Alle zeigen

Letzte Nachrichten des Forums

La ragazza di Gladio e altre storie nere - Paolo Biondani

C’è un filo che attraversa la storia italiana degli ultimi cinquant’anni, un filo dal doppio colore: rosso, come il sangue innocente che è stato versato, e nero, come la ferocia e la violenza che sono state protagoniste di azioni disumane e terribili. È un filo che ancora oggi ci lega a quegli anni, che non si è mai spezzato, nonostante i numerosi tentativi di nascondere la verità e che, sottile ma robusto, ci racconta di un’Italia spaventosa, che non avremmo mai voluto conoscere, noi che all’estero ci vantiamo del detto “Italiani brava gente”. È un filo che, ingarbugliato, ci viene consegnato nelle mani e ci invita a una riflessione “come posso rispondere a quella violenza che ancora, né mai, troverà pace?”.

A districare quel filo, cercando di ricostruire anche per i non addetti ai lavori ciò che è accaduto tra il 1969 e il 1993 nel nostro Paese, ci prova il giornalista d’inchiesta de “L’Espresso” Paolo Biondani nel saggio “La ragazza di Gladio e altre storie nere. La trama nascosta di tutte le stragi” (FuoriScena, 2024), con la prefazione di Benedetta Tobagi. Un libro che ha un chiaro intento: raccontare “solo fatti certi, documentati e comprovati da sentenze inoppugnabili” che i cittadini e le cittadine hanno il diritto di conoscere.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/la-ragazza-di-gladio-paolo-biondani/

Mi limitavo ad amare te - Rosella Postorino

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino
Incuriosita perchè oggetto di approfondimento al liceo classico che frequenta mia figlia, ho adorato la narrativa: un romanzo non "romanzato". La verità dura e cruda velata dal romanzo, che però nulla concede alla pura finzione.
Forse però poco comprensbile per quindicenni....

Re: Le quattro ragazze Wieselberger - Fausta Cialente

RECENSIONE CORALE A CURA DE "I MISERALIBRI – GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI"

"Le quattro ragazze Wieselberger" è un romanzo familiare - ambientato tra la Trieste austroungarica e i primi del Novecento - che si porta addosso il profumo del mare Adriatico e il peso di un’epoca intera, che sembra promettere una convivenza pacifica tra i popoli. Ha una natura COSMOPOLITA perché rispecchia perfettamente la sua autrice: Fausta Cialente, nata a Cagliari da padre militare e madre triestina, e vissuta tra Egitto, Inghilterra e Italia, che ha trasferito nella scrittura quella formazione aperta e internazionale che ha reso questo libro difficile da collocare in un’unica tradizione letteraria. È ovunque ma anche da nessuna parte, proprio come le sue protagoniste, quattro sorelle senza un luogo fisso e in continua ricerca, appartenenti a una famiglia che non ha una vera e propria pace.

La “saga” è SOFFERENTE. Le donne sono sfortunate nei rapporti con gli uomini, e vivono in anni che non lasciava loro molte libertà. Il padre - un militare “disadattato”, figura ingombrante e assente insieme - porta con sé un disagio che si ripercuote sull'intera famiglia. I parenti della madre sono raccontati con calore; quelli del padre, in modo impietoso. Ma sono i personaggi maschili, in generale, che non escono bene dalla narrazione, risultando invece piuttosto negativi nella loro presenza. La villa, in questo caso, diventa il simbolo della libertà femminile: rifugio e respiro (soprattutto per la madre).

La scrittura è INCIAMPANTE: vengono utilizzati termini desueti e costruzioni sintattiche che richiedono attenzione nella lettura; tutto questo in una narrazione che da’ l’impressione di procedere per “forse” e per ricordi incerti piuttosto che per fatti precisi. Cialente rievoca fatti ed eventi come se fossero un sogno rielaborato, una sorta di album fotografico di famiglia che scorre tra periodi storici, ritratti di donne e frammenti di vita. Bel libro, ma che in certi punti mette un po’ di difficoltà.

"Le quattro ragazze Wieselberger" è LEVANTINO - come scrive anche Melania Mazzucco nella prefazione - e non nell'accezione negativa del termine, ma nel senso geografico e culturale per indicare un’area a est, orientale, in un crocevia di mondi e popoli. Risulta faticoso all’inizio, quando ci si deve abituare al ritmo e alla voce narrante, ma poi il finale ripaga: le quattro donne che camminano sulla spiaggia è un’immagine garbata che resta simbolicamente scolpita nella mente del lettore.

