Antropologia culturale

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  • Branca delle scienze umane e antropologiche dirette all'indagine e interpretazione di attività espressive e creative, di istituzioni e credenze dei popoli primitivi, ma anche di società civilizzate
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Antropologia culturale
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Moderne Bücher

Antropologia culturale : i temi fondamentali / a cura di Stefano Allovio, Luca Ciabarri, Gaetano Mangiameli

Raffaello Cortina, 2018

Abstract: Il testo tornisce una panoramica introduttiva all'antropologia culturale e ai dibattiti contemporanei che caratterizzano questa disciplina attraverso una serie di parole-chiave: cultura/culture, comparazione/etnografia, percezione/conoscenza, cosmologie/sociologie, identità/appartenenze, mobilità/migrazioni, globalizzazione, diversità e relativismo. Questi temi sono presentati nella forma di una selezione antologica di brani di importanti autori italiani e stranieri, tra i quali Lila Abu-Lughod, Jean-Loup Amselle, Arjun Appadurai, Philippe Descola, Ugo Fabietti, Maurice Godelier, Tim Ingold, Aihwa Ong, Leonardo Piasere, Francesco Remotti. Il testo è rivolto a un vasto pubblico di lettori interessati a comprendere il mondo contemporaneo sempre più interconnesso e interculturale. L'indice è strutturato in modo da poter essere funzionale ai corsi universitari e ai percorsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti delle scuole superiori.

La società della performance
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Gancitano, Maura <1985-> - Colamedici, Andrea <1987->

La società della performance : come uscire dalla caverna / Maura Gancitano, Andrea Colamedici

TLON, 2018

Abstract: In "La società della performance", Maura Gancitano e Andrea Colamedici proseguono la linea tracciata da Guy Debord con "La società dello spettacolo" e da Byung-Chul Han con "Psicopolitica", rivelando come la condizione dell'uomo contemporaneo sia strutturata per sostituire al mondo l'imitazione del mondo, all'espressione di sé l'esibizione di sé, alla narrazione lo storytelling, alla ricerca del senso della vita la ricerca di un livello sempre maggiore di benessere e visibilità. Una società che richiede costantemente opinioni, condivisioni ed esibizioni è una società che ha paura del silenzio, dello spazio, della costruzione, e dunque di un'autentica narrazione. Perché raccontarsi oggi significa fare addizioni, sommare like e post e immagini, non lasciare che qualcosa di sacro emerga da qualche parte di noi che si trova davvero in profondità. Come possiamo ritrovare la dimensione sacra e autentica dell'esistenza senza rimanere impigliati nelle maglie della società dell'immediatezza? Questo libro intende offrire una risposta, prendendo in esame il modo in cui sono cambiate le nostre relazioni e la condizione di disagio, attesa e paura di chi sente di non avere il proprio posto nel mondo.

Bambini d'acqua
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Zanetta, Marianna <1984->

Bambini d'acqua : i rituali mizuko kuyō nel Giappone contemporaneo / Marianna Zanetta

Angeli, 2018

Abstract: Il termine mizuko viene tradotto letteralmente con bambino d'acqua, e nella cultura giapponese rappresenta l'anima dei bambini abortiti. L'immaginario vede gli spiriti dei bambini radunarsi lungo il fiume dei morti, incapaci di attraversarlo perché i demoni impediscono loro di salire sulla barca che conduce al di là; su questa riva grigia le piccole anime giocano e cercano di costruire degli st?pa con i sassi del fiume, così da accumulare meriti e raggiungere l'altra sponda del fiume o una rinascita immediata; immancabilmente i demoni arrivano e distruggono senza pietà le costruzioni, e immancabilmente i piccoli spiriti ricominciano da capo. È un'immagine estremamente triste: la piccola anima è rappresentata sola, spesso dimenticata dai genitori e incapace di liberarsi da questo luogo di pena, per certi versi simile al Limbo cristiano, a metà tra la vita e la morte. Nelle diverse preghiere e composizioni in cui questa credenza può essere rintracciata, a un certo punto entra in scena il bodhisattva Jiz?, divinità estremamente popolare in Giappone, che distrugge i demoni e salva i piccoli dal loro stato di tristezza e miseria. Questi culti, raccolti sotto il nome generico di mizuko kuyo, si sono sviluppati a partire da tradizioni antiche, e rispetto a esse hanno subito un notevole slittamento di significato; essi inoltre non fanno riferimento a un'unica particolare tradizione religiosa, ma sono in qualche modo trasversali rispetto alle varie correnti contemporanee. L'analisi di una realtà così lontana rispetto al nostro panorama culturale vuole provare a spostare la riflessione su un altro piano, e cercare di vedere come affrontare la problematica dell'aborto da una angolazione diversa. L'intento è dimostrare che esiste un modo di rapportarsi al problema che non è solo quello di una negazione del diritto o del lutto; al contrario, partendo dall'assunto che il diritto all'aborto è irrinunciabile, si cercano soluzioni, modalità di mediazione del dolore che permettano alle donne e alle famiglie di affrontare la realtà della loro sofferenza senza essere costrette a rinnegarla o nasconderla.

