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Quella sera dorata
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Cameron, Peter <1959->

Quella sera dorata

Milano : Adelphi, copyr. 2006

نبذة مختصرة: Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti e amici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, in un futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solita compilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. È quindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto Jules Gund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane Omar Rezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay, e s'inpicci di faccende che non lo riguardano. È solo l'inizio di una commedia dove nessuna combinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza.

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- "Non so cosa voglio fare. Non so cosa fare. Non so niente." [...] - "Puoi fare tutto quello che vuoi."

"Quella sera dorata" evidenza quanto una persona possa essere dipendente dal contesto in cui si trovi, certe volte al punto tale da mettere in pausa la sua stessa vita ed evoluzione. Cosa possiamo intendere con "contesto"? Non è solo l'ambiente fisico circostante, bensì è anche la rete di relazioni in cui siamo connessi agli altri, altri "nodi" come noi. Gli input che si ricevono, dai lati a cui si è collegati, sono elaborati all'interno del proprio nodo personale assieme al proprio carattere e al bagaglio di esperienze e conoscenze; essi producono un risultato, un atteggiamento, un modo di vivere che può essere visibile all'esterno.

Raccontando la storia di Omar, di Deirdre, di Pete e degli appartenenti alla famiglia Gund, Cameron si concentra su quanto questi fili invisibili della rete possano essere ingarbugliati e quanto le persone possano essere bloccate, da sé, dalle aspettative altrui, dai condizionamenti, dall'abitudine o addirittura sono rimaste cristallizzate dopo la morte di qualcuno. I personaggi sono fermi a chiedersi continuamente cosa possano fare per cambiare qualcosa della propria situazione, ma inizialmente non agiscono. Il "turning point" è rappresentato dalla puntura di un'ape, un imprevisto che rompe lo schema quotidiano e apre gli occhi a Omar, poi a Deirdre, ad Arden, a Pete e a tutti gli altri. Grazie a un evento improvviso, Omar trova il coraggio di cambiare qualcosa, di sciogliere un pochino quei fili ingarbugliati e di avvicinarsi, un passo alla volta, alla sua destinazione finale (il titolo originale è "The city of your final destination", che potrebbe riferirsi al viaggio verso il Sudamerica o a quello interiore dei personaggi, verso una felicità maggiore, attraverso la catarsi).

Nel giudizio sulla storia e lo stile, il gruppo si è trovato diviso a metà. Alcuni avrebbero voluto lanciare il libro contro il muro, descrivendolo come petulante, povero di contenuto e invece ricco di continui e ripetitivi "Egli disse... Lei rispose...". La maggior parte dei protagonisti sono estremamente reali, come hanno osservato altri componenti del gruppo; sono persone ordinarie "non sempre al top", come infatti accade nella quotidianità; alcuni personaggi come Deirdre ricadono invece in comuni stereotipi. Il ritmo del romanzo è molto lento, caratteristico del contesto sudamericano, con poche descrizioni o monologhi, perché l'elemento principale è il dialogo: i botta e risposta tra i personaggi, lo scambio di sentimenti e informazioni tra i nodi della rete che evidenzia la continuità e il cambiamento tipici rispettivamente dei personaggi femminili e maschili. Il finale è allo stesso tempo piacevole e deludente, poiché molte questioni rimangono irrisolte, forse proprio perché non facevano parte del messaggio principale dell'autore.

In sintesi, "Quella sera dorata" non è stato considerato un cattivo romanzo, anzi, nonostante siano state citate altre migliori opere di Cameron. E' una storia nella media e scorrevole da leggere, che può far riflettere sulla propria vita: sarà infatti inevitabile porsi, a propria volta, la domanda più ricorrente del romanzo: "Sono felice, qui e ora?"

Quella sera dorata è uno dei libri letti nel Gruppo di lettura 'Un anno di Adelphi'. L'abbiamo apprezzato, per la maggioranza, soprattutto per la maestria nei dialoghi e per il finale spiazzante.
Per me è il primo libro di Cameron e mi vien voglia di leggerne altri suoi. Lo trovo raffinato e spassoso.
Concordo con la recensione di Alice Raffaele: i personaggi sono immobili nelle loro reti ingarbugliate fino ad una svolta, la puntura dell'ape e ancor prima l'arrivo di Omar.
Nel loro decadentismo, un po' dandy, un po' snob,un po' blasè, li ho trovati affascinanti, teatrali, divertenti.
Il titolo originale mi trova concorde, anche se la citazione Quella sera dorata da l'atmosfera.
C'è un film, che in molti del gruppo di lettura hanno visto e apprezzato non tanto quanto il libro.
Trovo molto interessanti gli sfondi storici accennati e alcune imago, forse: la fuga dalla Germania nazista e la ricostruzione del proprio mondo, anche architettonico in un altrove oltreoceano, la gondola abbandonata, la dispersione del capitale e delle opportunità, la ricerca del grande romanziere americano che fa il capolavoro e sparisce (sembra ma non poi questo il caso), la rottura della famiglia tradizionale. E poi il pragmatismo americano (Deirdre) il mito dell'inseguire i propri sogni e dell'amore salvifico.Mi sembra che Cameron si conceda una velata critica, forse, di tutto ciò.
E' un bel romanzo!

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