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Presto torneremo a casa
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Bab Bonde, Jessica - Bergting, Peter <1970->

Presto torneremo a casa / Jessica Bab Bonde, Peter Bergting

Einaudi ragazzi, 2019

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  • Gesamtkopien: 1
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Abstract: Quando Tobias aveva sei anni rimase nascosto per cinquanta giorni in una soffitta per sfuggire ai nazisti. Per il suo compleanno Livia ricevette una bicicletta rossa che aveva tanto desiderato. L’anno dopo venne stabilito che gli ebrei non potevano possedere mezzi di trasporto, e Livia fu costretta a consegnarla alle autorità. Di due famiglie numerose Selma e sua sorella furono le sole a sopravvivere all’Olocausto. Quando il campo di Bergen-Belsen fu liberato Susanna era così debole che dovette essere trasportata in braccio fuori dalla baracca. In una busta teneva stretti gli occhiali e il diario che erano appartenuti a suo padre prima che morisse. Quando la Seconda guerra mondiale finì ed Emerich venne portato in ospedale aveva 21 anni, era alto 175 centimetri e pesava 34 chili. Elisabeth era sola quando arrivò in Svezia. Ma al sanatorio incontrò altri ragazzi ebrei che come lei erano sopravvissuti. E insieme formarono una piccola famiglia. Tobias, Livia, Selma, Susanna, Emerich ed Elisabeth erano bambini o adolescenti durante l’Olocausto e raccontano le loro terribili esperienze. Quel che successe a loro e alle loro famiglie. Cosa provarono. Come si sono salvati. E ciò che hanno perduto. Raccontano di fame, scuole interrotte, famiglie divise, sogni infranti. Ma anche di una nuova accoglienza dopo la guerra, e di come si può continuare a vivere, nonostante tutto.

La mattina dopo
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Calabresi, Mario <1970->

La mattina dopo / Mario Calabresi

Mondadori, 2019

Abstract: Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c'è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c'è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi . A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l'incidente in cui ha perso l'uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell'oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».

Eh già... sono ancora qua!
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Flocchini, Luca

Eh già... sono ancora qua! / Luca Flocchini

Libro pubblicato dall'autore, 2019

Abstract: Un attimo che lo cambierà per sempre. Una seconda occasione per vivere una nuova vita. Sarà come rinascere, questa volta per essere finalmente e davvero se stesso. Questo è successo a Luca. La sua vicenda nasce dalla nuova consapevolezza acquisita e dalle intense emozioni vissute da quel momento fino a oggi. Dal fatidico giorno dell'incidente, attraverso la surreale esperienza vissuta: dal Milpark Hospital agli svariati ospedali italiani, per ripercorrere l'intero cammino della seconda rinascita, fino a scoprire che c'è qualcosa che è forse più importante della guarigione fisica. Una storia vera. Il racconto di un cambiamento possibile per tutti. Per quanto riguarda il titolo, Luca è stato ispirato dalla famosa canzone di Vasco Rossi intitolata: "Eh... già" che nel testo recita più volte: "... Sono ancora qua!"

La vita inizia dove finisce il divano
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Benini, Veronica <1976->

