Fascismo

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  • Complesso di movimenti, ideologie e prassi politiche, sorti in Europa tra la Prima e la Seconda guerra mondiale (e sviluppati anche in altri continenti), ispirati al totalitarismo e da cui originano regimi dittatoriali
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M. L'uomo della provvidenza
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Scurati, Antonio <1969->

M. L'uomo della provvidenza / Antonio Scurati

Bompiani, 2020

Abstract: All'alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d'Italia e del mondo, l'uomo che si è addossato la colpa dell'omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il "figlio del secolo" che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell'ufficio del Popolo d'Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un'ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un'entità distante, "una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta". Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l'impresa africana, celebrata dalla retorica dell'immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all'orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo - caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell'autocoscienza nazionale - prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell'oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell'epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l'impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.

Bernardo e l'angelo nero
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Silei, Fabrizio <1967->

Bernardo e l'angelo nero : romanzo / Fabrizio Silei

Milano : Salani, 2010

Abstract: Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani. Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l'Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione. In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo trova, appeso a un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma l'uomo riprende i sensi e il ragazzino, desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse forse si comporterebbe diversamente...

Mara
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Armeni, Ritanna <1947->

Mara : una donna del Novecento : romanzo / Ritanna Armeni

Ponte alle Grazie, 2020

Abstract: L'autrice disegna il ritratto di un’epoca e di una donna che vuole cambiare il suo destino nei primi anni del fascismo italiano. Mara Una donna del Novecento è la storia di una ragazzina di tredici anni che vive a Trastevere e il suo sogno è quello di diventare una giornalista o una scrittrice e non si accorge che il Duce sta per travolgere Roma e il mondo intero. Nei primi anni Trenta tutti si sentono rassicurati da quest’uomo che alla finestra di Piazza Venezia urla proclami e chiede più garanzie per tutti. La migliore amica di Mara, Nadia, è una fascista convinta e lo sono anche i suoi famigliari e sarà proprio lei a portarla ad ascoltare il Duce. L’entusiasmo di Mara e di tutti gli italiani è trascinante e la ragazzina comincia ad intravedere il suo futuro radioso di cappellini e vestiti e di studio e università che la porteranno a scrivere. Non si rende invece conto che quello che li aspetta è una guerra massacrante e terribile in cui tutto verrà infranto. La storia personale di Mara si intreccia con la storia con la s maiuscola, quella che tutti conosciamo dai racconti e dalle immagini rimaste, ma leggerla ed entrare nel cuore di una giovane, all’inizio, convinta fascista è un’altra cosa. Che cosa ne sarà di Mara e dei suoi sogni? Lo scopriremo evento dopo evento.

Perché l'Italia diventò fascista
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Vespa, Bruno <1944->

Perché l'Italia diventò fascista : (e perché il fascismo non può tornare) / Bruno Vespa