Il cibo del risveglio
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Calloni Williams, Selene

Il cibo del risveglio : mangiare come rituale sciamanico di comunione con l'invisibile / Selene Calloni Williams

Edizioni mediterranee, 2018

Abstract: Libertà, salute, creatività, ricchezza, fertilità, serenità, pace, amore, rispetto, gioia, conoscenza hanno inizio da ciò che porti alla bocca e da come lo fai. In questo libro sono descritti per la prima volta dei rituali essenziali per la tua piena realizzazione, affinché ogni boccone di cibo che gusti possa intensificare in te l'esperienza del risveglio e dell'amore! Questo testo stravolge le teorie psicologiche più comuni sull'alimentazione e ci presenta un'esperienza spirituale diretta del cibarsi. Recuperare la visione dell'anima è fondamentale per esperire tutto il significato del mangiare. Fintanto che un'azione non è compresa e onorata nella sua totalità non può essere né utile né liberatoria, ma continuamente imprigiona l'individuo in una ripetitività meccanica che lo rende vittima. Essere vittime del cibo che si mangia è l'assurda nevrosi a cui conduce la civiltà del profitto. Una sana ribellione a ciò è un atto d'amore e di forza di carattere.

Cuori allo schermo
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Bessis, Raphaël <psicologo e dottorando in antropologia e filosofia> - Augé, Marc <1935->

Cuori allo schermo : vincere la solitudine dell'uomo digitale : una conversazione con Raphaël Bessis / Marc Augé

Piemme, 2018

Abstract: Marc Augé li chiama da sempre nonluoghi, riscontrando in essi un deficit di identità, di relazioni e di storia: sono le stazioni, i porti, i luoghi di confine, i treni e gli aerei. Sono luoghi di passaggio dove gli individui sono costretti a transitare per vari motivi, ma in cui non sono obbligati a tessere rapporti interpersonali. Per il filosofo, tuttavia, oggi il mondo intero è diventato un nonluogo. Di fronte agli schermi di tablet, cellulari e computer il tempo planetario viene percepito in accelerazione e, allo stesso tempo, ridotto a un puro presente che ci condanna all'ostentazione superficiale e all'oblio immediato. In questo presente segnato dalla velocità e dal potere dell'immagine, l'ordine sequenziale delle nostre esistenze risulta frammentato, trasmettendo la sensazione di disorientamento del viaggiatore d'affari, che passa da un albergo all'altro sentendo che la vita vera scorre altrove. Nell'individualismo passivo dedito al consumo di notizie, immagini e oggetti, promosso dalla mondializzazione di internet, il singolo è costretto a cercare da solo il senso della propria esistenza, vivendo, proprio per questo, una solitudine vertiginosa all'interno di una crisi profondamente relazionale e, quindi, sociale. Oggi il web ci dà l'illusione di partecipare in prima persona al dibattito pubblico e di mostrarci agli altri per come siamo, in realtà ci trasforma da esseri fatti di corpo, reciprocità e parole in fantasmi digitali. La rivoluzione indicata in questo libro sprona a non accontentarsi di essere un apatico sguardo sul mondo in immagini: quello sguardo, da passivo che era, deve farsi attivo, diventando amicizia, fraternità, responsabilità e, forse, anche profezia.