La vita inizia dove finisce il divano / Veronica @Spora Benini

DeAgostini, 2019

Abstract: Che cosa succede quando ti rendi conto che la tua vita ti sta stretta? Che non ti corrisponde, perché è fondata sulle aspettative degli altri? Moltissime persone sentono una profonda esigenza di cambiare, ma è così difficile capire quando è arrivato il momento di dire “basta”, e vedere la via per farlo davvero. A 33 anni, Veronica vive a Parigi, ha un ottimo lavoro, un marito, una casa. Ha perfino comprato il divano che sognava da bambina. Ma nel giro di una notte la terra le viene meno sotto i piedi: un cancro al collo dell’utero, il marito che chiede il divorzio, le cose di ogni giorno che sembrano perdere senso. Mentre cerca di capire come rialzarsi, Veronica apre un blog e un account Twitter, e trova online una community pronta a seguirla e sostenerla. Si fa strada la pazza idea di mollare tutto e andare a vivere in un furgone Volkswagen: non per fare una vacanza “da hippie”, ma per cominciare una vita completamente nuova in Italia, dedicandosi a un’attività ideata, pianificata e lanciata da lei, infischiandosene del giudizio degli altri (perché si sa, dal divano sono tutti furgonisti). E che importa se ancora non ha la patente! Comincia così un’avventura on the road – fra autisti trovati su Twitter, amicizie straordinarie e iniziative social che sfociano nella vita reale – ma anche una storia imprenditoriale di successo che diventa un modello per moltissime donne. “Spora” è il nickname di Veronica sul web, ma è diventata anche una SRL. “Spora” è un personaggio che dà voce a tutte quelle persone che sono ancora e sempre alla ricerca di sé stesse e della propria personale strada verso la felicità. “Spora” è la protagonista di questo libro in cui – partendo dalla sua storia e dalle esperienze vissute sulla sua pelle – Veronica dimostra che si può rinascere, si può credere in sé stesse, si può ricominciare. Perché l’Ormai non esiste.

Tralummescuro
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Guccini, Francesco <1940->

Tralummescuro : ballata per un paese al tramonto / Francesco Guccini

Giunti, 2019

Abstract: "Radici" è il titolo di uno dei primi album di Francesco Guccini, e radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana - piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori - e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l'italiano e il dialetto, come da sempre ama fare. Oggi Pàvana è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più. È in questo silenzio che il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Rinascono così personaggi, mestieri, suoni, speranze: gli artigiani all'opera in paese o lungo il fiume, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi, gli animali e i frutti della terra, un orizzonte piccolo ma proprio per questo aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine sono percorse da una continua ricerca delle parole giuste per nominare ricordi, cose e persone del tempo perduto; la malinconia è sempre temperata dalla capacità di sorridere delle umane cose e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti, atmosfere, vite non illustri eppure piene di significato. Francesco Guccini non canta più, ma la sua voce si leva di nuovo per noi, alta, forte, piena di poesia, per consegnarci un'opera che è testamento e testimone da raccogliere, in attesa di una nuova aurora del giorno.

Il gusto della felicità in 50 ricette
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Bianchi, Marco <1978->

Il gusto della felicità in 50 ricette / Marco Bianchi

HarperCollins, 2019

Abstract: Oggi per la prima volta Marco ha deciso di raccontarsi, ripercorrendo i momenti più importanti, gli incontri, gli aneddoti e i ricordi che lo hanno reso la persona che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. E lo fa attraverso 50 ricette facili e gustose, ma sempre perfettamente bilanciate, che aiutano il nostro organismo a trovare e mantenere quel benessere emotivo e fisico che è fondamentale per la nostra salute. Il tutto, come sempre, condito da suggerimenti per rendere deliziose anche le ricette più salutari e da "pillole di scienza" che spiegano le virtù di cibi e nutrienti. Perché se c'è una cosa che Marco ha imparato in questi primi quarant'anni e che vuole trasmetterci è che una sana e corretta alimentazione è la chiave della felicità.

Heimat
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Krug, Nora <1977->

Heimat : l'album di una famiglia tedesca / Nora Krug ; traduzione di Giovanna Granato

Einaudi, 2019

Abstract: Una giovane donna alla ricerca delle proprie radici che affondano nel periodo e nel luogo piú complessi del Novecento: la Germania hitleriana. Nora Krug setaccia archivi, colleziona foto, scova cimeli, rievoca memorie per ricostruire le vicende della sua famiglia e comprendere che ruolo essa abbia avuto durante il Nazismo. Il risultato, poetico e commovente, è una graphic novel di rara potenza immaginifica che si interroga su un senso di colpa collettivo che non accenna a disperdersi.

