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I racconti della Kolyma
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Salamov, Varlam Tichonovic <1907-1982>

I racconti della Kolyma

Milano : Adelphi, 1999

Abstract: Racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche caso della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un'occasione di abbruttimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Nulla riscatta l'orrore di questo macabro mondo, neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Salamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l'uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Salamov quella tenera ironia che a tratti illumina l'universo torturante che gli diede in sorte la storia. I racconti della Kolyma apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.

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Clara Toninelli
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La Kolyma è un fiume della Siberia, sulle cui sponde negli anni di Stalin, ebbe sede uno dei lager più atroci della Storia.
Salamov, condannatovi *ingiustamente* (come moltissimi altri), vi trascorse interminabili anni, riuscendo miracolosamente a sopravvivere.

Questi racconti sono una fedele e asciutta testimonianza della vita nel campo. Tutto è ricordato e descritto: e tutto è così crudele e dissennato, che pare inverosimile che l'uomo possa essere all'uomo un simile lupo.

Anche Solzenicyn, com'è noto, ha messo al centro della sua opera la sua esperienza nel gulag.
Tuttavia io gli preferisco, perché mi sembra più vera, la scrittura di Salamov: non nonostante, ma proprio perché spoglia di quel lirismo di cui Solzenicyn può ancora talvolta permettersi il lusso.

#RBBCreadingchallenge2019 - 24: un libro con più di 500 pagine

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