Il romanzo è stato definito anche DISCONTINUO: la prima parte ha una lettura più ostica e più frammentata; la seconda si fa più soggettiva e intima, e si legge con più facilità. C'è una DEDIZIONE che si sente, nel modo in cui Cialente costruisce il ritratto delle quattro sorelle per dare un quadro completo di un'intera generazione. La musica attraversa il romanzo con questa stessa dedizione, restituendo uno sfondo quasi viennese, MITTELEUROPEO, che si porta dietro tutta la complessità culturale della Trieste asburgica (una città che il libro descrive in modo bellissimo, con la sua identità di confine).

Qualcuno ha letto il libro con Trieste davanti agli occhi e ha detto che ha una certa magia, che mette voglia di tornarci. È un romanzo EMIGRANTE perché racconta di radici che si spostano in continuazione e proprio per l’ambientazione - ma anche per la sua essenza sensoriale, ha ricordato "Non tutti i bastardi sono di Vienna" di Andrea Molesini. La mostra fotografica della famiglia si sviluppa anche attraverso dei filmati che toccano diversi punti: l’irredentismo raccontato in modo polemico, discorsi che non evitano i toni razzisti dell’epoca, le disgrazie che si accumulano nella famiglia e nella storia senza sconti. Il libro è piaciuto a tutti, anche se con diverse sfumature di gradimento - alcune tematiche, come la questione femminile, lo rendono ancora parecchio attuale - e in alcuni ha lasciato il desiderio di leggere altro di Fausta Cialente, incuriosito dalla sua scrittura straordinaria.

Qui trovate i riferimenti extra testuali emersi durante la discussione:
- Altre opere di Fausta Cialente, come "Un inverno freddissimo" (1966), che le è valso un terzo posto al Premio Strega (vinto invece nel 1976 proprio con "Le quattro ragazze Wieselberger");
- "Non tutti i bastardi sono di Vienna", di Andrea Molesini

Le quattro ragazze Wieselberger - Fausta Cialente

"Le quattro ragazze Wieselberger" è un libro che ho trovato più interessante che coinvolgente, ma che merita comunque qualcosa in più di una semplice sufficienza. L’aspetto che mi ha convinta di più sono le descrizioni e i contesti. Trieste, l’atmosfera mitteleuropea, gli spazi della villa, le abitudini familiari: la Cialente sa costruire ambienti così “vivi” da renderli concreti, quasi come se si potessero vedere anche con gli occhi. Anche l’idea di intrecciare la storia privata con la Storia del Novecento - e di far emergere il peso e la tenuta delle figure femminili - è particolarmente simbolica, soprattutto se si pensa a quanto le donne fatichino a trovare una loro voce in questa narrazione.

Detto questo, la lettura non è stata sempre scorrevole. Ho avvertito un ritmo discontinuo, soprattutto nella prima parte, e una narrazione a tratti poco coesa: alcuni passaggi mi tenevano dentro, altri mi lasciavano più distante, richiedendo molta più attenzione e intensità. Anche se non mi è piaciuto come speravo, a questo libro riconosco grande eleganza e garbo. Sicuramente, leggerò anche altro di Fausta Cialente.

Twoqueens - Marina Dolce, Elisa Pasetti

Quando Marina ed Elisa si incontrano per la prima volta in un locale dal nome ambiguo a Montichiari, capiscono subito di avere trovato l’una l’anima gemella dell’altra.

È l’inizio di una storia che con pazienza, determinazione, coraggio e soprattutto tanto, tanto amore, le permetterà di arrivare costruire la loro famiglia, affrontando tutte le difficoltà che la vita pone loro davanti. Dalla relazione a distanza fra Brescia e Milano alla perdita del lavoro di Marina, passando per litigi, crisi di coppia e la pandemia, assieme riescono a superare ogni avversità, compreso il dolore più grande: quello del lutto. Il tutto senza mai perdere la speranza e soprattutto tenendo ben saldo quel legame profondo che le lega direttamente al cuore.

Marina Dolce ed Elisa Pasetti vivono a Desenzano e da anni condividono la loro storia assieme sui social tramite il loro profilo Instagram, @twoqueensfamily, che conta oltre 170.000 follower. Grazie a questa pagina, ogni giorno condividono con i loro follower la semplicità e la spontaneità della loro vita da moglie e moglie. Nel maggio del 2022 suggellano il loro amore in una romantica location vicino a Montichiari, mentre il 26 dicembre 2024, nel giorno di Santo Stefano, nasce la loro principessa: Petra.

“Two Queens – Una storia d’amore” (Ultra Edizioni, 2024) è la cronaca di tutto questo.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/two-queens-una-storia-damore-marina-dolce-elisa-pasetto/

Dating boys - Michele Lourado Menendez

In un paesino di montagna, fra i monti della Val Trompia, si consuma un omicidio: si tratta del sagrestano della parrocchia di San Bernardo. A far luce su quanto accaduto è chiamata a indagare l’ispettrice Isabella Carnevali. Nulla sembra avere senso in questo omicidio: non esiste movente, non ci sono coinvolgimenti solidi e, a parte il collegamento con un’app di incontri, nessuno sembra essere propriamente il colpevole.