Siamo Palermo
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Agnello Hornby, Simonetta <1945-> - Cuticchio, Mimmo <1948->

Siamo Palermo / Simonetta Agnello Hornby, Mimmo Cuticchio

Mondadori, 2019

Abstract: Siamo Palermo: ovvero siamo fatti della stessa pasta di cui è fatta questa città. Simonetta Agnello Hornby e Mimmo Cuticchio si sono incontrati in anni recenti, ne è nata un'amicizia, ne è nata un'intesa che ha destato la visione a due voci di Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018. Simonetta e Mimmo raccontano e si raccontano, obbedendo al fascinoso labirinto che storia e memoria disegnano per loro. Ecco allora la Palermo della guerra, la Palermo vista dal mare e attraverso le trasparenze delle acque dolci che ancora la attraversavano, la Palermo della ricostruzione selvaggia, la Palermo dei morti per mafia. Ecco i vicoli della "munnizza", i palazzi nobiliari, le statue del Serpotta, magnifiche e sensuali, le prostitute (la bionda Nicoletta che faceva sollevare le pietre sulle quali camminava), il cuntista che fa roteare la spada per impressionare il pubblico, le grandi figure della Chiesa che si sono schierate con i poveri e contro la mafia, le atmosfere di sangue degli anni Novanta, lo Spasimo e Palazzo Butera, Palazzo Branciforte, l'arte e le isole pedonali. Simonetta e Mimmo evocano una città che guarda all'Europa, non solo in ragione della sua bellezza e delle sue contraddizioni, ma anche per il desiderio di futuro che vengono esprimendo le istituzioni e le nuove generazioni.

Arenaria
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Teobaldi, Paolo <1947->

Arenaria / Paolo Teobaldi

E/o, 2019

Abstract: Una lingua tenera e sorprendente che mai diventa virtuosismo, ma è sempre al servizio della bellezza dei luoghi e delle persone, del racconto di una Storia vista dalla parte degli ultimi. Un finissimo umorismo con venature nere ma sempre gentili. Un monte d’arenaria (che poi non è neanche un monte: 200 m slm il punto più alto): la prima altura che s’incontra scendendo dalla pianura padana, 60 km prima del monte Conero, lungo la costa adriatica. Con un versante, detto le Rive, che guarda verso nord-est, esposto ai venti di maestro, bora, greco e levante; l’altro, verso sud-ovest, benedetto dal sole e dalla storia. Un mondo piccolo, di pochi chilometri quadrati (l’Adriatico da una parte, i fondali dell’Appennino dall’altro) coltivato a mezzadria, pieno di personaggi, carico d’amore, di rabbia e d’ingiustizia. Nessuna indulgenza per come si stava bene una volta, per il pane fatto in casa: neanche per le lucciole. Storie da ridere per non piangere, da tramandare da padre in figlio: nella fattispecie un lascito da nonno a nipote, nella speranza che le parole sommerse siano ancora comprensibili.

Il primo bacio
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Pellai, Alberto <1964-> - Tamborini, Barbara <1972->

Il primo bacio : l'educazione sentimentale dei nostri figli preadolescenti / Alberto Pellai, Barbara Tamborini

DeAgostini, 2019 (stampa 2018)

Abstract: Il primo bacio non si scorda mai. Perché è un punto di svolta, il primo passo nel mondo sconosciuto della sessualità. Per questo è importante insegnare ai ragazzi a non sprecarlo, a dargli un significato, a chiedersi cosa vogliono e sentono davvero, prima di lanciarsi in un'esperienza tanto per farla. Non è mai troppo presto, né troppo tardi, per iniziare a parlare di primi baci e affettività: basta trovare il modo giusto, adatto all'età dei nostri figli. L'unica cosa che non possiamo proprio permetterci è tacere, soprattutto oggi che i giovani sono tempestati da stimoli troppo grandi per loro. In questo libro i coniugi autori ci aiutano a mettere a fuoco quale educazione sessuale e affettiva è bene trasmettere ai nostri figli, perché trovino la propria strada a partire da alcuni valori di riferimento. Ci danno suggerimenti per rompere il ghiaccio, per superare l'imbarazzo, per incoraggiare i ragazzi a confidarsi con noi. Ci mettono alla prova con test e situazioni tipo. Ma soprattutto, ci aiutano a calarci nelle mille emozioni legate al primo bacio, grazie a quaranta storie di primi baci, a volte belli, a volte meno, ma sempre e comunque indimenticabili.

