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R: Il calore del sangue - Irene Nemirovsky

Ho collegato questo breve romanzo di Irène Némirovsky con la seguente poesia di Philip Larkin, "This be the verse":

"They fuck you up, your mum and dad.
They may not mean to, but they do.
They fill you with the faults they had
And add some extra, just for you.

But they were fucked up in their turn
By fools in old-style hats and coats,
Who half the time were soppy-stern
And half at one another’s throats.

Man hands on misery to man.
It deepens like a coastal shelf.
Get out as early as you can,
And don’t have any kids yourself."

"Il calore del sangue" parla delle passioni che rivelano noi stessi, o forse solo alcune parti di noi; il titolo si riferisce sia alle emozioni sia ai legami familiari che potrebbero condizionare come ci poniamo agli altri, consciamente o meno, magari ripetendo le stesse azioni (giuste o sbagliate?) che, decenni prima, erano state compiute da genitori e/o altri parenti. Stranamente per la Némirovsky, non è trattata in alcun modo la questione degli ebrei, come in sue altre opere.

La storia è raccontata in prima persona da Sylvestre, detto anche Silvio, un cugino acquisito della coppia composta da Hélene e Francois, genitori di Colette e altri due bambini.
Colette sta per sposarsi con Jean, un giovane tranquillo e con la testa sulle spalle; in mente, come ideale, ha la storia d'amore dei suoi genitori. Otterrà qualcosa del genere? Sarà davvero tutto così idilliaco come sembra? La risposta non è univoca, ma non aggiungo altro per non scrivere anticipazioni.

La trama non è delle più intricate, anzi, un po' prevedibile grazie agli indizi lasciati in giro qua e là dalla scrittrice; però l'intreccio delle azioni, così come la narrazione non in tutto il libro in ordine cronologico, è sempre magistrale. Si arriva a percepire il fuoco dei sentimenti dei personaggi, ben caratterizzati; si assapora il tepore, anche grazie al lessico specifico esplicito (e.g., l'uso frequente del verbo "bruciare", "ardere" o altri termini quali "calore"). Però è mancata - stando in tema - quell'ultima scintilla imprevista che scappa all'improvviso e incendia il tappeto, le tende, i mobili, la casa, il lettore: sarebbe stata devastante.

I nostri ragazzi - Alessandro Gassman ... [et al.]

A differenza di quella americana firmata da Oren Moverman, la trasposizione italiana del romanzo "La cena" di Herman Koch - autore da non tralasciare - rinuncia volentieri alla piacevolezza un po' torpida ed a sfruttare l'abbondanza di dialoghi salaci e riflessioni in punta di bisturi.
Il dilemma etico nasce ancor prima che l'evento focale accada, e ogni cosa tende a collassare ed addensarsi attorno ad esso: non c'è spazio per le giustificazioni e le rielaborazioni, la realtà morale dei personaggi viene esposta senza commento, e l'inatteso emerge da ciascuna persona in tutta chiarezza. Essenziale e salutare.

Re: Bresciaoggi

Novità?
Oggi mi è stato detto in biblioteca che l'abbonamento è stato rinnovato.
Perché non è disponibile per noi utenti?

