Identità collettiva

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  • In sociologia l'identificazione e la condivisione di determinati valori da parte di gruppi più o meno ampi di persone, accomunati da senso di appartenenza rispetto ad elementi comuni (etnici, nazionali, ecc.)
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× Namen Belardinelli, Sergio <1952->

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Questa nostra Italia
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Augias, Corrado <1935->

Questa nostra Italia : luoghi del cuore e della memoria / Corrado Augias

Einaudi, 2017

Abstract: A dispetto delle tante divisioni c'è qualcosa che ci accomuna come italiani. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi angolo del mondo; nel male ma anche nel bene. Corrado Augias ci accompagna alla scoperta di ciò che definisce il nostro carattere nazionale. Un itinerario particolare, che procede nello spazio e nel tempo, dall'attualità alla ricostruzione storica, passando per il racconto biografico. Ci si sposta dall'infanzia dell'autore vissuta tra la Libia e la Roma occupata, alle sue esperienze come corrispondente estero per i grandi quotidiani. Ci si muove poi in lungo e in largo per la penisola, dalla Milano del teatro alla Trieste di confine degli eccentrici letterari, transitando per Bologna dove il Nord incontra il Sud, e arrivando a Palermo, alle porte di un'altra civiltà con cui da sempre abbiamo dialogato. Ma c'è anche l'Italia di provincia, e soprattutto c'è la Recanati di Giacomo Leopardi, ispiratore e guida in un viaggio che segue le tracce del Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani. E ciò che resta alla fine è la consapevolezza di abitare un Paese ancora diviso ma meraviglioso, che può e deve trovare un'armonia proprio partendo dalle tante diversità che lo animano.

Quante storie!
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Cadei, Livia

Quante storie! : narrare il lavoro educativo / Livia Cadei

La Scuola, 2017

Abstract: Esporre il proprio sapere professionale è una questione non semplice per chi lavora in campo educativo. Cosa raccontare? Come, e soprattutto perché? Provare a dare una risposta a queste domande significa riflettere sul ruolo che la narrazione assume nella pratica: parlare, ascoltare, rispondere, prestare attenzione, condividere, trovare accordi sono azioni che contraddistinguono il mestiere dell’educatore. Gli effetti delle parole, tuttavia, non sono immediatamente visibili e valutabili e ciò può incidere sull’identità professionale degli operatori e sulla capacità di rendere evidente il significato del loro lavoro. La sfida narrativa, raccolta anche dalla formazione e dalla ricerca, riguarda la possibilità, o l’impossibilità, di fare il racconto di sé e della propria professionalità, di raccontarsi individualmente e collettivamente con con una coerenza che ha effetti sulla ricaduta formativa e sociale dell’educazione.

Radici
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Bettini, Maurizio <1947->

Radici : tradizione, identità, memoria / Maurizio Bettini

Il Mulino, 2016

Abstract: Nel confondere memoria privata e memoria collettiva, antropologia e nostalgia, storia e politica, ciò che vorremmo è che il nostro mondo rimanesse quello che abbiamo conosciuto. Ci difendiamo dal cambiamento. Per questo si rivendica sempre l'importanza delle nostre radici culturali, mai delle altrui. Nelle "radici" pensiamo di trovare autenticità e purezza, ma le culture sono mutevoli e complesse, non musei di sopravvivenze imbalsamate. Una pacata riflessione per metterci in guardia contro i ricorrenti appelli all'identità e alla tradizione in quanto ossessioni strumentali e fuorviarti.