Un continuo essere alunni
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Turroni, Paola <1971-> - Santini, Cristiana <1965->

Un continuo essere alunni : un'esperienza pedagogica e comunitaria senza confini / Paola Turroni, Cristiana Santini ; prefazione di Andrea Canevaro

Lindau, 2019

Abstract: Nel 1965 don Paolo Tonucci andò come missionario ed educatore nella zona di Salvador de Bahia, in Brasile, pensando di portare verità e aiuto a persone in difficoltà. Fu profondamente cambiato da quel viaggio, così come quel mondo lontano cambiò nell’incontro con lui. Molti anni dopo, una scrittrice e poetessa e una psicoanalista si imbattono nei suoi scritti dell’epoca e capiscono che quell’esperienza non è esaurita e può ancora essere una fonte di rinnovamento esistenziale. Attraverso la narrazione di fatti e personaggi legati alla comunità fondata da don Paolo, arricchita da approfondimenti analitici, Paola Turroni e Cristiana Santini portano alla luce un modo umanizzante di intendere l’educazione, in grado di proporre sorprese e suscitare un inatteso stupore. Educare è sempre l’incontro con un paese straniero, significa andare a casa di qualcuno per portare qualcosa di proprio. Può essere una invasione oppure uno scambio. Le autrici hanno voluto approfondire il delicato tema dell’educazione facendosi insegnare da una esperienza concreta ed estrema: l’esperienza missionaria di don Paolo Tonucci. Colpite dalle sue lettere, dalla sua idea di farsi “concime”, di saper scomparire, di divenire alunni per imparare a essere maestri, hanno incontrato il popolo da cui egli scriveva di essere stato educato, per farsi raccontare, per raccogliere quei frutti che egli sperava di aiutare a crescere. Il titolo “Un continuo essere alunni”, riprende una frase di don Paolo Tonucci e ci indica lo spirito del libro che si muove fra storie, emozioni, visioni, vite, umanità e il desiderio di capire, di sapere qualcosa di più sulla relazione educativa, sulle relazioni, sull’essere umano, per mezzo di riflessioni guidate dallo strumento teorico della Psicoanalisi, perché la teoria serva a estrapolare ciò che la vita può insegnarci e non viceversa.

L’inferno è un posto molto piccolo
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L’inferno è un posto molto piccolo : voci dall’isolamento carcerario / a cura di Jean Casella, James Ridgeway, Sarah Shourd ; traduzione di Luisa Ravagnani ; contributi di Todd L. Ashker ... [et al.]

A, 2019

Abstract: Lo Special Rapporteur on Torture delle Nazioni Unite, nel suo report del 2011 ha definito l’uso dell’isolamento per più di quindici giorni come trattamento inumano o degradante se non addirittura come tortura. Tale forma di detenzione esasperatamente punitiva coinvolge più di 80.000 persone recluse negli Stati Uniti d’America e solleva una moltitudine di doverose perplessità in tema di compatibilità del suo utilizzo con la tutela dei diritti umani dei detenuti. La raccolta della maggior parte dei saggi pubblicati nel volume scaturisce proprio da quei “buchi” senza finestre e senza aria naturale nei quali gli autori sono lasciati, come morti viventi, a volte anche per più di trent’anni.