Una fitta rete d’indagini arriverà a scoprire i segreti oscuri di Padre Alberto, il parroco, principale sospettato e assiduo utilizzatore dell’app. Applicazione che porterà anche a sospettare di Lorenzo e Mark, una coppia di fidanzati, apparentemente estranei ai fatti. Un intreccio di ardore, mostruosità e segreti si tesse nel piccolo paesino di San Bernardo, dove la morte e la crudeltà s’insinuano e si nascondono in bella vista, all’ombra della bellezza della natura circostante.

È “Dating Boys”, l’ultimo libro di Michele Lourado Menendez, un giovane autore bresciano classe 1990 che ha in precedenza scritto “Il sogno dell’arcobaleno” e “Il Principe delle Nevi”.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/dating-boys-michele-lourado-menendez/

Fino al Sole, fino alla Luna - Marisa Mazzini

Mettere il nostro cuore su una macchina del tempo e con essa tornare indietro a quando avevamo dodici anni. Questo bisogna fare prima di iniziare a leggere “Fino al sole, fino alla luna”, romanzo d’esordio della bresciana Marisa Mazzini. Perché, solo leggendo le prima pagine con il candore di una anima giovane, possiamo davvero entrare nella storia.

Marisa Mazzini, all’anagrafe Erika Zini, è una scrittrice bresciana nata nel 1995. Laureata in lingue e letterature straniere a Milano, dove attualmente vive, è approdata a questo primo romanzo edito da Another Coffee Stories. Un’opera sincera, ispirata a vicende vissute in prima persona, che chiede di essere letta con empatia perché affronta temi complessi raccontandoli dal punto di vista potente dell’infanzia. Una separazione piena di tensioni, la violenza domestica, le conseguenze e le scelte dolorose che le vicende dei genitori impongono sui loro figli. Tutto viene filtrato attraverso la sensibilità di una bambina che non ha ancora le parole per descrivere ciò che accade, ma che in realtà comprende molto più degli adulti.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/fino-al-sole-fino-alla-luna/

Racconti - Amelia Dusi

Senza più la spinta della memoria, i destini di donne e uomini rischiano di finire nel dimenticatoio, relegati tutt’al più in immagini sbiadite nascoste in qualche cassetto.

Recuperare le loro esistenze, ridare un palpito di vita al loro ricordo è compito di storici e ricercatori ed è ciò che si è proposta Amelia Dusi con questa nuova pubblicazione (“Racconti. Il paese cambia”) uscita nel 2025 per LiberEdizioni, terzo volume di un’ideale trilogia della desenzanità.

La macrostoria nazionale e mondiale resta sullo sfondo, fa capolino qua e là tra le pagine, ma è la microstoria della capitale del Garda a costituire trama e ordito di una narrazione in più capitoli in cui le atmosfere sono pienamente recuperate all’attenzione del lettore.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/desenzano-del-xx-secolo-nel-libro-di-amelia-dusi/

I guerrieri d'inverno - Olivier Norek

Il Romanzo racconta della strenua resistenza opposta dalla piccola e giovane Finlandia, contro la potente Russia di Stalin. Gli scontri tra i due Stati vennero battezzati con il nome di “Guerra d’inverno” perché si svolsero nell’inverno del 1939, poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale. E forse proprio a causa dei terribili avvenimenti che si svolsero negli anni successivi, questa guerra ai confini dell’Europa fu presto dimenticata. È un bel libro, ne consiglio la lettura!

Cucina per l'anima - Marisa Scotto

La cucina che mi piace: naturale, etica, colorata, deliziosa!
Ricette semplici e squisite, ispirate alla tradizione millenaria dello yoga e dell'ayurveda, mixate con la nostra tradizione vegetale.
Cucina come gesto d'amore e di gioia!

Qualche ricetta del libro?
✓ Risotto al pesto di zucchine e noci
✓ Vellutata di pomodori arrostiti e basilico
✓ Omelette gustosa ai carciofi
✓ Crostata di grano saraceno, mele e datteri

Molto bello!

La lunga ombra - Celia Fremlin

Sulla scia di Shirley Jackson, un testo in cui il mistero cresce silenzioso e a piccoli passi, pagina dopo pagina. Tra la metà e la fine forse si dilunga un po’ troppo, confondendo leggermente le acque (che sia uno stratagemma ad hoc?), per svelarsi poi con un guizzo nelle ultime pagine. Godibile.