Rai libri : Mondadori, 2019

Abstract: Benito Mussolini camminava a lunghi passi su e giù per l'ufficio di direttore del «Popolo d'Italia» e, nei momenti di più acuta depressione, confidava alla sua musa Margherita Sarfatti di voler piantare baracca e burattini: «Faccio il giornalista da troppo tempo. Ho tanti altri mestieri. Posso fare il muratore: sono bravissimo. Sto imparando a fare il pilota aviatore. Oppure posso girare il mondo con il mio violino: magnifico mestiere, il rapsodo errante!». Era la fine del novembre 1919 e aveva fondato da poco i Fasci di combattimento, ma aveva perso in modo disastroso le prime elezioni politiche. Pochissimi voti e nessun seggio. Appena tre anni dopo, il Duce del fascismo era a capo del governo, acclamato dalla folla e incoraggiato da insospettabili antifascisti che gli chiedevano di rimettere in sesto un paese distrutto, demotivato, indebitato e diviso. Giolitti gli riconosceva il merito di aver «tratto il paese dal fosso in cui finiva per imputridire». Amendola suggeriva di «secondare le mosse dell'onorevole Mussolini perché questo è il solo mezzo per ripristinare la forma della legalità». Nitti scriveva ad Amendola: «Bisogna che l'esperimento fascista si compia indisturbato». E Anna Kuliscioff a Turati: «Nessuno potrebbe raggiungere la pacificazione se non Mussolini». Salvemini, l'antifascista più irriducibile, giungeva a dire: «Bisogna augurarsi che Mussolini goda di una salute di ferro, fino a quando non muoiano tutti i Turati…». In questo libro appassionante come un romanzo, Bruno Vespa racconta come e perché tre anni di guerra civile (1919-1922) consegnarono il potere all'uomo che l'avrebbe tenuto per un ventennio e perché la «democrazia autoritaria» del primo biennio (1923-1924) si trasformò in dittatura dopo il delitto Matteotti. Gli slogan e gli errori di un secolo fa sono stati spesso richiamati nell'attuale polemica politica, italiana e internazionale. Vespa ne disegna il panorama completo, mettendo al centro della scena Matteo Salvini che, con la clamorosa vittoria della Lega alle elezioni europee del 2019, ha ribaltato gli equilibri politici, aprendo una crisi al buio che, invece di portare di nuovo alle urne, ha fatto nascere per la prima volta nella storia italiana un governo di segno opposto al precedente, ma presieduto dallo stesso premier, Giuseppe Conte. L'autore, che ha incontrato tutti i protagonisti della scena politica, racconta tattiche, strategie e retroscena di una battaglia senza esclusione di colpi: dalla nascita del partito di Matteo Renzi ai patemi del Pd di Zingaretti dopo la scissione, dalla ritrovata unità del centrodestra nella grande manifestazione romana di piazza San Giovanni del 19 ottobre 2019 per far cadere il governo all'implicita alleanza non dichiarata tra Luigi Di Maio e lo stesso Renzi per evitare che Conte diventi il nuovo leader del centrosinistra.

Canale Mussolini
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Pennacchi, Antonio <1950->

Canale Mussolini : romanzo / Antonio Pennacchi

Milano : Mondadori, 2010

Abstract: Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.

Giovinette
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Seneghini, Federica <1981->

Giovinette : le calciatrici che sfidarono il Duce / Federica Seneghini ; con un saggio di Marco Giani

Solferino, 2020

Abstract: Rosetta, con i suoi sedici anni e nell'animo il sacro fuoco del calcio. Giovanna, per cui l'avventura della squadra è anche un gesto politico. Marta, saggia e posata ma determinata a combattere per la libertà di giocare. E poi la coraggiosa Zanetti che dà il calcio d'inizio, la stratega Strigaro che scrive ai giornali, la caparbia Lucchi che stenta a vincere l'opposizione paterna... Sono le amiche che all'inizio degli anni Trenta danno vita al Gruppo femminile calciatrici milanese, la prima squadra di calcio femminile in Italia. Ma l'Italia di allora è fascista e man mano che il gruppo si allarga, diventa una vera formazione e comincia a far parlare di sé sui giornali, il regime entra in allarme. Certo, queste giovinette si sono date tempi di gioco più brevi e regole più leggere, assicurando di non voler compromettere la loro «funzione primaria» di madri. Scendono in campo con i calzettoni e la gonna nera per non offendere la morale. Ma sono comunque donne e il calcio è uno sport da maschi. Per tacere del fatto che Giuseppe, il marito di Giovanna, finisce nei guai con la polizia politica. Federica Seneghini racconta come un romanzo la storia di amicizia, di gioco e di lotta di queste pioniere del calcio, tra esaltanti vittorie, umilianti battute d'arresto, alleati inattesi e irriducibili nemici.

Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi
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Aristarco, Daniele <1977->

Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi / Daniele Aristarco

Einaudi ragazzi, 2019

Abstract: La Storia si può ripetere? I fantasmi del passato possono ripresentarsi? Come riconoscerli, come opporsi? Daniele Aristarco esplora alcuni degli aspetti più complessi e contraddittori del nostro tempo. Attraverso una serie di lettere indirizzate a Giulia, una giovanissima studentessa, l’Autore narra la storia della dittatura fascista, prova a sbrogliarne gli intricati fili e indaga l’enigma del consenso. Con un pizzico di umorismo e uno stile chiaro e avvincente, queste pagine ripercorrono la storia italiana del Novecento per raggiungere la contemporaneità. Oltre ai principali avvenimenti, che vanno dalla nascita del movimento fascista al suo crollo rovinoso, alla fine della Seconda guerra mondiale, l’autore si sofferma sui contenuti e le caratteristiche culturali di un pensiero non del tutto scomparso.

