteratura, le ricette - Carla Boroni, Anna Bossini

Dal Bagoss allo spiedo, dai casoncelli alla tinca al forno, passando per il bossolà, tutte le infinite tradizioni culinarie bresciane hanno un gusto riconoscibile, che le rende sorelle. Il libro delle due autrici bresciane racconta l’evoluzione della gastronomia bresciana, il linguaggio della tavola che è cambiato nei secoli, le tavole d’autore che l’hanno ritratta e spunti di iconologia e antropologia per poterla interpretare.
Nella seconda parte trovano posto decine di ricette tipiche, suddivise per aree geografiche all’interno dello stesso territorio, nate intorno a prodotti della terra o del lago che raccontano storie antiche oggi poco conosciute.

La recensione completa la trovate qua https://www.bresciasilegge.it/cucina-bresciana-tra-arte-e-letteratura/

I forestieri e l'anima della città - Andrea Franzoni

Una raccolta di racconti, un viaggio attraverso le vite di immigrati che hanno contribuito alla nascita di una Brescia moderna. Dieci spaccati di esistenze che si sono legate alla nostra città producendo tradizione. Un mix efficace di ricostruzione storica e verosimiglianza, di istantanee cariche di emozioni e tensione narrativa. I racconti sono ambientati nella Brescia della seconda metà dell’Ottocento e ci fanno conoscere la storia di chi – già in tempi lontani – ha lasciato il suo segno in città pur non essendoci nato.

La recensione completa la trovate qua https://www.bresciasilegge.it/forestieri-anima-della-citta-andrea-franzoni/

Re: Sorelle Materassi - Aldo Palazzeschi

SORELLE MATERASSI , di Aldo Palazzeschi Febbraio 2021
Opera che si è rivelata una piacevole sorpresa, molto ben scritto! Ti sembra di essere in Toscana.
Bellissimi posti che fanno da cornice alla storia di queste famosissime sorelle. Teresa e Carolina dedicano la loro vita al ricamo e al lavoro di confezionatrici di corredi da sposa. La loro vita si svolge nella stanza principale della loro casa dove senza sosta ricamano dalla mattina alla sera, gli unici svaghi concessi sono partecipare alla Santa Messa e spettegolare dei passanti chi passeggiano sotto la loro finestra la domenica pomeriggio.
Le nostre Sorelle Materassi vivono in questa casa con la fedele serva Niobe, fino a quando non le raggiunge il nipote Remo che sconvolgerà la loro vita. In una casa di sole gonne finalmente un paio di pantaloni.
Antonella ci racconta che i luoghi descritti vengono spiegati in modo sottile, lo scritto è molto scorrevole, come se si fosse davanti ad un palco di un teatro.
La storia è molto coinvolgente, le due donne sono molto forti e rialzano la china più di una volta nella loro vita, anche se il nipote Remo sperpera tutti i loro averi.
Un aggettivo che secondo noi lo rappresenta è DOMESTICO, se fosse un dolse sarebbe IL PANFORTE , da leggere sempre anche per la sensazione di Tristezza/Amarezza e di Rivincita che comunità.
Consigliato!!

Re: Le solite sospette - John Niven

LE SOLITE SOSPETTE , di John Niven. Gennaio 2021
Volete leggere un romanzo fuori dal comune che con la sua leggerezza è perfetto per allietare il tempo libero in tempi di Lock down? Eccolo! 4 simpatiche signore, non più giovanissime, decidono di rapinare una banca. E ci riescono!! Come? Vivendo mille avventure senza mai lasciarsi perdere d’animo.
Definito da Angela molto scorrevole e piacevole, le vicende delle nostre protagoniste ci tengono incollate al libro senza sosta. La sua furfante preferita è Ethel, adorabile vecchietta sboccata (a volte) ma con un cuore d’oro.
Alessia invece ci dice che questo libro le ricorda molto “NON BUTTIAMOCI Giù” di Nick Hornby ; i personaggi tuttavia non le sembrano ben delineati e distinti. I due poliziotti del libro sono come i poliziotti di Hazzard, garanzia di risate fino alle lacrime. Albertina lo descrive come non banale, ricco di colpi di scena, ed esilarante.
A tutte è piaciuto la soluzione dello scrittore di chiudere il libro tirando le somme dell’accaduto dopo 3 anni. Non mancano comunque significati profondi che i gesti delle protagoniste celano: amicizia, amore, altruismo e tanta simpatia.
L’aggettivo che secondo noi meglio lo rappresenta è Beffardo, se fosse un dolce sarebbero i soldi di cioccolato con un goccio di liquore Pastisse.
Assolutamente super consigliato.

