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Tram extraurbani a Brescia - Mauro Oliva

Una celebre canzone di Enzo Jannacci recita che “l’avvenire è un buco nero in fondo al tram”. Anche oggi, a molti decenni di distanza dall’epoca in cui questo mezzo di trasporto sapeva di progresso e di futuro (anche se i progetti di “ripristino” in chiave moderna che riguardano Brescia potrebbero dare, in un futuro prossimo, una nuova vita a questo mezzo dalla lunga storia), pochi mezzi come il tram restano oggi così nostalgicamente e persistentemente ancorati nell’immaginario collettivo.

Ciò è vero anche per Brescia, provincia che, seppur da anni priva di tram su rotaia, ha una lunga tradizione a riguardo. Come racconta, nel bel volume “Tram extraurbani a Brescia. Dalla Compagnie Générale alla Tranvie Elettriche Bresciane” (2021), il fondatore del Gruppo di Ricerca Storica di San Zeno Naviglio nonché profondo cultore del tema Mauro Oliva.

Dato alle stampe per il Club Fermodellistico Bresciano, Musil e Trenidicarta.it, con la prefazione del prof. Claudio Pedrazzini e la postfazione di Giorgio Morocutti, l’opera prende le mosse da una precedente pubblicazione del 2018 dello stesso autore, dal titolo “Tram della Bassa Bresciana”, dedicata alla linea Brescia-Ostiano e alla sua diramazione Pavone del Mella-Gambara, ampliandolo.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/tram-extraurbani-brescia/

Minime - Gabriele Berardi

Poliedrico artista bresciano classe 1983, Gabriele Berardi ha pubblicato un’interessante raccolta di poesie nel 2018 (dal titolo “Riflessi”) rivelando uno stile asciutto, ricco di sfumature “cantautorali”, che esalta la natura tanto nella sua dimensione tattile e concreta, quanto in quella più spirituale. I testi migliori della sua prima opera sono spesso il riepilogo di una camminata, di una breve escursione in montagna, con la natura che diventa la protagonista, appunto, “riflessa”; quasi il Falso Tu della sua poesia.

“Minime”, pubblicato nel 2022 da Transeuropa, prosegue nel solco tracciato alcuni anni prima, ma lo fa riducendo ulteriormente all’osso il discorso. Il lavoro sul linguaggio e sulla parola diventa ancora più certosino, Gabriele lavora di sottrazione, attribuisce a ogni parola un peso specifico importante e pare non voglia sprecare un singolo concetto.

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Re: Una breve estate lontano dalla polvere - Tita Prestini

I pitòti, “i pupazzi”, le incisioni rupestri antropomorfe diffuse nella Val Camonica, sono oggi un patrimonio dell’umanità riconosciuto e invidiato da molti. Nel 1942, anno in cui è ambientato il nuovo attesissimo capitolo della serie che ha per protagonista il Commissario Settembrini, questi antichi graffiti incisi nella roccia riscoperti da Gualtiero Laeng nel 1909 erano tuttavia ancora praticamente sconosciuti all’opinione pubblica. Anche i locali che avevano avuto modo di vedere i graffiti su qualche roccia o su qualche masso, li reputavano solo antiche incisioni senza nessuna importanza.

È in questo contesto che si dipana la storia al centro del romanzo “Una breve estate lontana dalla polvere”, edito da Barta (2022), terzo capitolo dell’apprezzata saga di gialli storici nata dalla penna e dal genio del giornalista e scrittore bresciano Tita Prestini. Una nuova avventura, che precede cronologicamente quelle già pubblicate ed ambientate a Iseo e poi a Milano, durante la quale Settembrini opererà in trasferta in Valle Camonica dove sarà chiamato a svolgere un’indagine contornato da quegli strani disegni, insieme a carabinieri, soldati e comuni cittadini ancora scettici riguardo alla loro importanza storica e culturale.

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Guida di Brescia per piccoli turisti - Stefania Scaini, Francesca Russo

Nel 2023 Brescia, insieme a Bergamo, è Capitale Italiana della Cultura, e quale pretesto migliore per conoscerla se non passeggiando per le sue vie, in un viaggio tra passato e presente, tra arte, cultura e gastronomia. E potrebbe anche essere l’occasione per accompagnare i più piccoli alla scoperta dei suoi tesori, delle sue curiosità e dei suoi misteri. Viene quindi in soccorso dei genitori, o di chiunque accompagnerà i piccoli turisti, un libretto di una novantina di pagine che, tracciando un percorso a ritroso, permette di conoscere divertendosi.