Le belle Cece
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Vitali, Andrea <1956->

Le belle Cece / Andrea Vitali

Garzanti, 2015

Abstract: Con Le belle Cece Andrea Vitali ci riporta nella Bellano degli anni Trenta, dove non succede mai niente e gli iperbolici ideali del regime non riescono a vincere gli intrighi e le scaramucce di paese. Gli esilaranti e improbabili personaggi di Vitali mettono in scena una giostra di comicità che, come sempre, rende la lettura dei suoi romanzi una piacevole compagnia.

Olive comprese
3 0 0
Moderne Bücher

Vitali, Andrea <1956->

Olive comprese / Andrea Vitali

Milano : Garzanti, 2006

Abstract: In questo romanzo i personaggi sono tanti. C'è per esempio il Crociati, un esperto cacciatore che non ne becca più uno. C'è Luigina Piovati, meglio nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...). C'è Eufrasia Sofistrà, in grado di leggere il destino suo e quello degli altri. C'è persino una vecchina svanita come una nuvoletta, che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista il suo Impero africano... Ci sono soprattutto, ad animare la quiete di quegli anni sulle rive del lago, quattro gagà, che come i Vitelloni felliniani mettono a soqquadro il paese. E c'è la sorella di uno di loro, la piccola, pallida, tenera Filzina, segretaria perfetta che nel tempo libero si dedica alle opere di carità e che, come molte eroine di Vitali, finirà per stupire. Ci sono naturalmente anche molti di quei caratteri che hanno fatto la loro comparsa nei precedenti romanzi: il prevosto, il maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, il podestà e la sua consorte, Dilenia Settembrelli, la filanda con i suoi dirigenti e operai. Hanno un ruolo importantissimo anche i gatti e i piccioni di Bellano, e si sentono la breva e la neve gelata che scendono dai monti della Valsassina e naturalmente si respira l'aria del lago.

Ma perché siamo ancora fascisti?
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Filippi, Francesco <1981->

Ma perché siamo ancora fascisti? : un conto rimasto aperto / Francesco Filippi

Bollati Boringhieri, 2020

Abstract: L'autore dirige la sua affilata analisi verso i motivi che hanno portato tanti nostri concittadini a cadere vittime, ancora oggi, di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa. Com'è possibile - ci si chiede in molti - che dopo tutto quello che è successo - dopo una guerra disastrosa, milioni di morti, l'infamia delle leggi razziali, la vergogna dell'occupazione coloniale, una politica interna economicamente fallimentare, una politica estera aggressiva e criminale, un'attitudine culturale liberticida, una sanguinosa e lunga guerra civile... - oggi ci guardiamo intorno, ben addentro al terzo millennio, e ci scopriamo ancora fascisti? Ma cos'altro avrebbe dovuto succedere per convincere gli italiani che il fascismo è stato una rovina? Eppure ancora si moltiplicano le svastiche sui muri delle città, cresce l'antisemitismo, un diffuso sentimento razzista permea tutti i settori della società e il passare del tempo sembra aver edulcorato il ricordo del periodo più oscuro e violento d'Italia: a quanto pare la storia non ci ha insegnato abbastanza, non ci ha resi immuni. Per aiutarci a capire perché, Filippi in questo libro ci racconta molte cose: ci racconta com'è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto e cosa non è stato fatto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, quali invece non sono stati presi, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. Soprattutto, ci mostra come noi italiani ci siamo raccontati e autoassolti nel nostro immaginario di cittadini democratici, senza mai fermarci a fare davvero i conti col passato. Che, infatti, non è passato.