Cronista del disagio autistico
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Pamparana, Andrea <1953->

Cronista del disagio autistico / Andrea Pamparana

Aracne, 2019

Abstract: Il bambino affetto da autismo ha lo stesso sguardo di un lupo. Ti fissa come se non esistessi, attraversandoti come una lastra di vetro. Fin dai primi mesi di vita, la sua attenzione non è rivolta agli occhi della madre ma alla bocca, rifugge dal riconoscimento facciale che gli crea ansia e insicurezza. È come un orsacchiotto abbandonato vicino a una sedia. Questo testo osserva la sindrome dal punto di vista delle famiglie che vivono il dramma quotidiano della battaglia contro le istituzioni, la burocrazia e i pregiudizi, attraverso le testimonianze di madri e padri raccolte dall’Indignato speciale. L’indagine si avvale del contributo scientifico di neuropsichiatri, assistenti sociali, pedagogisti, associazioni di familiari.

Grammatica dell'integrazione
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Ongini, Vinicio <1956->

Grammatica dell'integrazione : italiani e stranieri a scuola insieme / Vinicio Ongini

Laterza, 2019

Abstract: Un racconto prezioso delle tante realtà che nella scuola italiana da anni praticano l’integrazione a firma del maestro Vinicio Ongini, uno dei massimi esperti di questo tema nel nostro paese. L’integrazione tra italiani e stranieri è a scuola una realtà. Il libro chiama a raccolta i protagonisti delle tante esperienze positive in atto da anni nelle aule del nostro paese: insegnanti, presidi, alunni, sindaci, genitori, artisti mostrano i tanti modi in cui l’integrazione si declina. Si incontreranno in queste pagine i ‘costruttori di ponti’ delle scuole dell’infanzia e gli esercizi di ‘buon senso’ degli studenti; si racconteranno i tentativi di convivenza e di resistenza quotidiana nei comuni e nelle periferie delle città. Si prenderanno molto sul serio le preoccupazioni e le paure delle famiglie. L’integrazione è certamente un aiuto a chi è in difficoltà, ma può essere un arricchimento per tutti: un buon numero di studenti ‘stranieri’ conosce le lingue e il mondo meglio degli studenti italiani;alcuni di loro proseguono gli studi superiori e poi si iscrivono all’università, un chiaro segnale di fiducia e speranza nel futuro. Fare integrazione vuol dire allora costruire legami di comunità e scoprire che l’influenza reciproca può essere vantaggiosa per tutti. Nel tempo dell’‘emergenza migranti’, di ‘prima gli italiani’, abbiamo bisogno più che mai di una ‘grammatica dell’integrazione’ che insegni a costruire nuove visioni di futuro.

Mio fratello Carlo
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Vanzina, Enrico <1949->

Mio fratello Carlo / Enrico Vanzina

HarperCollins, 2019

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Abstract: Insieme sono una parte importante della storia cinematografica e di costume italiana e per questo “Mio fratello Carlo” di Enrico Vanzina è il tassello di un’esperienza personale e collettiva che è difficile da dimenticare. I fratelli Vanzina sono da tanti anni sugli schermi con i loro film, ma in pochi sanno che il loro sodalizio, brutalmente interrotto dalla morte di Carlo, nasce da un’intesa fraterna ben più importante. Sessant’anni di esperienze, di momenti di salita e di discesa, di successi, risate, di televisione e di cinema, sempre insieme. Poi è arrivato l’annuncio della malattia e la graduale scomparsa nel giro di un anno di Carlo. Ad Enrico è rimasto l’attonito dolore, lo smarrimento e il ricordo e una riflessione più generale sul senso dell’esistenza e su quel carro che sembra portarci avanti e indietro da mondi diversi, imperturbabili e incomunicabili. In “Mio fratello Carlo” c’è tutto il dolore e la scoperta di non essere nessuno di fronte alla morte che ti porta via chi hai di più caro al mondo. Enrico Vanzina compie così un gesto quasi rivoluzionario per riuscire a diventare parte di un grande tutto, per sentirsi vicino al fratello, anche dopo la sua morte.