“Guida di Brescia per Piccoli Turisti”, edito da Edizioni Arpeggio Libero (2021) e curato da Stefania Scaini (testo) e Francesca Russo (illustrazioni), come dice il nome è una guida della nostra città che attraverso immagini accattivanti, brevi ma complete spiegazioni e intelligenti quiz permette ai bambini e alle bambine dal sesto anno di età di orientarsi tra le vie della Leonessa d’Italia alla ricerca delle tracce del passato. Il libro fa parte di una collana di guide di numerose città italiane.

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Le affacciate - Caterina Perali

Bello! Lo consiglio! Attuale nell'affrontare la vergogna della perdita del lavoro, profondo nell'indagare il senso del tempo e delle relazioni del quotidiano, che rivleano le banalità e superficialità.
Mi è piaciuto che non fosse una storia retorica: 'basta prendersi tempo per capire chi si è e cambiare in meglio'. Non c'è questo messaggio, nè questo sviluppo della trama. Bene!
Cè una finestra di curiosità sulle storie di altre persone, altre donne.
Ho apprezzato il visitare il potere narrativo delle chat e il tema del cibo e delle guerre dimenticate anche quando erano contemporanee ad una fase della nostra vita.
E' un libro scritto con maestria sugli impatti, sulla casa e sull'abitare, sulla gentrificazione e sul femminile in tante varianti, sempre notevoli.

C'è una Milano interessante da leggere qui.

Non perdetevelo! Leggerò senz'altro altro di Caterina Perali. Ero quasi tentata di comprarne una copia al Salone del Libro SalTo 2023, ma w la Biblioteca civica!

Fascisti 70 - Paola Castriota

Silvio Ferrari, giovane bresciano irrequieto che crede nella necessità del conflitto violento. Ermanno Buzzi, istrionico capeggiatore della malavita bresciana, condannato nella prima istruttoria per la strage di piazza Loggia. Giancarlo Esposti, guerriero nero degli ambienti milanesi in simbiosi con il fratello d’elezione Gianni Nardi, che come lui sogna il golpe e il regime militare in Italia. Pierluigi Pagliai, viso d’angelo e anima d’acciaio, delfino del pluriricercato terrorista Stefano Delle Chiaie nella Bolivia del dittatore Garcia Meza Tejada.

Cinque figure, di cui due bresciane per origine e per campo d’azione, accomunate da una morte violenta, ma soprattutto legate tra loro da un filo nerissimo, di piombo e di sangue, che ha la sua radice nel composito e raggelante panorama dell’estremismo e del terrorismo neofascista degli anni settanta. Cinque esistenze al limite che la giornalista bresciana classe ’81 Paola Castriota ricostruisce nel libro “Fascisti 70. Storie di vite estreme”, edito da LiberEdizioni nel 2022 con prefazione di Carlo Simoni.

Un vero e proprio tuffo a capofitto nell’Italia degli anni di piombo e della strategia della tensione, uno sconvolgente viaggio negli ambienti dell’estremismo neofascista tra Brescia, Milano, altre città del centro-nord Italia e l’estero. Unendo scrittura giornalistica e prosa narrativa, il volume offre molteplici spunti di riflessione e ci ricorda che conoscere non è giustificare né mitizzare, ma ricercare la verità in tutte le sue sfaccettature, pure in quelle più sgradevoli e respingenti.

Laureata in giurisprudenza, Paola Castriota ha firmato la regia di “Nero piombo, storia di una strage politica”, un documentario sulla strage di piazza Loggia e sul relativo processo durato oltre quarant’anni. Proprio dall’hard disk frutto del processo, contenente circa un milione di documenti di varia natura e quindi tutto quanto possibile in tema di eversione nera negli anni tra il ’69 e il ’74, ha attinto innumerevoli informazioni per realizzare al meglio un libro di profondo interesse.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/fascisti-70-paola-castriota-recensione/

Dark rise - C.S. Pacat

Questo romanzo mi ha trasmesso una svariata e caleidoscopica varietà di emozioni. Tutti i tropi del genere vengono devastati per dare alla storia e ai personaggi profondità, sfumature e tanto cuore.