Gli Antichi originari
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Monographien

Gli Antichi originari : Cimmo e Tavernole : la storia, la comunità, l'arte e il paesaggio / a cura di Franco Ghigini

Comunità montana di Valle Trompia, 2018

Abstract: Cimmo, nella bresciana Valle Trompia, è un borgo montano a mezza costa già capoluogo di comune e, dal 1927, frazione di Tavernole sul Mella. Lo distingue la permanenza odierna degli Antichi Originari, forma di proprietà collettiva basata sull'associazione tra famiglie e il reciproco aiuto. Quest'opera collettanea affronta la plurisecolare storia degli Antichi Originari di Cimmo, le cui origini si possono far risalire all'epoca precomunale, dettagliandone le movimentate vicende dalla Repubblica di Venezia all'Italia unitaria. L'opera propone inoltre approfondimenti su molteplici aspetti locali: da quelli storico-artistici alle manifestazioni della religiosità popolare, dalle valenze paesaggistiche ed etnografiche del territorio alle pratiche dell'agricoltura di montagna. La seconda parte dell'opera raccoglie infine testimonianze autobiografiche, una traccia per orientarsi nella genealogia delle famiglie degli Antichi Originari di Cimmo e una selezione di disegni di bambini cimmesi.

L'occhio e la voce
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Carli, Alberto <1974->

L'occhio e la voce : Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino fra letteratura e antropologia / Alberto Carli

ETS, 2018

Abstract: A metà degli anni Cinquanta del Novecento, Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino riaccendono il dialogo fra letteratura e antropologia, illuminando un nuovo panorama di avvicinamenti, collaborazioni e immancabili distanze fra scrittori, etnologi, demologi e folkloristi. Pasolini allestisce il Canzoniere italiano con scrupolo specialistico e attenzione filologica, ma non senza raffinati accorgimenti poetici d'autore. Calvino, invece, riscrive le fiabe della tradizione regionale, dotandole di una letterarietà contemporanea. Diversi fra loro e diversamente instradati sui binari della moderna demologia, i due scrittori recuperano in termini estetici il testimone del passato, ma vanno ben oltre. Il "Canzoniere italiano" e le "Fiabe italiane", infatti, non sono soltanto indispensabili raccolte di reperti demologici superstiti e, comunque, già fantasmi in una società sempre più mediatica e spersonalizzante, ma veicolano con forza un messaggio civile e letterario ineludibile. Entrambe le opere mirano così a ricostruire il tessuto identitario dell'Italia del dopoguerra e portano alla luce il carattere unitario del suo popolo attraverso la varietà dei canti e delle fiabe tradizionali, proposti nuovamente a un altrettanto nuovo pubblico di lettori, fra intenti conservativi e volontà restitutive.

I luoghi dell'altrove
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Zaghini, Tommaso <1933-> - Ferri, Corrado <1962-> - Arcellaschi, Elvia <1979->

I luoghi dell'altrove : percorso storico-antropologico attraverso giochi e spettacoli della fiera e del luna park / Tommaso Zaghini, Corrado Ferri, Elvia Arcellaschi

Grafiche FM, 2018

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Abstract: Il Museo storico della giostra e dello spettacolo popolare di Bergantino si occupa del complesso mondo culturale dello spettacolo itinerante di piazza: dalla Fiera mercantile medievale al Parco di divertimenti dell'Ottocento, fino al Luna Park di oggi con le sue attrazioni ipertecnologiche. Il volume presenta la storia e l'evoluzione della Fiera, del Parco divertimenti e del Luna Park e illustra il percorso museale, un percorso storico-antropologico attraverso documenti e oggetti d'epoca.

