Valentina Bonotti

Biografia

Io adoro i libri. spingono il lettore a delineare scenari infiniti nella mente.
Dai in pasto ad uno o più lettori un buon libro e vedrai diverse, infinite, interpretazioni dello stesso.
La cosa più bella di un libro è il finale. Non puoi scegliere come andrà a finire ognuno appartiene al proprio finale.
Triste o felice che sia.
- NothingElse

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R: Eroi dell'Olimpo. Il marchio di Atena - Rick Riordan

Finalmente greci e romani si incontrano e Percy e Annabeth possono finalmente ritornare insieme.
Poi alcuni colpi partono dai cannoni dell'Argo II, mettendo in allerta i romani, che accusano di tradimento i nostri eroi greci.
Annabeth, Jason, Leo e Piper sono così costretti a fuggire per aver salva la vita, ma non prima di aver recuperato Percy, Frank e Hazel. Sette semidei greci e romani, come la profezia aveva predetto. Ma devono fare in fretta. Devono salvare Nico e l'intera Roma e dimostrare ai romani la buona fede prima che essi attacchino il Campo Mezzosangue. Devono chiudere le Porte della Morte e Annabeth, da sola, dovrà seguire il Marchio di Atena e ritrovare la statua raffigurante la dea.
Riordan ci regalerà di nuovo emozioni, ironia, e naturalmente, suspance.

R: Eroi dell'Olimpo. Il figlio di Nettuno - Rick Riordan

Se devo essere sincera mi era piaciuto di più il primo libro di questa nuova saga, perchè questo l'ho trovato un po' troppo lento rispetto agli standard. I personaggi nuovi sono molto interessanti, in particolare Hazel e Frank, e la nuova amichetta-arpia Ella è davvero simpatica. A leggere di Percy che aveva perso la memoria mi doleva il cuore, visto tutto ciò che ha passato, ma alla fine una volta recuperata torna tutto nella "normalità".

R: Eroi dell'Olimpo. Il figlio di Nettuno - Rick Riordan

Se devo essere sincera mi era piaciuto di più il primo libro di questa nuova saga, perchè questo l'ho trovato un po' troppo lento rispetto agli standard. I personaggi nuovi sono molto interessanti, in particolare Hazel e Frank, e la nuova amichetta-arpia Ella è davvero simpatica. A leggere di Percy che aveva perso la memoria mi doleva il cuore, visto tutto ciò che ha passato, ma alla fine una volta recuperata torna tutto nella "normalità".

L. 13: La fine

La storia dei Baudelaire è giunta alla fine, ma non tutte le domande del libro hanno ricevuto risposta e questo mi ha delusa. Ero curiosa di sapere tante cose su alcuni oggetti, sui genitori dei Baudelaire, sullo scisma, sui Pantano e su mille altre cose che sono state lasciate lì, senza spiegazione e senza essere più nominate.
Tutto sommato è una buona saga per ragazzi, ma mi sarei aspettata di più dal capitolo finale.

R: Eroi dell'Olimpo. L'eroe perduto - Rick Riordan

Dopo quasi un anno dalla fine della saga di Percy Jackson ho preso in mano la saga seguente. Sapevo che Percy non ci sarebbe stato e che mi sarebbe mancato, ma i nuovi protagonisti sono degli ottimi sostituti: Jason, Piper e Leo sono un terzetto formidabile! Effettivamente sono un po' troppo insicuri in alcuni momenti, però chi non lo sarebbe se scoprissi di essere figlio di un dio da un giorno all'altro? Mi è piaciuto molto Leo: è simpatico e lo trovo piuttosto complesso. Cerca sempre di apparire scherzoso e felice di fronte agli altri, quando dentro in realtà soffre per la perdita della madre. Come negli altri libri, ci sono sempre un sacco di domande e solo un paio di risposte, per cui io sono sempre divorata dalla curiosità! Nel seguito tornerà Percy, quindi non vedo l'ora di iniziarlo.

