Introduzione

Categorie di documenti da catalogare

Oggetto e modalità della descrizione bibliografica

Criteri generali di descrizione bibliografica

 

Il Protocollo sottintende l'adozione delle norme di utilizzo nazionale (Reicat) e internazionale (DDC), adotta il Thesaurus del Nuovo Soggettario e recepisce indicazioni da modelli concettuali quali FRBR (Functional Requirements for Bibliographic Records) e FRAD (Functional Requirements for Authority Data). Dall'insieme di tutto ciò e sfruttando le potenzialità e l'archittettura del software Clavisng, il catalogo sta cambiando volto.
È in corso un'evoluzione che ne modifica la struttura e la concezione stessa; lo scopo non è più quello di rappresentare documenti/pubblicazioni, ma di porli come scalino finale di un'architettura più complessa e maggiormente in grado di rispondere alle esigenze dell'utenza che pone le fondamente sul record d'opera, voce di autorità centrale che grazie alle relazioni semiotiche e semantiche con altre voci di autorità controllate fornisce punti di accesso alle notizie. Le autorità - in particolar modo l'opera - sono il reale punto di interesse della ricerca bibliografica (in un contesto come quello in cui si opera di biblioteche di pubblica lettura); ciò che si cerca è il contenuto, raramente il contenitore: la catalogazione sposta quindi il suo centro di interesse sui punti di accesso, sempre più controllati ed interconnessi tra di loro, riducendo all'essenziale la catalogazione della singola notizia bibliografica, notizia che serve da ponte verso l'esemplare fisico di interesse per l'utente.

Per raggiungere tale scopo il Protocollo di scelte catalografiche è stato rivisto, ponendo in evidenza scelte che hanno spostato il focus dell'attività di catalogazione.

Il Protocollo fonde lo schema delle Reicat con il flusso di catalogazione in Clavis; rispetto alle Reicat, evidenzia scelte laddove sono necessarie, ma non interviene su ogni singolo paragrafo che offre delle possibilità; l'indicazione generale è quella di non appesantire il record con elementi che sono considerati non essenziali dal codice stesso (introdotti da espressioni quali "si può/si possono", "quando si ritiene opportuno") tanto che viene data la possibilità, non l'obbligo, di aggiungere o completare un'informazione, a meno che non lo si ritenga particolarmente utile per quello specifico documento che si sta trattando. Si ricorda invece che tutto quanto il codice definisce facoltativo non viene applicato, ad eccezione dell'obbligatorietà del titolo uniforme per tutte le opere contenute in una pubblicazione (se tali opere soddisfano le condizioni date qui).

È quanto mai ovvio che l'applicazione del Protocollo non deve escludere o sostituire la conoscenza e l'uso corretto delle norme suddette.

Nello specifico della descrizione bibliografica, il presupposto di base è quello di non appesantirla con informazioni che vengono già fornite in altre parti del record; si è proceduto quindi ad uno snellimento della descrizione bibliografica: area per area si forniranno indicazioni su decisioni volte ad alleggerire la descrizione dei documenti, senza per questo stravolgerne la chiarezza o la possibilità di identificare il documento.

Le Reicat prevedono che ogni elemento di accesso presente in un record bibliografico sia giustificato da informazioni fornite in descrizione in forma esplicita, implicita o almeno generica (Giustificazione degli elementi di accesso, 0.4.6). Conseguenza della scelta di alleggerimento della descrizione bibliografica è il venir meno a questa indicazione, non fornendo nemmeno in nota indicazioni generiche che possano chiarire alcuni accessi (si pensi ad esempio al corposo numero di accessi per il materiale multimediale). Si ritiene infatti che la riconoscibilità del documento non sia inficiata dalla presenza o meno di una giustificazione per gli accessi e che accessi aggiuntivi a quelli intuibili dalla descrizione possano esclusivamente migliorara la reperibilità dei documenti stessi.

Clavis è un software basato su UNIMARC e quindi lavora per campi, ognuno dei quali è etichettato per contenere un determinato tipo di informazione. Anche la descrizione bibliografica è divisa per campi, ogni campo corrisponde ad un'area. Questa struttura ha guidato verso scelte obbligate difformi dalle Reicat: sono state escluse dalla descrizione le aree 4.7 (Area delle note) e 4.8 (Area dei numeri identificativi) in quanto costituiscono voci autonome nel menu di catalogazione. L'area 4.6 (Area della collezione), benchè ne sia previsto il campo, non si compila in quanto l'informazione viene data tramite legame: si preferisce in questo caso la scelta effettuata in passato di considerare le collezioni elementi autonomi dotate di legami con authority e notizie.