Verso una rivoluzione antropologica?
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Scquizzato, Giampaolo <docente di religione>

Verso una rivoluzione antropologica? : le radici gnostiche del pensiero gender / Giampaolo Scquizzato ; prefazione di sua eminenza card. Robert Sarah

Fede & cultura, 2018

Abstract: La questione del gender è tutt'altro che chiara e lineare, perché si presenta come un universo complesso e complicato che coinvolge vari aspetti e ambiti quali la cultura, la biologia, la medicina, la tecnologia, l'antropologia, i mass-media e la politica. Tuttavia, è possibile individuare la questione fondamentale: il pensiero gender intende separare la sessualità corporea dall'identità di genere, in quanto il primo sarebbe un semplice dato di fatto corporeo, la seconda invece il risultato di una costruzione psicosociale. Questo studio mette in luce i collegamenti esistenti fra le teorie gender oggi diffuse e la filosofia gnostica dei primi secoli, oltre al manichesimo e al catarismo, che vedevano la differenza maschile-femminile come corruzione dell'umanità e castigo divino da eliminare. Una vera "rivoluzione antropologica", che rinnega l'identità di uomo e donna come esseri distinti ma complementari il cui fine è il dono di se stessi per amore.

La danza delle streghe
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Maffei, Macrina Marilena <antropologa>

La danza delle streghe : cunti e credenze dell'arcipelago eoliano / Macrina Marilena Maffei

Nuova ed. aggiornata

Armando, 2018

Abstract: Nell'oscurità della notte un gruppo di donne giovani e festanti irrompe nella casa di un uomo che dorme e, al suono di una musica, inizia a danzare. Un bagliore di luci le illumina rilevando allo sguardo del maschio la nudità delle danzatrici. Da dove arriva quella compagnia di donne? Chi sono? Streghe? Streghe! Affermano molti! Seguendo la via dei cunti, esse giungevano nelle isole, da sole o in piccoli gruppi, per farsi le volate, banchettare, divertirsi, ballare. Perché allora sono nemiche degli uomini? In un affascinante percorso che esplora la millenaria e misteriosa figura delle streghe attraverso le voci dei narratori raccolti in quasi trent'anni di ricerche sul campo, l'Autrice ci riporta volti di figure lontane. Eredi delle ninfe, delle melusine medievali, connubi tra Diana, Erodiade e Ecate, le Majare eoliane sono legate alle nuvole e al vento. Ma esse non provengono solo dal mondo del mito: l'Autrice individua infatti un'immagine di strega che ha una referenza storica e territoriale. In queste isole, infatti, le donne erano pescatrici. La scena delle donne che andavano a mare, profondamente radicata nella memoria insulare, ha dato vita a una delle storie più diffuse nell'oralità popolare. Non solo. Dai racconti passati di bocca in bocca nell'arco di millenni, prende corpo in questo volume un altro essere arcaico e misterioso: la serpe con i capelli. I documenti etnografici di tradizione orale riuniti in quest'opera contribuiscono a tracciare un'identità dei luoghi. In un tempo in cui turismo e globalizzazione vanno velocemente omologando le isole ad altri territori, essi fanno conoscere tratti e peculiarità delle cultura delle isole Eolie, definite dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Sbornie sacre, sbornie profane
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Ferlan, Claudio

Sbornie sacre, sbornie profane : l'ubriachezza dal vecchio al nuovo mondo / Claudio Ferlan

Il Mulino, 2018

Abstract: Stivate di barili colmi di bevande alcoliche e di uomini pronti a svuotarli: le navi che dai porti del Vecchio Continente salparono alla volta delle Americhe portarono in quei luoghi un nuovo sapere alcolico. Inclini al bere, educati alla mistica del vino, frequentatori di taverne, i colonizzatori incontrarono dall'altra parte del mondo culture indigene tra loro molto diverse, che avevano stabilito nei secoli rapporti complessi con una vasta serie di prodotti fermentati, rapporti in cui il rituale dell'ubriachezza poteva a volte assumere un carattere di sacralità. Dall'impatto sorsero nuovi modi di bere all'eccesso: sbornie epocali, malsane, curative, profetiche, battagliere, mortali, punibili, estatiche, comuni, solitarie, artistiche, visionarie, sacre, profane.