I ladri di New York - Katherine Rundell

Cosa ci fanno una ragazzina zoppa che sa lanciare i coltelli, una borseggiatrice e due ragazzi del circo, a New York, nei ruggenti anni '20? E un castello, una collana di smeraldi da recuperare e un odioso mafioso da sconfiggere?
Il nuovo libro di Catherine Rundell è pura azione e avventura!
Piacerà a chi non ama le lunghe descrizioni o le sottigliezze psicologiche.

Una per i Murphy - Lynda Mullaly Hunt

Carley è una ragazzina di Las Vegas abituata ad una vita precaria che temporaneamente deve essere data in affido (per gravi motivi che scopriamo un po' alla volta) ad una nuova famiglia: i Murphy.
Col cavolo che ci vuole stare, con questi qua che sembrano i perfettini della pubblicità del Mulino Bianco, tutti sorrisi e torta di mele fatta in casa e bacini della buonanotte! Lei è abituata a rifornirsi di vestiti al cassonetto dell'Esercito della salvezza, e ad aspettare che sua madre torni da qualche festa o dalle slot machines per ricordarsi di venire a prenderla a scuola. Non saranno le smancerie dei Murphy a far breccia in una come lei.
Senonché...

Il libro ha vinto moltissimi premi.
I personaggi sono ben calibrati, autentici. La storia poteva essere didascalica o moraleggiante, invece si mantiene sobria, per quanto calorosa, e con un suo fondo positivo che tuttavia non nasconde difficoltà, ambivalenze e chiaroscuri.

La società della fiducia - Antonio Sgobba

In un'epoca dominata dallo scetticismo -se non dalla sfiducia vera e propria- nei confronti delle istituzioni, dei giornalisti, degli imprenditori, dei politici, come possiamo fidarci di qualcosa o qualcuno?
È vero che non abbiamo mai avuto disponibili così tanti dati e informazioni come oggi, ma big data non generano automaticamente big trust. Anzi: questo "aumenta la possibilità di generare confusione e disorientamento. Dunque, la paura. Dunque, la sfiducia. Quindi meno sappiamo, meglio stiamo? No, il problema è avere informazioni pertinenti e la capacità di valutarle".
Inoltre, immersi come siamo nelle nostre "filter bubbles" ("bolle di filtraggio") ed "echo chambers" ("camere d'eco"), tendiamo ad escludere sistematicamente alcune fonti di informazione e a confermarci e ad affidarci esageratamente alle nostre convinzioni.
Cosa fare, dunque?
Come sostiene la filosofa inglese Onora O'Neill, "la fiducia ben fondata è figlia della ricerca attiva, più che della cieca accettazione. Se vogliamo una società in cui la fiducia sia possibile, dobbiamo cercare modi di controllo attivo di quanto proponiamo e ci viene proposto".

La farfalla - Andrea Grill

La biologa austriaca Andrea Grill scrive un'affabile introduzione al mondo delle farfalle, mescolando biologia e cultura (Bosch, Aristotele, Nabokov, etc...). Gli spunti autobiografici sono pertinenti e leggeri.
Piacevole!

Re: La notte della giustizia all'alba del perdono - Julia Kristeva

Un libretto piccolo può racchiudere cose grandi?
Può:
"Mai demordere di fronte al male, neppure davanti al male estremo. Proseguire invece pazientemente la ricerca, certamente non da dove non si sa quale equilibrio utopico, ma da quel punto fragile che Pascal ha definito come un «movimento perpetuo» scrivendo «Chi ha trovato il segreto di gioire del bene senza arrabbiarsi del male contrario avrà trovato il punto. È il movimento perpetuo». E se l'etica che oggi ci manca fosse precisamente questo «punto», questo «movimento perpetuo», verso il «segreto di rallegrarsi del bene senza scandalizzarsi del male»... una certa esperienza interiore per accompagnare il giudizio..."
(I puntini di sospensione sono del testo)