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La ragazza del convenience store
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Murata, Sayaka <1979->

La ragazza del convenience store

E/o, 2018

Abstract: Keiko sbaglia. O almeno questo è quello che le dicono tutti. È sempre stata considerata una ragazza strana, sia a scuola che in famiglia. Il suo modo di guardare il mondo in maniera logica, senza ipocrisie o compromessi, crea forte imbarazzo in chi la circonda. In una società formale e conformista come quella giapponese sembra una vera e propria aliena. Ma Keiko non è una ribelle, e non trova altra soluzione se non un progressivo allontanamento da tutto e tutti. Qualcosa inizia a cambiare a diciotto anni, quando risponde all’annuncio di un supermercato che cerca commesse part-time. Potrebbe essere una svolta, un modo per cominciare a integrarsi nella realtà che la circonda, ma diciotto anni dopo è ancora lì, etichettata come “quella strana”, mentre si trascina stancamente un giorno dopo l’altro. Fino a quando incontra Shiraha, presto licenziato dal supermarket per i suoi comportamenti inopportuni. Per aiutarlo Keiko gli propone di andare a vivere insieme, così da mantenere una facciata di rispettabilità nei confronti degli altri. Ma quella che poteva essere un’improbabile storia d’amore diventa invece uno scavo sempre più profondo nella mediocrità di un’esistenza come tante. Fino a quando Keiko non raggiunge una sorprendente illuminazione e abbraccia finalmente il suo vero io.

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Alice Raffaele
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"In questo piccolo mondo che si regge sulla normalità gli elementi estranei devono essere eliminati, uno dopo l’altro, in silenzio. Le presenze anomale vanno scartate. Ecco perché devo guarire. Altrimenti sarò allontanata dalla grande tribù delle persone 'normali'."

Keiko fa la commessa in un konbini, uno di quei tanti negozietti di città che offrono tutti i beni di prima necessità, aperti ventiquattr'ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Ha un contratto a tempo determinato, fa gli straordinari più che volentieri, riesce a gestire situazioni critiche e collabora con i colleghi. Solo che svolge questo mestiere da quasi diciotto anni, dai tempi dell'università, e non ha un compagno né tantomeno dei figli. Ed ecco che la gente la reputa strana, anormale, un outlier da ridimensionare e riportare sulla retta via della media. I genitori, la sorella, le amiche, i colleghi e il suo capo: tutti quanti hanno il loro da fare a evidenziare le differenze tra la sua e le loro vite, giudicate invece conformi alla norma, al loro mondo.

"Può straparlare quanto gli pare ma non riesco a capire cosa intenda per 'mondo imperfetto'. Il suo discorso non ha senso, anche perché non credo che esista un 'mondo perfetto' in assoluto. Del resto non mi è mai stato chiaro a cosa ci si riferisca quando si parla di 'mondo'. In fondo che cos’è il mondo? Mi è sempre parso un concetto troppo astratto e inafferrabile."

Sì, Keiko è strana, ma chi d'altronde non ha le proprie peculiarità? La scrittrice tratteggia il suo carattere con delicatezza. Ogni azione che la protagonista compie per assimilarsi agli altri fa stringere un po' il cuore; la si vorrebbe abbracciare, ma probabilmente sarebbe troppo fragile e rischierebbe di rompersi. Ciò che affronta Keiko in questo lungo racconto è quello che molte persone si trovano davanti ogni giorno: l'insicurezza su sé stessi e le proprie aspirazioni; la difficoltà di trovare il proprio percorso; la consapevolezza che il proprio sé abbia il diritto di valere più dell'opinione di persone sconosciute. È qualcosa che in fondo abbiamo tutti in comune, il disperato bisogno di accettarci noi stessi, per poi realizzarci al di fuori: perché non dovremmo supportarci a vicenda?

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