Il sugo della storia
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Montanari, Massimo <1949->

Il sugo della storia / Massimo Montanari

Laterza, 2018

Abstract: Alla fine dei "Promessi sposi", Alessandro Manzoni tira le somme del racconto appena concluso e presenta 'il sugo della storia'. Che non è il suo svolgimento, né il 'come va a finire', e neppure la morale. Il sugo è il meccanismo generatore, il motore che muove l'azione dall'interno. È un'ennesima metafora gastronomica, giacché agli uomini viene spontaneo da sempre rappresentare il mondo come una cucina, una pentola, un cibo. Nel caso del sugo, la metafora funziona perché anche in cucina - come nelle storie - è il sugo a dare senso e personalità ai piatti. Salse, sughi, condimenti si aggiungono e si combinano all'ingrediente principale ma non sono accessori secondari: hanno un'importanza decisiva nel definire lo specifico carattere della vivanda, e con esso gusti, abitudini, identità gastronomiche e culturali. In queste storie, che hanno al centro il cibo, Massimo Montanari racconta gesti, atteggiamenti, mode, pratiche, riflessioni, vicende che spaziano nei secoli e tra i continenti, e da cui spremere il sugo per il piacere di tutti noi.

Intervista impossibile al DNA
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Destro Bisol, Giovanni <1959-> - Capocasa, Marco <dottore di ricerca in antropologia>

Intervista impossibile al DNA : storie di scienza e umanità / Giovanni Destro Bisol, Marco Capocasa

Il Mulino, 2018

Abstract: Una piccola sigla, un mondo di significati: il DNA è una risorsa contro le malattie, uno strumento per identificare gli assassini e una chiave per comprendere il comportamento umano. La sua storia è talmente antica da intrecciarsi con quella della comparsa della vita sulla Terra. E in futuro? Dalla genetica di Neandertal alla clonazione di esseri umani, gli autori mettono a fuoco speranze (e timori) che grazie al DNA si aprono per la scienza e per le nostre esistenze.

Vie di fuga
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Favole, Adriano <1969->

Vie di fuga : otto passi per uscire dalla propria cultura / Adriano Favole

UTET, 2018

Abstract: In questi anni in cui muri, piccole patrie e nostalgie nazionaliste attirano sempre più sostenitori, il sogno di una convivenza interculturale sembra minacciato. Eppure, è difficile immaginare culture felicemente autosufficienti. Ma perché? È davvero impossibile restare chiusi nelle culture in cui ci formiamo? Può sembrare una domanda scontata, ma la risposta non lo è affatto. Anzi: secondo Adriano Favole, questo è un vero e proprio giallo antropologico. Da ben prima dell’invenzione di internet, infatti, nessuna cultura, nemmeno la più isolata, è mai stata impermeabile alla diversità e agli scambi, come dimostra per esempio la storia dell’Oceania, un continente che è in realtà un “mare di isole” unite, e non separate, dall’acqua. Oggi, nell’era dell’iperconnessione globale, è evidente che l’esaltazione della propria identità si trasforma sempre e per tutti in una gabbia, ma d’altra parte anche una generica invocazione alla tolleranza e al rispetto per l’altro non è priva di conseguenze: la paura di offendere e di sembrare razzisti può condurci a una nuova, più sottile apartheid, a una specie di educata indifferenza. Come antidoto, Favole ci invita a percorrere insieme a lui un viaggio sulle tracce di chi ha fatto della fuga dalla propria cultura una scelta, un’arte o uno strumento di conoscenza: esploratori, eremiti, sciamani, emigranti, naturalisti, rugbisti polinesiani, antropologi e geniali pensatori come Jonathan Swift. Le loro storie ci insegnano che le Vie di fuga non sempre conducono in paesi lontani: il teatro, la festa, il gioco, il rito, la satira, sono modi creativi di mettere in discussione l’ordinaria percezione della realtà e le abitudini che governano le nostre vite, necessari per ampliare il nostro campo visivo, senza per questo rinunciare al nostro orizzonte. Perché se le fughe si risolvono spesso con un ritorno a casa, si può tornare ad abitare la propria cultura con una diversa consapevolezza.