Il martire fascista
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Sofri, Adriano <1942->

Il martire fascista : una storia equivoca e terribile / Adriano Sofri

Sellerio, 2019

Abstract: Nel 1927 il ministero dell’istruzione pubblica del governo Mussolini fa appello ai maestri migliori e più fedeli perché vadano nelle «nuove provincie» annesse all’Italia, a Udine, Gorizia e Trieste dove, fuori dalle città, la popolazione è pressoché interamente slovena e dove il regime fascista ha reso obbligatorio parlare solo l’italiano, a scuola, a casa, in chiesa. Fra i primi a rispondere all’appello Francesco Sottosanti, maestro elementare, fra i più fervidi ed esuberanti fascisti della prima ora. Da Piazza Armerina in Sicilia si trasferisce a Verpogliano (Vrhpolje), un paesino sloveno del Goriziano. Lì il 4 ottobre del 1930, il maestro viene ucciso a fucilate in un agguato da due sconosciuti. Ha 38 anni, lascia cinque figli e la moglie incinta di un sesto. L’Italia commossa tributa onoranze solenni al martire fascista, vittima del terrore e dell’odio antitaliano. La salma attraversa la penisola alla volta del paese natale. Intanto, i giornali d’oltreconfine pubblicano notizie sconcertanti: il maestro Sottosanti maltrattava brutalmente alunni e alunne, quando sfuggiva loro una parola slovena arrivava a spalancarne la bocca e sputarle dentro. Ed era tisico. La stampa italiana replica con sdegno, ma le notizie si fanno così circostanziate e insistite che il provveditore agli studi di Trieste comunica che c’è un equivoco, che in effetti c’è stato nell’anno trascorso un maestro che aveva suscitato la ribellione degli alunni e dei genitori per i suoi comportamenti, e comunque era stato subito allontanato. L’equivoco, sosteneva, era dovuto a un caso di omonimia: il maestro ucciso si chiamava Francesco Sottosanti, quello estromesso per i cattivi comportamenti Ugo Sottosanti. Adriano Sofri ha ricostruito questa incredibile vicenda studiando le carte riservate della polizia politica, ascoltando a Piazza Armerina il figlio novantenne del maestro.

Nessuno torna indietro
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De Cespedes, Alba <1911-1997>

Nessuno torna indietro / Alba De Cespedes

Milano : A. Mondadori, 1966

Mussolini ha fatto anche cose buone
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Filippi, Francesco <1981->

Mussolini ha fatto anche cose buone : le idiozie che continuano a circolare sul fascismo / Francesco Filippi ; prefazione di Carlo Greppi

Bollati Boringhieri, 2019

Abstract: Dopo oltre settant’anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt’altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un’ora per leggere questo volume, e sarà un’ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.

Di guerra e di noi
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Dòmini, Marcello <1965->

Di guerra e di noi / Marcello Dòmini

Marsilio, 2020

Abstract: E' la storia di due fratelli e copre l'arco di due guerre mondiali, correndo a perdifiato dal 1917 al 1945; comincia nelle campagne intorno a Bologna, e da lì non si sposta. Quando il marito non torna dalla Prima guerra mondiale, la madre dei due, ormai sola, è costretta a separarli. Il più grande, di nome Ricciotti, va a studiare in collegio a Bologna. Il più piccolo, Candido, rimane al mulino. Il collegio di Ricciotti è una scuola da ricchi, e la vita di Candido al mulino è una vita da poveri. Finiti gli anni avventurosi e duri del collegio, Ricciotti sarà segnalato per andare a lavorare nella neonata sede del Fascio di combattimento bolognese, dove incontrerà Leandro Arpinati, che diventerà suo mentore e amico. Candido resterà invece a lavorare nelle campagne frequentando sempre più quegli uomini e quelle donne che, col passare degli anni, andranno a formare le bande partigiane. Ricciotti però non è fascista, e Candido, d'altra parte, non è più di tanto interessato alla politica. Pensano entrambi a mandare avanti la famiglia, a proteggere la madre e i braccianti, pensano a correre dietro alle ragazze – donne avvolte di colori, nonostante partecipino e soffrano la guerra quanto gli uomini –, pensano a innamorarsi e poi sposarsi, e soprattutto a comportarsi bene quando molti intorno a loro, a causa della guerra, si comportano male. Come per Oskar Schindler, tuttavia, la grande occasione per trasformare la loro azienda agricola in un progetto onesto ma più ambizioso sarà proprio la guerra.

