Gianbattista Buffoli

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Tre piani - Eshkol Nevo

Bellissimo. Tre piani, tre individui che si lambiscono e si denudano l'esistenza, in un disegno che sul finire offre un'altra luce con cui riguardare alle spalle delle prime pagine.

L'ottico di Lampedusa - Emma-Jane Kirby

Quel che più resta è l'immagine di uno specchio che è stato forzatamente posto d'innanzi ai protagonisti di questa tragedia che pare senza fine: un rimando che colpisce e risveglia un'umanità assuefatta trasfigurando la realtà in quanto tale: gli immigrati in esseri umani, la morte in morte e lo smalto d'indifferenza che "naturalmente" si deposita sulla coscienza come una moderna autodifesa che rimossa sradica poi la quiete e la pace dell'esistenza.

La zecca e la rosa - Maurizio Maggiani

Bellissimo. Un almanacco di chicche di poesia, sfumature, fragranze... una tenera e profonda riconciliazione con la natura e le stagioni, un rifiuto di quella quotidianità ostaggio di una spensieratezza che ignora la bellezza tanto profonda e palese che alberga in ogni dove...

Siete pazzi a mangiarlo! - Christophe Brusset

Se fosse un libro di fantasia risulterebbe quasi esilerante e semplice sarebbe immaginarsi scene da camera cafe... il particolare che quest'esperienza provenga dal "vero" lo rende invece agghiacciante. Assolutamente da leggere, fa decisamente meno male "mangiarsi" questo libro che certi abituali prodotti che attraversano le ns tavole...

Torto marcio - Alessandro Robecchi

Rispetto ai precedenti oserei dire due toni sotto in quanto ad ironia e battute folgoranti, idem per quel che riguarda la vena strettamente "gialla" del romanzo (pare quasi che sia l'autore stesso a svelare la naturale conclusione dell'inchiesta sin dall'inizio) e due toni sopra in quanto a svilimento e resa sociale. Comunque un autore che leggo sempre davvero molto volentieri.

Anatomia di un istante - Javier Cercas

Lo definirei un'approfondita analisi storica più che un quasi romanzo, come tra l'altro ha finito per concepirlo l'autore. Più che un'anatomia direi un'autopsia di un tentato golpe partendo dal quale ne vengono districate le radici e le conseguenze, le motivazioni e le attese attorno ai personaggi che ne hanno composto la scena. Merita, anche se per sostenere le 400 pagina abbondanti meglio che alberghi nel lettore una spiccata curiosità storica (e sociale). Unica stonatura forse la ridondanza delle riflessioni più strettamente personali dell'autore, quelle più distanti dalla pura analisi giornalistica e dalle relative ipotesi storiche.

Beautiful losers - Leonard Cohen

Tosto, allucinante, sboccato, illuminante, poetico e irriverente. Ho trovato tutto questo e molto altro nel romanzo di Cohen. Lettura abbastanza impegnativa che richiede una concentrazione decisamente visionaria per essere apprezzato appieno. Nel sottoscritto si è ricollegato nella memoria a due letture fatte tantissimi anni or sono: "Naked lunch" di Burroughts e "Tropico del Cancro" di H. Miller. Forse ci passa il mare di mezzo, ma il riverbero dell'onda m'è parso lo stesso.

R: La vita perfetta - Renée Knight

Un thriller come tanti altri (e certamente "meno" di tanti altri). La memoria ha forse reso letture del passato più memorabili di quanto non lo siano state ma di certo non consiglierò questo lettura agli amici. Scrittura povera e debole, una storia che forse potrebbe ben adattarsi ad una sceneggiatura ma oserei dire priva di colpi di scena.

Perché no - Marco Travaglio, Silvia Truzzi

Basterebbe leggere solamente il capitolo "le bugie del sì" per non avere più dubbi. Andrebbe certo letto anche un equivalente "perchè si" tanto per riequilibrare le opinioni e i punti di vista, ma dopo le tante considerazioni adeguatamente documentate emerse da quest'indagine personalmente lo reputerei solo una gran perdita di tempo.

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