Cultura popolare in Italia
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Dei, Fabio <docente di antropologia>

Cultura popolare in Italia : da Gramsci all'Unesco / Fabio Dei

Il Mulino, 2018

Abstract: La categoria di cultura popolare conosce ampia fortuna in Italia nella seconda metà del Novecento, grazie soprattutto all’influenza di Gramsci e ai concetti di egemonia e subalternità. Autori come De Martino e Cirese innovano fortemente la tradizione classica degli studi di folklore, creando una nuova disciplina «demologica». Il libro ricostruisce gli sviluppi della demologia e il suo attuale declino, a fronte dell’ingresso in scena dei consumi culturali di massa; propone quindi casi di studio che articolano la riflessione sulla cultura popolare nell’ambito della società globale e mediale contemporanea.

Lo sguardo al cielo
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Colitti, Giuseppe

Lo sguardo al cielo : credenze e magie tradizionali / Giuseppe Colitti

Donzelli, 2018

Abstract: Un mondo di ieri, appena trascorso e già straordinariamente lontano, al punto da rischiarne la definitiva perdita di memoria: una preziosa raccolta di reperti delle culture magiche e delle preghiere laiche nella tradizione popolare dell’area del Vallo di Diano e del Cilento, che ripropone la suggestione delle grandi ricerche etnografiche di Ernesto de Martino. Con questa opera originale e di lunga lena, Giuseppe Colitti ci consegna un corpo coerente di credenze popolari, che si tiene insieme in maniera davvero stupefacente e che, come osserva Francesco D’Episcopo, restituisce, in presa diretta, «il vero volto di un Sud non contraffatto da facili mistificazioni». «Forse tanti anni fa il cielo era diverso, e quando vi si rivolgeva lo sguardo succedevano cose che oggi non succedono più», scrive Pietro Clemente. E luce e tenebre erano i due poli dell’immaginario di questa tradizione perduta. La luce del sole era un richiamo alla bontà divina del cielo; il buio della notte rievocava le figure del male, che operava nelle tenebre, come la brutta bestia (il diavolo) e le streghe. È cambiata anche l’immagine della morte: non si vede più il nero del lutto e non si sente più il pianto ad alta voce. L’aldilà non è più rappresentato dal ritratto di defunti col lumino acceso, come a scongiurare le tenebre, e non si teme più l’apparizione degli spiriti. L’acqua è ormai disponibile in tutte le case e non si va più a prenderla alla fontana; tanto meno si va fuori a lavare i panni. Sempre meno si crede al malaugurio e alle fatture. Non si rattoppano più gli indumenti; nessuno va più scalzo e quasi nessuno ripara le scarpe dal calzolaio. Non si recitano più le preghiere in dialetto, buone a scandire i vari passaggi della giornata e particolarmente il momento di addormentarsi. Né c’è più, infine, l’abitudine di fare lu cuntu (il racconto), distratti, come si è oggi, dalla televisione e dal cellulare, e privi di un’autentica comunità.

Evoluzione e cultura
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Moderne Bücher

Baravalle, Lorenzo <1980->

Evoluzione e cultura / Lorenzo Baravalle

Carocci, 2018

Abstract: Qual è l'origine della cultura? A che cosa si deve la diversità degli usi e costumi dei popoli della Terra? In che modo cambiano le tradizioni durante il tempo, e perché? Il volume illustra come la biologia evolutiva possa aiutarci a offrire una risposta soddisfacente a queste domande. Non solo essa ci permette, infatti, di comprendere le radici naturali dei nostri comportamenti sociali ma anche di capire meglio come questi cambiano nel tempo e perché. Poiché le culture sono dinamiche - e la teoria darwiniana è un eccellente strumento per comprendere i meccanismi che governano i processi storici - è possibile interpretarle come entità che evolvono durante il tempo. Questa lettura, adottata già da alcuni contemporanei di Darwin, sta finalmente iniziando a mostrare appieno il suo potenziale e a offrire un nuovo stimolo per la ricerca in psicologia, antropologia e sociologia.