Per un Nuovo Umanesimo
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Ciotti, Luigi <1945-> - Alberti, Vittorio V. <1978->

Per un Nuovo Umanesimo : come ridare un ideale a italiani e europei / Luigi Ciotti, Vittorio V. Alberti

Solferino, 2019

Abstract: Il diametro della terra è di 13.000 chilometri, e ne abbiamo già oltre 14.000 occupati da muri, filo spinato, barriere che non risolvono, ma anzi aggravano i problemi. I muri, inoltre, non sono solo quelli fatti con il cemento e i mattoni, ma quelli delle menti, delle visioni, delle paure. Oggi l'Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l'Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Cosa si può fare per invertire una deriva così pericolosa? Occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Come? Attraverso un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Don Luigi Ciotti e il filosofo Vittorio V. Alberti firmano un saggio-manifesto in cui spiegano la necessità di un programma educativo, sistematico e a lungo termine volto a rianimare l'ideale europeo, che parta da scuole e università per ricucire la società.

Identità
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Fukuyama, Francis <1952->

Identità : la ricerca della dignità e i nuovi populismi / Francis Fukuyama ; traduzione di Bruno Amato

UTET, 2019

Abstract: Il referendum su Brexit, l'elezione di Donald Trump, l'ascesa dei movimenti populisti in Europa e in Italia. Istituzioni e meccanismi che hanno regolato la politica e il dibattito pubblico per decenni sembrano sempre più pericolanti, se non già in macerie. Cosa è successo? E cosa ci aspetta? Francis Fukuyama ha scritto il libro che forse con maggiore chiarezza e autorevolezza ha fatto il punto sulla fine del Novecento e sul trionfo del modello capitalistico e democratico: «La fine della storia e l'ultimo uomo». Oggi torna con una diagnosi che completa quel quadro e spiega come mai improvvisamente quell'ordine sembra così in crisi all'alba del nuovo millennio. Utilizzando concetti di grande tradizione filosofica e calandoli nei più attuali scenari sociopolitici, Fukuyama è in grado di mettere in fila una serie di fenomeni che sembrano scollegati e fornire una chiave di lettura del nostro presente: da dove viene la forza apparentemente invincibile del populismo? È davvero un fenomeno solo negativo? Perché i social media sono pieni di odio e aggressività? Come mai le classi sociali meno abbienti sembrano ormai del tutto disinteressate a politiche di sinistra? Come convivono nelle nostre società movimenti sempre più avanzati di difesa dei diritti delle minoranze e pulsioni autoritarie? Le risposte di Fukuyama a queste domande indicano una strada da percorrere, al di là della condanna degli estremismi o delle lamentazioni sulla decadenza della politica. E al centro di tutto c'è l'identità, il bisogno di vedersi riconosciuta la propria identità – un bisogno che può portare a affidarsi a tradizioni inventate, nazionalismi di ritorno, leader carismatici e populisti: «L'affermarsi della politica identitaria è una delle maggiori minacce che le democrazie si trovano ad affrontare e se non riusciremo a ritornare a visioni più universali della dignità umana, ci condanneremo a un conflitto senza fine». Un libro fondamentale per capire il presente e immaginare il futuro.

L'identità europea
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Todorov, Tzvetan <1939-2017>

L'identità europea / Tzvetan Todorov

Garzanti, 2019

Abstract: Questo scritto di Tzvetan Todorov ci ricorda l'importanza di riscoprire le radici dell'Europa e incoraggiare, proprio a partire da queste, un'adesione sempre più salda e consapevole al progetto europeo. Scrive Todorov: «L'identità della cultura europea consiste nella sua maniera di gestire le diverse identità che la costituiscono a livello regionale, nazionale, religioso e culturale, accordando loro uno statuto nuovo e traendo profitto da questa stessa pluralità». La pluralità di culture è infatti per l'Europa allo stesso tempo un'eredità e una prospettiva, e una sua «gestione oculata» è l'unica base possibile per garantire, attraverso una coesistenza pacifica e inclusiva, la costituzione di un'unità civile e durevole.