Il tempo migliore della nostra vita
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Scurati, Antonio <1969->

Il tempo migliore della nostra vita / Antonio Scurati

Bompiani, 2015

Abstract: Non ha ancora 25 anni, siamo all'inizio del 1934, quando Leone Ginzburg dice il suo primo e definitivo ''No'', rinunciando a una promettente carriera universitaria pur di non giurare fedeltà al regime fascista allora trionfante. Di capitolo in capitolo questa vita esemplare si alterna con la vita dei nonni dell'autore, contadini e poi operai tra Milano e Napoli che con Ginzburg condividono gli stessi anni drammatici, le difficoltà di vivere, e le cui esistenze ordinarie, fatte di fatiche e sogni senza eroismi, non sono meno ricche e significative anche nella prospettiva dell'Italia che verrà dopo la Liberazione.

Le parrocchie di Regalpetra
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Sciascia, Leonardo <1921-1989>

Le parrocchie di Regalpetra ; Morte dell'inquisitore / Leonardo Sciascia

Roma : Laterza, 1967

Nessuno torna indietro
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De Cespedes, Alba <1911-1997>

Nessuno torna indietro / Alba de Cespedes

Milano : A. Mondadori, 1986

Porte aperte
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Sciascia, Leonardo <1921-1989>

Porte aperte / Leonardo Sciascia

Milano : Adelphi, copyr. 1987

L'Italia di Mussolini in 50 ritratti
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Mieli, Paolo <1949-> - Cundari, Francesco <1978->

L'Italia di Mussolini in 50 ritratti : [1919-1945] / Paolo Mieli, Francesco Cundari ; illustrazioni di Ivan Canu

Centauria, 2020

Abstract: Quando, il 23 marzo del 1919, Benito Mussolini fonda i Fasci italiani di combattimento, il movimento politico che diventerà Partito Nazionale Fascista nel 1921, ha inizio il cosiddetto ventennio. Da quel momento sullo scacchiere della storia tutto cambia, il destino dell'Italia prende una nuova forma, così come quello dell'Europa e del mondo intero. Le destre nazionaliste avanzano, le leggi razziali sono alle porte e la guerra sarà solo una prevedibile conseguenza. Ma chi era Mussolini, quale Italia ha preso in mano e come l'ha restituita ai figli di una generazione impoverita, impaurita, sconfitta? Chi sono stati i personaggi chiave della sua ascesa, chi lo ha combattuto e chi ha contribuito al consolidamento del suo potere? Un lungo testo iniziale e una cronologia discorsiva inquadrano il Fascismo da un punto di vista storico, mentre le 50 biografie dei 50 personaggi cardine del fascismo ne danno una visione narrativa, di cronaca giornalistica e i fatti che hanno cambiato la nostra storia prendono anche la forma di scelte personali, di visioni soggettive, di scontri epici e di relazioni personali. Una visione della storia vivida, un libro illustrato per conoscere la nostra storia, e vivere il nostro presente con consapevolezza.

Romanzi
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De Cespedes, Alba <1911-1997>

Romanzi / Alba de Cespedes ; a cura e con un saggio introduttivo di Marina Zancan

Milano : A. Mondadori, 2011

Abstract: Il volume, che comprende quattro imprescindibili romanzi di Alba de Céspedes, Nessuno torna indietro (1938), Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952) e Nel buio della notte (1976), offre anche un importante inedito, Con grande amore: un romanzo incompiuto su Cuba cui l'autrice lavorò a lungo e che contiene splendide pagine di ricordi familiari e di storia cubana. Troppo spesso aggiogata al carro della letteratura rosa, la de Céspedes con giusto risentimento rivendicava invece il riconoscimento critico del valore letterario e innovativo della sua scrittura, e il lettore moderno non faticherà a individuarlo in questa scelta di testi, operata da Marina Zancan, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'università romana della Sapienza. Zancan guida il lettore alla scoperta di un'autrice oggi un po' dimenticata ma che fu fra le prime e più convinte sostenitrici dell'impegno e dell'importanza del ruolo della donna anche al di fuori dell'ambito familiare. Un'analisi psicologica attenta, una scrittura tesa a rispecchiare il parlato, la forzatura - quando non la dissoluzione - della forma-romanzo tradizionale fanno di questi testi una lettura interessante e avvincente.