Memorie di Adriano - Marguerite Yourcenar

“TRAHIT SUA QUEMQUE VOLUPTAS”.
Questa frase virgiliana, citata anche da Adriano nella sua lunga lettera a Marco Aurelio, indica sia tutta l’attitudine del personaggio sia l’enorme ricerca di Marguerite Yourcenar, autrice di questo capolavoro.
Questo è stato il titolo che mai aveva messo così tanto d’accordo tutti i partecipanti del nostro gruppo di lettura. Non è una lettura facile, anzi, mette alla prova anche i lettori più forti, quelli che masticano pagine su pagine di continuo; a queste trecento pagine bisogna dare il tempo che richiedono, bisogna soffermarsi quasi a ogni riga per ammirare a bocca aperta il notevole e immenso “labor limae” della Yourcenar, come ha magistralmente detto una partecipante citando Orazio.
Perché ogni termine utilizzato è raffinato, non nel senso di elegante, bensì in quello di pulito esteticamente, scelto, perfezionato: non c’è una parola o un simbolo ortografico fuori posto. Stilisticamente è un’opera sensazionale, non solo perché è il frutto di un lavoro di una vita intera (inizialmente buttato, poi quasi bruciato, infine accolto e approfondito, amato). Definirlo solo “romanzo storico” sarebbe quasi un oltraggio: è una biografia supportata da un’immensa ricerca storiografica; è un trattato fuori dal tempo sull’umanità e sul significato della vita; è la scoperta, tramite una lunga lettera, di un uomo incredibile, integerrimo e mortale, e che proprio per questo si sente Dio; è una discussione sul binomio formato da corpo e anima; è un libro terapeutico in cui perdersi dentro per dimenticare la realtà esterna e allo stesso tempo per trarne consiglio o per impararne qualcosa di nuovo, che sia astronomia, storia, filosofia, geografia, politica, mitologia, religione, etica, amore, amicizia, attualità.
È uno di quei libri che rimarranno per secoli, un dono, una perla della letteratura mondiale che non può mancare nella propria biblioteca personale, per rileggerlo tra cinque, dieci, vent’anni, ogni volta sotto una luce diversa. Perché la sua bellezza devastante sta nell’empatia che ci conquista con ogni frase, indipendentemente dall’età.

Quindi sì, è tutto tranne che una lettura facile, perché richiede forza di volontà, concentrazione e partecipazione attiva da parte del lettore; però solo così, soltanto dedicandogli queste attenzioni, sarà in grado di regalargli tantissime emozioni, curiosità, identificazioni e valori.

Revoca automatica

É dal 2014 che risultano due libri che non ho restituito, li avevo restituiti qualche giorno di ritardo o qualcosa del genere e quindi poi di conseguenza risultavo bloccata con le prenotazioni, ho telefonato alla biblioteca di riferimento di allora (Rezzato provincia di Brescia)e hann specificato che risolvevano, ora abito in un altro paese. Nel 2017 avevo inviato una mail per chiedere spiegazioni alla biblioteca e nessuna risposta... Voi potete fare qualcosa contattandoli?? Grazie Maria. P.s. ovviamente il tutto é perché non posso ancora ne prenotare ne niente.

Re: prenotazione

Ho lo stesso problema mi e successo già con 2 libri risulto in 1 posizione ma non arrivano uno lo prenotato il    26/09/2018 ma non mi arriva. Sono mesi non giorni

Il presidente è scomparso - romanzo di Bill Clinton e James Patterson

Un buon pezzo d'intrattenimento, scorrevole ed accattivante.
Alcune licenze, nella trama, sono palesemente volute, e contribuiscono a fare della storia una sorta di moderna favola popolare: un'apologia soft degli Stati Uniti (che a dirla tutta, in questi tempi in cui l'Occidente si gloria del disgusto di sé, non fa male).
Non mancano i riferimenti all'attualità, dalle ultime elezioni falsate dalla Russia alla nostra pericolosa dipendenza dal digitale.
Il manifesto etico-politico che si può leggere in controluce non toglie comunque nulla alla godibilità e alla leggerezza del romanzo.

Florilegio - Makoto Azuma, Shunsuke Shiinoki

Makoto Azuma è il più famoso floral artist al mondo. Lavora con i fiori freschi, ma anche con elementi botanici inutilizzati come radici, bulbi, fiori e steli avvizziti. E siccome Azuma è giapponese, le sue meravigliose sculture e composizioni vegetali, splendenti di bellezza, contengono in sé l'idea dello scorrere del tempo, e della morte.
"Ne facciamo commercio, li chiamiamo beni di consumo, ma le piante non sono <<cose>>, sono esseri viventi. Che cos'è la vita? Che cos'è il tempo? La piante ci pongono sempre domande senza risposta".