Il lupo
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Moderne Bücher

Pastoureau, Michel <1947->

Il lupo : una storia culturale / Michel Pastoureau ; traduzione di Guido Calza

Ponte alle Grazie, 2018

Abstract: Il lupo è da sempre la star del «bestiario centrale» nell'immaginario europeo: un repertorio di specie e caratteri animali, spesso metafore di qualità umane, da cui nei secoli sono scaturiti centinaia di miti, racconti e leggende. Si va dalla mitologia classica, dalla celebre leggenda romana della lupa che allevò Romolo e Remo, fino al pantheon nordico: storie che parlano di carneficine, metamorfosi e lupi mannari e che riflettono la paura verso questa fiera capace di distruggere animali e coltivazioni. Si passa poi ai bestiari medievali, che raffigurano il lupo come animale totalmente negativo, a tratti incapace di nuocere e persino dotato di aspetti ridicoli, come avviene nel "Romanzo di Renart". La paura del lupo torna poi nell'epoca moderna, riflettendosi nelle cronache e nei racconti del folclore popolare, che parlano di lupi rabbiosi e di aggressioni non solo a bestie, ma anche a uomini, donne e bambini. Lo strano caso della Bestia del Gévaudan (1765-1767), che imperversava nelle campagne della Francia sgozzando senza pietà animali e pastori, rappresenta il culmine di questa fobia del lupo. Nel XX secolo la letteratura, i cartoni animati e i libri per bambini finiscono per trasformare quel cattivone del lupo in un animale quasi capace di suscitare tenerezza, o quantomeno compassione. Finché oggi solo i toponimi, i proverbi e qualche antica leggenda ancora sopravvissuta conservano il ricordo di questa bestia crudele e vorace, tanto a lungo temuta.

Lsd
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Codignola, Agnese <farmacologa e giornalista>

Lsd : da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris : storia di una sostanza stupefacente / Agnese Codignola

Utet, 2018

Abstract: 19 aprile 1943. Albert Hofmann, chimico in forze all'azienda farmaceutica Sandoz di Basilea, inforca la bicicletta e si avvia verso casa. Sembra un giorno come un altro, se non fosse che ha appena assunto 250 microgrammi di dietilammide-25 dell'acido lisergico, un composto da lui stesso sintetizzato nella ricerca di uno stimolante della circolazione sanguigna. Ciò che accade durante il tragitto sconvolge la sua nozione del reale: visioni coloratissime, meravigliose e mostruose, percezioni di realtà parallele, terrori, euforie. E nato l'Lsd. Hofmann coglie subito le potenzialità della sostanza, in grado di squassare l'assetto delle sinapsi e portare a una "Ego dissolution", una tabula rasa dell'io che potrebbe sciogliere traumi, depressioni, emicranie, dipendenze. Per vent'anni sperimenta e contribuisce a diffondere l'Lsd nel chiuso dei circoli scientifici ma anche fuori, nel mondo che sta lentamente uscendo dall'incubo nero della guerra e che si interessa alle possibilità di questo colorato universo lisergico. L'Lsd guadagna popolarità e si trasforma. Anche a causa di strani scienziati-sciamani come Timothy Leary, da farmaco diventa droga simbolo della controcultura, icona della "Summer of Love" e ponte verso la trascendenza orientale. E così nel 1971 l'Onu ne mette al bando la sperimentazione e l'uso, relegandolo nel limbo delle sostanze proibite. Ma non sarà la fine: sfruttando tutti i possibili cavilli legali, alcuni ricercatori sparsi per il globo continuano sotterraneamente a lavorarci, mentre le energie creative dell'Lsd influenzano Steve Jobs e gli altri moghul della Silicon Valley. Tra psicanalisti visionari e contesse inglesi dedite alla trapanazione del cranio, ragni drogati e neuroscienziati che parlano coi delfini, Agnese Codignola districa i molti fili che compongono la stupefacente storia dell'Lsd, dalle origini fino al Rinascimento psichedelico di questi anni, in cui il rivoluzionario uso dei microdosaggi e le scoperte recentissime di David Nutt e Robin Carhart-Harris sulle connessioni neurali attivate dall'Lsd stanno riaprendo la strada della sperimentazione ufficiale.