Resta anche domani - Gayle Forman

Quando perdi per sempre coloro che ami e rischi di andartene pure tu, qual è la scelta migliore? Morire per seguirli o vivere per andare avanti? E cosa rimane se si resta? Come si può superare un dolore così immenso?
Sono queste le domande che, con una sensibilità molto grande e ben riuscita, il romanzo si pone tramite il personaggio di Mia, in coma con il corpo ma cosciente con lo spirito, che trasporta il lettore in una narrazione duplice, parallela, che si dipana tra flashback è presente.
Vi sono aneddoti riguardanti la sua vita passata, volti ad evidenziare la sua sfrenata passione per il violoncello e la musica classica, la relazione col così da lei diverso Adam, la grande amicizia con Kim, dilemmi fra il mantenere il suo grande amore o seguire i propri sogni, il disagio di sentirsi un pesce fuor d'acqua in un mondo che ormai sembra totalmente immerso nella musica rock... Ma soprattutto vengono narrati malinconici ricordi e momenti intimi di famiglia in grado di spezzare il cuore se si ripensa e si ritorna con la lettura alla situazione in cui Mia si trova ora, mentre al suo capezzale sfilano uno dopo l'altro tutte le persone che le vogliono bene: i nonni, Kim, Adam... Alcuni di loro le raccontano banali storie di vita quotidiana, come per invogliarla a risvegliarsi, altri accettano e comprendono se lei vorrà andarsene, mentre il suo Adam ha soltanto una cosa da dirle: "Resta."

L. 12: Il penultimo pericolo

Dopo il precedente volume concentrato più sulla parabola evolutiva dei personaggi che non sulla trama, i Baudelaire tornano alle loro movimentate disgrazie (stavolta come concierge/flaneur) e Lemony Snicket firma quello che è uno dei migliori titoli della serie. Ne Il penultimo pericolo il girovagare degli orfani prende i toni del teatro dell'assurdo, con palazzi storti, mad tea party, gemelli malvagi, surreali moscacieca e grandi numeri dipinti ovunque, ma, e qui sta il genio dello scrittore, contemporaneamente si assiste allo squarcio del sipario: più il mondo esterno diventa folle, e più il mondo interno dei personaggi diventa reale, drammatico, tragico, in un parallelismo di grande forza. I rapporti fra i personaggi si fanno più tesi, antichi livori tornano a galla, e la domanda del Conte Olaf a pagina 196 incrina tutte le convinzioni sviluppate negli 11 libri precedenti. A questo si aggiunge la tecnica di scrittura che mai come in questo volume sfrutta i dialoghi in funzione drammaturgica, numerosi ambigui doppelgänger imperscutabili al lettore/spettatore, e l'uso di espedienti narrativi brillanti come la non-sequenzialità narrativa. Sul palcoscenico delle vite dei Baudelaire le luci sono puntate dritte su di loro, e fra poco si chiuderà quello che resta del sipario strappato.

L. 11: L'atro antro

Snicket continua ad espandere la sua ambientazione, mostrando sempre più segreti e facendo capire che ancora di più sono quelli da scoprire, e che ogni risposta non può che portare a nuove domande, e anche dal punto di vista morale la questione viene approfondita, mostrando che ci sono aspetti positivi e negativi ovunque.

Il codice da Vinci - Dan Brown

Lo stile è la parte più interessante di questo libro, diventato un best seller, a mio avviso a ragione. Il ritmo è serrato. Capitoli brevi, con cambi di scena e di personaggi frequenti, una tattica stilistica per invogliare la lettura, perché l’interesse per le vicende parallele è mantenuto molto vivo. Personaggi ben studiati e tanti enigmi. Belli, intelligenti, appassionanti. Un po’ meno bella, per me, la parte prettamente storica, ma comunque anch’essa piacevole: antichi segreti affiorano alla superficie e storie dimenticate escono dall’ombra Il mio personaggio preferito è il nonno, perché anche se lo si conosce solo di riflesso, se ne ammira l’intelligenza, che è ovviamente l’intelligenza dell’autore che ha costruito il personaggio e concatenato gli eventi in modo così vivace. Un vero maestro del doppio senso, capace di creare rompicapi all’interno di altri rompicapi, che sono stati un vero stimolo alla lettura.

Il silenzio delle ossa - Michael Baden & Linda Kenney

Credo sia un brutto incrocio tra un medical-thriller e un Harmony ... La storia d'amore tra i due protagonisti, la cosa più insipida che abbia mai letto, mette in secondo piano il caso di cui si occupano questi due sfigati ... Inoltre il libro è corredato da inutili quanto insulsi commenti pensati dai personaggi che gli autori potevano benissimo risparmiare al lettore.