Patrie elettive
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Patrie elettive : i segni dell'appartenenza / a cura di Clara Gallini

Torino : Bollati Boringhieri, 2003

Abstract: Il titolo viene dalla fine della Terra del rimorso di Ernesto de Martino, dove si allude alla Puglia come patria elettiva del tarantismo, ma ne rielabora l'originario senso metaforico per insistere sulle caratteristiche finzionali del grande teatro in cui si mettono in scena oggi le appartenenze territoriali. Fa da sfondo al tema la problematica dell'articolazione tra globale e locale e soprattutto quella tra deterritorializzazione dei processi comunicativi e riterritorializzazione di spazi e confini simbolici operata da nuovi soggetti sociali. Il volume raccoglie saggi di Enrico Sarnelli, Gino Satta, Ciro De Rosa, Renato Libanora, Francesco Mazzone e Gaetano Ciarcia. Clara Gallini firma la presentazione e la nota conclusiva.

Tu sei un bastardo
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Lerner, Gad <1954->

Tu sei un bastardo : contro l'abuso delle identità / Gad Lerner

Milano : Feltrinelli, 2005

Abstract: Novello gentiluomo di campagna, dalla cascina in Monferrato nel quale si è ritirato Gad Lerner scrive questo pamphlet polemico che elogia il tradimento delle appartenenze e riconosce infine: per fortuna, siamo e resteremo bastardi. Perché sono in tanti che, come lui, si sono ricreati un'identità. Facendo nomi e cognomi, Lerner porta il lettore all'incontro con tanti insospettabili spacciatori d'identità: le femministe che elogiano Ratzinger in nome della differenza sessuale; gli intellettuali ebrei che coltivano una narcisistica separazione, contraddicendo l'intento emancipatorio del sionismo; i simboli etnici introdotti sui campi di calcio; l'Ulivo disfatto in nome delle identità di partito...

Tu sei un bastardo
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Lerner, Gad <1954->

Tu sei un bastardo : contro l'abuso delle identità / Gad Lerner

Milano : Feltrinelli, 2007

Abstract: Novello gentiluomo di campagna, dalla cascina in Monferrato nel quale si è ritirato Gad Lerner scrive questo pamphlet polemico che elogia il tradimento delle appartenenze e riconosce infine: per fortuna, siamo e resteremo bastardi. Perché sono in tanti che, come lui, si sono ricreati un'identità. Facendo nomi e cognomi, Lerner porta il lettore all'incontro con tanti insospettabili spacciatori d'identità: le femministe che elogiano Ratzinger in nome della differenza sessuale; gli intellettuali ebrei che coltivano una narcisistica separazione, contraddicendo l'intento emancipatorio del sionismo; i simboli etnici introdotti sui campi di calcio; l'Ulivo disfatto in nome delle identità di partito...

Essere o non essere ebreo
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Essere o non essere ebreo / Oscar Mandel ; traduzione di Carlo Crosignani

[Milano] : Lantana, 2013

1Gazometro

La differenza dei colori di fondo
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Ricci del Mastro, Marco <1957->

La differenza dei colori di fondo : lo spirito dei popoli : carattere e identità nazionali / Marco Ricci del Mastro ; presentazione di Matteo Simonetti

Solfanelli, 2017

Abstract: Come ci sono individui estroversi e introversi, razionali e irrazionali, intellettivi e affettivi, intuitivi e sensoriali, così anche i gruppi umani possono sviluppare caratteri simili. Questo libro elabora una attribuzione degli stessi tipi psicologici junghiani alle culture nazional-linguistiche, individuando tratti peculiari di alcuni popoli odierni, riprendendo in questo la modalità di osservazione dell'antropologia idiografica di Ruth Benedict. Il carattere nazionale diventa così lo stesso spirito dei popoli, che, come la ghianda, contiene in sé le tendenze dei suoi successivi sviluppi. In questa valorizzazione delle identità nazionali l'autore individua i maggiori pericoli alla loro sopravvivenza nelle forme politico-burocratiche sovranazionali come l'Unione Europea e nei fenomeni di massa non regolati come l'immigrazione non specializzata: processi che portano a quello che Ricci del Mastro definisce entropia culturale e memocidio.

