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Il castello di Otranto
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Walpole, Horace

Il castello di Otranto

[Milano] : Frassinelli, copyr. 1995

Abstract: Ambientato in un medioevo italiano fantasiosamente cupo, tra passaggi segreti e cieli tempestosi, rumori misteriosi e terribili scene notturne, Il castello di Otranto accumula delitti e rimorsi, scambi di persone, fanciulle perseguitate, innamorati infelici, un fantasma tanto inquieto da sconquassare tutti i muri del castello e, naturalmente, anche un padre che uccide la figlia riconoscendola solo quando è troppo tardi. Non si può leggere nessun romanzo del terrore a prescindere da questo, perché è da questo che discendono tutti gli altri.

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Il castello di Otranto viene considerato il capostipite del genere gotico; tuttavia, resta ancora legato ad altre tradizioni letterarie e risulta estremamente particolare oltre che, a mio avviso, facilmente sottovalutabile.
Ricco di simboli che diventeranno topoi, largamente sfruttati da chiunque si accinga successivamente a parlare di fantasmi, castelli, tormenti interiori, è estremamente teatrale e solenne. I personaggi sembrano recitare con pomposa voce diaframmatica ogni loro parola, cosa che mi ha ricordato con piacere diverse tragedie greche. Le passioni ostentate e stereotipate mi hanno, invece, riportato alla mente l'epica francese antica. Penso alla folle ira di Manfredi (me lo immagino con questi occhi rosso fuoco preda della passione) e la sua caccia a Isabella e ricordo Tristano e Isotta, leggo del combattimento di Teodoro con il cavaliere armato e penso all'Orlando furioso. Ogni scena, anche se non è descritta con perizia, è spalmata di una patina seppiata e cupa e fa da sfondo all'azione e alle parole dei personaggi.
Va letto tenendo in considerazione l'intento letterario e il contesto storico e permettendogli di astrarci dalla forma mentis a cui siamo abituati. È stato come vedere un film Disney sapendo esattamente che avrei passato metà del tempo a sentir cantare, oppure Matrix, aspettandomi di vedere Neo che schiva pallottole al rallentatore, consapevole della discutibilità della logica, nonché degli effetti speciali. Ad alcuni può sembrare assurdo, anche ridicolo, io gli concedo il beneficio del dubbio. È come accettare di stare al gioco dei Se.
Non è diventato uno dei miei romanzi preferiti, ma sicuramente mi è piaciuto.

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