Vite che non sono la mia
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Carrère, Emmanuel <1957->

Vite che non sono la mia / Emmanuel Carrère ; traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio

Adelphi, 2019

Abstract: Nell'esperienza di ogni lettore c'è sempre l'incontro - spesso casuale, a volte unico - con un libro dall'apparenza innocua, inoffensiva, ma che poi si rivelerà essere una di quelle letture che cambiano la vita, o, quantomeno, ne sconvolgono le più sedimentate convinzioni. Ecco: Vite che non sono la mia è uno di quei libri. La storia è, come spesso lo sono le storie vere, semplice e terribile. Durante le feste di Natale del 2004, Emmanuel Carrère è in vacanza con la famiglia in Sri Lanka. Sono i giorni in cui lo tsunami devasta le coste del Pacifico: tra le migliaia di morti c'è anche Juliette, la figlia di quattro anni di una coppia di francesi a cui Carrère - accidentale testimone dello strazio di una famiglia - si lega. Qualche mese dopo, al ritorno in Francia, un altro lutto: la sorella della compagna dello scrittore - che casualmente si chiama anche lei Juliette - ha avuto una ricaduta del cancro che già da ragazza l'aveva colpita rendendola zoppa. Ha trentatre anni, un marito che adora, tre figlie, un lavoro come giudice schierato dalla parte dei più deboli, e sta morendo. Dall'incontro con Etienne, amico e collega di Juliette, anche lui passato attraverso l'esperienza della malattia, Carrère capisce che non può nascondersi per sempre: deve in qualche modo farsi carico di queste esistenze in un corpo a corpo con quell'informe che è la vita. Raccontare ciò che ci fa più paura. Ritrovare nelle vite degli altri, in ciò che ci lega, la propria. E quello che fa un testimone.

L'asino del Messia
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Goldkorn, Wlodek <giornalista>

L'asino del Messia / Wlodek Goldkorn

Feltrinelli, 2019

Abstract: "Guarda, questi sono i luoghi di re David, dei profeti". Nel 1968 Wlodek Goldkorn è un ragazzo gettato dal cuore dell'Europa alle strade di Gerusalemme. Con la sua famiglia è costretto a lasciare Varsavia, da apolide, da "non cittadino", e va in Israele, per trovare una terra in cui poter essere libero. Da un luogo perduto a un luogo da conquistare. "Osservavo mio padre, con le mani saldamente aggrappate alle assi del camioncino. Era di fronte a me. Lo sguardo rivolto fuori, i miei occhi pieni della curiosità di imparare a memoria il nuovo paesaggio della patria". Goldkorn prova interesse per la sua nuova terra, ma anche attrazione per tutto ciò che è arabo. Con un esercizio della memoria, lo stesso protagonista del "Bambino nella neve" racconta Israele e Gerusalemme: non solo la città reale, ma anche le altre Gerusalemme, immaginarie e sognate. Riflette sui simboli e sulle identità, su quella sovrapposizione dei ricordi e dei luoghi che ha qualcosa di morboso e artificiale. Parla dello scarto fra l'ideale sionista di creare un ebreo nuovo, pioniere e agricoltore, e la realtà che ha riprodotto il vecchio mondo, popolato dai fantasmi della Shoah. Ma si dichiara innamorato della lingua ebraica e della grande letteratura israeliana, quella di Amos Oz e di Lea Goldberg. La chiave del suo racconto è la nostalgia del futuro, che mette in moto il bisogno di ricostruire un passato denso di dolore e di violenza, ma anche il desiderio di conoscere e amare che appartiene a ogni adolescente impegnato nella fatica di diventare uomo.

Storiemigranti
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Bernardi, Nicola <1988-> - Sio <1988->

Storiemigranti / Nicola Bernardi & Sio

Feltrinelli, 2019

Abstract: In un momento storico in cui le parole "immigrato", "richiedente asilo" e "clandestino" vengono sbandierate quotidianamente, è facile dimenticare che non si tratta di numeri, ma di persone. Di esseri umani, ciascuno con una vita. Con una sua storia. Sio e Nicola Bernardi, in collaborazione con il Centro di solidarietà L'Ancora di Sanremo, sono andati nei centri di accoglienza straordinaria, nella provincia di Imperia, a scoprire le storie dei migranti ospitati. Per raccontarle con ritratti fotografici e fumetti. Trentadue straordinarie storie normali, di vita vissuta e quotidiana, per ricordare come, tutte le volte che sentiamo parlare di cento persone in una barca allargo delle nostre coste, stiamo parlando di tutti noi.