Ma questa è un'altra storia - Eros Fiammetti

Eros Fiammetti è sicuramente un uomo d’altri tempi, uno di quelli che oggi vedresti passeggiare per le vie del centro città in maniera elegante, precisa, gentile. I segni del tempo che passa gli fanno compagnia, gli ricordano momenti lontani, ed i suoi occhi curiosi e sempre in movimento ricercano, tra le vie cittadine, sprazzi di una gioventù mai davvero abbandonata.

In poco meno di 200 pagine, Eros Fiammetti ci racconta la sua vita, le sue passioni, la sua fanciullezza, i suoi amori e le sue disfatte. Lo fa in maniera talmente coinvolgente che sembra di essere a tavola con un amico che conosciamo da tempo, il quale ci sta narrando l’ennesimo aneddoto della sua strabiliante vita vissuta. Edito da Grafo, “Ma questa è un’altra storia” è l’autobiografia di questo fenomenale fotografo bresciano, uno spaccato non solo sulla sua vita d’artista, ma anche, e forse soprattutto, sulla vita di un bresciano orgoglioso di esserlo.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/ma-questa-e-un-altra-storia-eros-fiammetti/

La sibilla - Silvia Ballestra

Conoscevo poco o nulla di Joyce Lussu, partigiana e scrittrice italiana del Novecento, colei che si interessava della politica “di base e dal basso, pratica, concreta, effettiva. La più difficile. Meno visibile, meno prestigiosa, e, aggiungiamo, non remunerata”. La politica più autentica, probabilmente.
Determinata, anticonformista, riflessiva ma pronta ad agire, e a trovare nella scrittura e nella traduzione “un mestiere insolito”, complementare a quello di suo marito, Emilio Lussu, anch'egli scrittore, militare e politico.
Da Joyce “si irradiano dei campi di energia e di attività, che hanno poi documentazione e testimonianza nella scrittura: la questione femminile, il diverso approccio alla storia, la ricerca di modelli alternativi di sviluppo, la memoria personale e familiare, l'antifascismo e le lotte di liberazione, l'ecologismo, l'antimilitarismo, la poesia come momento 'naturale' della vita di ognuno”, ha scritto Gigliola Sulis su di lei. Immortale come una sua poesia, “non potrà sparire dal mondo / anche dopo il gran tuffo nell'aldilà / continuerà a svolazzarvi attorno / travestita da lucciola o da farfalla”, con “la testa piena di grandi parole come: / dovere, lavoro, ideali, giustizia e libertà”.

Il voto medio della recensione è perché lo stile di scrittura e il ritmo della narrazione della biografia non mi hanno coinvolto molto. Però ringrazio molto l'autrice per aver raccontato la vita e la personalità di questa persona straordinaria.

Lea e il pittore - Eleonora Laffranchi

Una bambina curiosa che ama dipingere ma che si sente spesso sola e un uomo anziano ed emarginato che realizza splendidi quadri nella sua casetta al limitare del bosco. Il caso, o la trama sottesa delle cose, li farà incontrare e fra i due nascerà un’amicizia speciale, destinata a sfidare pregiudizi, diffidenza e superficialità.

È la tenera storia raccontata in “Lea e il pittore”, romanzo per l’infanzia dell’autrice edolese Eleonora Laffranchini, illustrato da Chiara Vincenzi e pubblicato dall’editore bresciano Mannarino. Un racconto che parla di legami affettivi, di pittura e di colori, di solitudine e di empatia, del tempo che fugge, di atti di gentilezza e dello splendore di tutte quante le cose che contano e che restano.

La storia è pensata per bambini a partire dai sette anni, ma grazie ai suoi contenuti è perfettamente in grado di affascinare sia i piccoli che gli adulti. Le parole dell’autrice, lievi e appropriate, conducono per mano nel mondo variopinto di una bambina dal cuore grande, suscitando emozioni e riflessioni. Le illustrazioni di Chiara Vincenzi, calde e soffuse, sono pura magia. L’intera edizione è splendidamente curata in termini di impaginazione e di qualità della carta, per un libro che si presenta come una gemma di narrativa tutta da scoprire.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/lea-e-il-pittore/