Essere tedeschi
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Şenocak, Zafer <1961->

Essere tedeschi : qualche pensiero chiarificatore / Zafer Şenocak ; traduzione di Barbara Ivančić

Oltre edizioni, 2017

Abstract: L'autore, nato ad Ankara, ma residente in Germania dall’età di nove anni, racconta l’odierna società tedesca e riflette sui problemi della Germania come paese di immigrazione. Lo fa con le armi della cultura, nella consapevolezza che, come scrive, "... ci si integra senza tensioni solo accogliendo la lingua del paese d’immigrazione, imparando a conoscerne gli usi e la memoria. L’integrazione non è una questione di adattamento meccanico: il suo successo presuppone empatia e capacità di immedesimarsi nell’altro." Un punto di partenza che lo ha fatto diventare uno tra i più interessanti scrittori di lingua tedesca.

Chi sei? Chi sono?
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Anati, Emmanuel <1930->

Chi sei? Chi sono? : sulla definizione d'identità / Emmanuel Anati

Atelier, [2012]

Abstract: I problemi derivanti dalla ricerca d’identità iniziano nel neonato e accompagnano l’essere umano fino all’ultimo respiro. Definire l’identità della persona, della nazione o della “razza”, ha preoccupato e preoccupa tutte le popolazioni che conosciamo, dai popoli cacciatori alle più evolute culture urbane e letterate. Nel presente studio è proposta una dimensione storica di un archetipo del sistema cognitivo. Da cosa deriva l’esigenza di definire la propria identità?

Identità
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Coulmas, Florian <1949->

Identità / Florian Coulmas ; traduzione di Maria Chiara Piccolo

Le Scienze, 2019

Abstract: Perchè le identità individuali e quelle collettive sono importanti per noi? Come viene considerato il concetto di identità nel mondo?

Identità
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Prosperi, Adriano <1939->

Identità : l'altra faccia della storia / Adriano Prosperi

Laterza, 2016

Abstract: La 'barbarie' la troviamo a viso scoperto o celata sotto sinonimi. Tra questi sta conoscendo una fortuna crescente 'identità'. E accanto a 'identità', 'radici', ma anche 'etnicità', con gli antenati 'nazione' e 'nazionalità'. Parole che sono diventate abituali nel nostro linguaggio ma che possono diventare pietre perché, come tutto ciò che serve a distinguere e a prendere coscienza di una separazione, contengono un potenziale violento pronto a giustificare aggressioni civili e guerre. È dietro queste parole che vediamo alzarsi in piedi individui collettivi di cui si presuppone una naturalistica e inassimilabile diversità. Se, come scriveva Saul Bellow, l'identità di un essere umano è quella definita dal racconto della sua vita, per estensione l'identità di un popolo o di una società umana sarebbe la sua storia. Ma nessuna definizione, per quanto acuta ed elegante, può impedirci di avvertire dietro questa parola, apparentemente così semplice e innocua, l'eco sorda della risacca della storia e dei rapporti di forza che ha ripreso a fare intensamente il suo antico lavoro: scaraventa sulle rive più diverse popoli e individui, quando non li cancella inabissandoli nel fondo del mare.

Freud e il non europeo
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Said, Edward W. <1935-2003>

Freud e il non europeo / Edward W. Said ; a cura di Giovanbattista Tusa

Meltemi, 2018

Abstract: Edward W. Said, scrittore, docente, teorico letterario, musicista, anglista e intellettuale simbolo della causa palestinese, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche dedica una controversa conferenza all’ultima opera di Sigmund Freud, L’uomo Mosè e la religione monoteista. La lettura del testo freudiano diviene occasione per riflettere sul tema dell'identità, individuale e collettiva, e sulle sue radici.