Scalare il mondo
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Bonatti, Walter <1930-2011>

Scalare il mondo / Walter Bonatti ; a cura di Angelo Ponta ; illustrazioni di Andrea Ponta

Solferino, 2019

Abstract: Inseguendo i propri sogni di bambino, Walter Bonatti è diventato un personaggio leggendario, il simbolo stesso dell'avventura. Perché nelle sue sfide si è spinto sempre un po' più in là, ed è andato tanto avanti da riuscire ancora oggi a dirci qualcosa di nuovo. Erano i sogni a guidarlo, e lui ha passato la vita a realizzarli. Non solo i suoi: quelli di tutti. Scalare montagne, calarsi nei vulcani, costruire una zattera, spiare le tigri da una capanna sugli alberi, rincorrere lucertoloni preistorici, viaggiare in canoa sulle tracce dei cercatori d'oro, tirare frecce con gli indigeni, cercare rocce magiche in Amazzonia, piantare una tenda al Polo Sud o su un'isola deserta, tuffarsi da una cascata, guardare negli occhi orsi e leoni. Chi non ha mai fantasticato una di queste avventure? Ecco: lui le ha vissute tutte, e altre ancora, con meraviglia e coraggio. Coerente e solitario, Walter ha imparato presto a contare su se stesso, ha testardamente coltivato il corpo e la mente, combattendo contro i pericoli ma anche contro bugie e incomprensioni. Ha vissuto l'impossibile e ce lo ha raccontato, insegnandoci ad affrontare la paura e a non perdere la fantasia. Le sue parole, e quelle di chi lo ha conosciuto, rivelano in queste pagine l'incredibile viaggio di un ragazzo che diventa uomo, ma anche i segreti del suo successo e della sua scrittura. Una vita intera raccontata attraverso le storie più avvincenti, le emozioni e le delusioni più intense. E le più belle (e inedite) lettere d'amore.

Qualcuno da amare e qualcosa da mangiare
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Biagiarelli, Lorenzo <1990->

Qualcuno da amare e qualcosa da mangiare : ricette, storie e incontri di pura felicità / Lorenzo Biagiarelli

DeAgostini, 2019

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Abstract: Quante sono le cose che ci nutrono, nella vita? Potrebbe essere un incontro fortuito, su un marciapiedi di Londra, tra una bellissima ragazza coreana e un tipo che si è trasferito da Cremona per diventare una rockstar ma è stato appena licenziato in tronco da una caffetteria. O la frittata della nonna. O il momento in cui una mamma insegna per la prima volta come fare una cheesecake al suo bambino. O una chiacchierata, nell'ora più tranquilla, tra il cuoco kosovaro di un pub serbo e un barista italiano, mentre preparano una carbonara senza pecorino né guanciale chiedendosi se davvero la vita è rischio, come diceva Vittorio Gassman in Sleepers. O il volo traballante di una compagnia indiana, dove due innamorati si tengono per mano pregando di sopravvivere almeno fino al prossimo tandoori di pollo. O il curry preparato da un napoletano per festeggiare l'amicizia tra due padri separati, che diventa quasi una parentela. O i mac and cheese di una cena per soli uomini, uno dei quali ha dodici anni. O il primo kebab, lezione di vita e di apertura al mondo. Oppure il momento in cui quella cucina dove un giorno sei entrato per preparare dei gamberi diventa la cucina di casa tua. D'altra parte, non esistono a questo mondo altre ragioni per cui mettersi ai fornelli se non queste due: la sopravvivenza e l'amore.