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L'isola dell'abbandono
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Gamberale, Chiara <1977->

L'isola dell'abbandono

Feltrinelli, 2019

Abstract: Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce. E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

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Alice Raffaele
45 posts

Premessa necessaria: in passato ho letto altri due libri della Gamberale e non mi erano piaciute né le trame né i personaggi né lo stile di scrittura. Perché quindi ho deciso di avventurarmi verso l'isola di Naxos assieme all'Arianna protagonista della sua ultima opera? Semplicemente per il prompt numero 46 della RBBC Reading Challenge 2019: "Un libro di un autore che non sopporti" (specifico che non ne sopporto lo stile, non la persona in sé che non conosco).
Ho voluto darle questa nuova possibilità e ho seguito il filo del suo personaggio, questa donna persa in un labirinto di insicurezze, indecisioni, paure, scelte abbastanza discutibili, abbandonata da un Teseo che di eroico ha ben poco, affascinata subito dopo da un Dioniso (che nella storia con il dio del vino ha in comune l'iniziale) ma poi conquistata da un altro uomo che lei mitizza, fino a quando non si rende conto che è umano anch'egli e, da umano, erra e si sbriciola (leggero spoiler).
Cosa ho apprezzato? Le citazioni e i riferimenti al mito all'inizio di ogni parte, da appassionata di mitologia. Il romanzo si fa leggere, offre qualche spunto di riflessione (soprattutto all'inizio con la riunione dei GeniSoli, i genitori single) ma per il resto l'ho trovato abbastanza banale, con dialoghi e azioni prevedibili nonostante l'intreccio volutamente incasinato, da provare a sbrogliare mettendo da parte le anticipazioni che si colgono nelle righe.
Ecco, ci ho ritentato, ma temo che alla prossima opera nuovamente la pianterò "in asso".

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