L'Italia neorealista
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Konewko, Simonetta Milli <docente di italiano>

L'Italia neorealista : compassione e identità nazionale nel dopoguerra / Simonetta Milli Konewko

Carocci, 2018

Vita di Europa
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Tigani, Francesco <1987->

Vita di Europa : la nascita e il declino della coscienza europea attraverso l'opera di Vittorio de Caprariis / Francesco Tigani

Rubbettino, 2018

Abstract: Che cos’è l’Europa e quando nasce? Questo interrogativo, che ha assillato storici di diversa cultura e formazione, per Vittorio de Caprariis ha una risposta ben precisa: l’Europa è una costruzione ideale e morale che ha avuto luogo nella modernità, sullo sfondo dei valori liberali dell’umanesimo e delle guerre di religione che ne hanno minato i fondamenti. Considerata in una simile prospettiva, appare evidente come l’Europa non si possa circoscrivere a uno spazio fisico, ma possegga una capacità estensiva teoricamente illimitata. Ciò aiuta a comprendere un fenomeno come quello dell’atlantismo, che per de Caprariis rappresenta il compimento a livello istituzionale di una «koiné etica», la cui origine risiede nel concetto di Magna Europa. Il saggio prova a descrivere la vita di questa creatura, quasi fosse «un organismo biologico in costante evoluzione, soggetto a stadi alterni di maturità e in condizione di reinventare il proprio status anche a costo di una violenta e radicale metanoia».

Come pensa un europeo
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Chiodo, Simona <1977->

Come pensa un europeo : epistemologia di un agire comune / Simone Chiodo

Carocci, 2018

Abstract: Quando crediamo che i diritti umani siano universali stiamo spremendo il succo della specificità del pensiero europeo: è il pensiero europeo ad avere inventato sia l'idea che qualsiasi essere umano possa condividere la sua essenza identitaria con la totalità degli altri esseri umani sia l'idea che, allora, possiamo definire diritti convertibili in leggi universali. Nel primo caso stiamo astraendo e nel secondo caso stiamo idealizzando, cioè stiamo usando gli strumenti essenziali attraverso i quali un europeo pensa da millenni. L'obiettivo del libro è mettere a fuoco le specificità degli strumenti più distintivi del modo europeo di pensare, insieme con le loro potenzialità straordinarie: l'analisi, l'astrazione e l'idealizzazione - in sintesi, l'invenzione della metafisica, e il salto che facciamo dai particolari all'universale in qualsiasi articolazione della nostra cultura, dalla religione alla filosofia e dalla scienza all'arte e al diritto. Mettere a fuoco come pensiamo ci aiuta a capire di più sia come parliamo sia come agiamo e, in ultimo, che cosa il pensiero europeo può ancora dare di essenziale, a partire dall'idea secondo la quale fare esercizi di astrazione significa fare esercizi di democrazia, se è vero che in entrambi i casi alleniamo la capacità di riconoscere che cosa è uguale in che cosa è diverso.

L'identità non è di sinistra
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Lilla, Mark <1956->

L'identità non è di sinistra : oltre l'antipolitica / Mark Lilla

Marsilio, 2018

Abstract: In uno dei saggi politici più brillanti e discussi degli ultimi anni, Mark Lilla lancia una sfida decisiva per il futuro della sinistra: andare oltre un'idea di società distinta per razza, sesso e genere, e tornare a immaginare una politica fondata sulla cittadinanza, unico vero bene comune condiviso da tutti. Stati Uniti, 9 novembre 2016. Come molti hanno scritto, una data che rimarrà nella storia per l'elezione del primo presidente «bianco» degli Stati Uniti – oppure come la fine di questa visione politica. Prendendo come spunto lo shock dell'elezione di Trump, in «L'identità non è di sinistra» Mark Lilla muove una critica ineludibile alle ultime generazioni di progressisti occidentali, rei a suo avviso di aver abbandonato ogni idea di bene comune in favore di un individualismo antipolitico e conservatore, introdotto dalla buona novella reaganiana e da lì diffusosi con gli effetti che tutti abbiamo visto nel resto del mondo. Concentrando i propri sforzi nell'elogiare differenze sempre più molecolari tra i propri elettori piuttosto che sottolinearne le caratteristiche condivise (prime fra tutte quella della cittadinanza e del comune destino nazionale), le sinistre, per Lilla, continuano a legittimare con le loro stesse parole d'ordine ogni sorta di populismi e sovranismi.