L. 10: La scivolosa scarpata

Dopo aver mostrato il peggio che il mondo ha da offrire, questo libro torna a concentrarsi sui Baudelaire soli, per due diverse ragioni.
La prima è fornire risposte più esaustive, mostrando come anche gli eventi dei libri precedenti fossero collegati e quanto fosse vasta la trama dietro, al punto che persino Olaf non è che una pedina, quando compaiono i giusti giocatori.
La seconda è dedicarsi al conflitto interiore e al dilemma morale, "combattere il fuoco con il fuoco" diventa il tema centrale del libro, e si esamina se questa sia effettivamente una linea di condotta accettabile, con i Baudelaire che si trovano costretti a compiere una scelta decisiva in quest'ambito.

Passion - Lauren Kate

Sarà perchè avevo letto delle pessime recensioni su questo libro, sarà perchè i primi due sono stati orrendi quindi non mi aspettavo niente di meglio, ma alla fine... TOH! Non è stato neanche male!
Però è un libro assolutamente inutile alla fine di tutto: sia per lo svolgersi della trama perchè Luce fa avanti e indietro nel tempo senza di fatto ricavarne nessun beneficio, sia per far intuire al lettore le radici profonde (???? Ma dove?) del suo amore per Daniel, perchè loro si amano sempre ma Luce non vede mai come nasce, come si sviluppa, ma soltanto i pochi minuti prima di morire dilaniata dalle fiamme.
E allora, mi dico? Che cavolo serve 'sta storiella? A niente. Resta la classica storiella Harmony-adolescenziale. Però forse perchè mi ero rassegnata alla noia mortale, almeno la lettura è passata abbastanza veloce.
Il finale è l'unica cosa positiva perchè finalmente Lucifero fa la sua comparsa e dà una svegliata a tutto quel branco di angeli caduti, di cui non si è ancora capita l'utilità.
Come al solito (non smetterò mai di dirlo), la parte migliore spetta a Cam: quelle 4 pagine sulla storia fra lui e Lilith danno respiro a tutto il libro. Altro che quei lagnosi di Daniel e Luce: quella sì che era passione!

L. 8: L'ostile ospedale

Senza più nessun nessuna - anche labile - protezione dagli adulti, i Baudelaire devono fare affidamento solo su loro stessi. Dopo la fuga dal Villaggio dei Fanatici, i protagonisti vagano fino ad arrivare all’Heimlich Hospital, un ospedale da incubo. Dove, neanche a dirlo, li raggiungeranno il Conte Olaf e tutti i suoi simpatici abitanti.
Qualcosa cambia però nell’atteggiamento degli orfani: purtroppo non sempre la verità viene premiata. L’arte dell’inganno è spesso la via più breve e appagante per raggiungere il proprio scopo. Ovviamente i tre ragazzi non scopriranno cosa si nascono dietro alla loro serie di sfortunati eventi, ma cominceranno a capire che il detto “il fine giustifica i mezzi” è crudelmente vero.

L. 5: L'atroce accademia

I fratelli Baudelaire, in questa nuova avventura, incontrano degli spiriti affini: i trigemini Isadora e Duncan (sì, due trigemini, avete capito bene), anch’essi due orfani a cui spetterà in futuro una grande eredità.
Si intravedono, nelle storie dei cinque ragazzini, inquietanti affinità.
Come sempre, la trama si svolge tra stranezze e crudeltà, ancora una volta Violet, Klaus e Sunny riusciranno a cavarsela ma il prezzo sarà il più alto mai pagato finora.

L. 9: Il carosello carnivoro

Forse il più crudele e violento - anche se la violenza è solo sottintesa - libro della serie. Finora.
E anche il più simbolico, mi è sembrato: se in ogni libro vi è una certa critica ad un determinato aspetto della società, all’ipocrisia e alla stupidità, nel Carosello Carnivoro ho trovato la storia dei “fenomeni” davvero crudele.
Spesso quelli che sono doni, talenti o qualità, vengono scambiati per difetti anziché per delle ricchezze dal potenziale positivo. E se queste doti vengono giudicate strane, se non“malvagie”, perché non metterle al servizio del male?
Ancora una volta i Baudelaire avranno a che fare con la difficile domanda: se inganno a fin di bene, sono lo stesso una persona buona?

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