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Il magico potere del digiuno - Yoshinori Nagumo

Il suicidio della scienza

Un libro pericoloso e privo di contenuti scientifici. A fine lettura rimane poco e nulla se non che l'autore (medico giapponese) ha attuato da un decennio l'assunzione di un pasto al giorno. Non c'è alcun riferimento scientifico che sostenga la tesi dell'autore, ma solo deduzioni e imprecisioni fuori da un contesto valido. Si basa su un sacco di affermazioni assurde come che lo zucchero è peggio della sigaretta, l'iperglicemia distrugge le cellule beta delle isole pancreatiche, se dormi dalle 22 alle 2 puoi evitare di andare in palestra, che il cuore ha un numero di battiti prestabiliti e l'attività fisica (aumentando i battiti) accorcia la vita. Sono affermazioni assurde e false che un medico non dovrebbe nemmeno pensare! Ogni tanto qualcosa di sensato c'è ma è letteralmente trascurabile. Scarseggiano anche i contenuti etici che contraddistinguono solitamente il pensiero orientale, se non banalizzati e buttati un po' a casaccio sulla sostenibilità del cibo e sulla salute in generale.
Vi consiglio di spendere il vostro tempo in una lettura seria e scientifica.

Il risveglio del drago - Haruhiko Shiratori

Breve ma ricco

Breve ma ricco. 47 capitoli (e non esercizi) dove l'autore cerca di esporre il suo pensiero per aiutarci a prendere consapevolezza dell'essere, in una società distratta e frenetica che ha smesso di pensare. Nessuna divagazione e soprattutto nessuna formula magica per raggiungere gli obiettivi come va di moda ultimamente tra gli autori. Capitoli mediamente da due pagine, concetti base e concreti, applicabili senza nessun bisogno di essere già conoscitori dell'oriente. Un libro per occidentali che vogliono uscire dagli schemi e interrogarsi grazie a nuovi punti di vista. Da censura la scelta dell'editore di introdurre il sottotitolo "squallido" per vendere alcune copie in più tra il pubblico italiano. Alla fine, comunque, 4 stelle se le merita.

I trentasei stratagemmi - a cura di Leonardo Vittorio Arena

Libro breve, diviso in 6 parti con 6 stratagemmi per parte. Ogni parte tratta una diversa tipologia di guerre (vittoriose, incerte, offensive, con più forze in gioco, imperialistiche, disperate) in cui possono essere applicati. Il punto veramente forte è che si sconsiglia l'uso della forza promuovendo invece l'astuzia. Nulla di nuovo se paragonato all'arte della guerra di Sun-Tzu, ma questo testo risulta maggiormente comprensibile e applicabile nell'immediato anche in contesti moderni non legati alla guerra.
Poco impegnativo e alla portata di tutti gli amanti dell'oriente. Le spiegazioni dell'autore sono sempre fondamentali per una migliore comprensione.
PS: Non è noto l'autore in quanto ritrovato abbandonato in un mercato cinese poco prima della metà del '900.

L'arte della guerra - Sun Tzu

Antichissimo trattato sulla strategia. Sun-Tzu ci trasmette la sua visione empirica per vincere le battaglie, applicabile sia verso i nemici che verso se stessi. Di notevole ricchezza l'interpretazione di Leonardo Vittoria Arena che, anticipando il testo di Sun-Tzu, va a sviscerare i contenuti rendendoli meno enigmatici e di più facile comprensione per il lettore. Una guida applicabile, con la dovuta apertura mentale, in ogni contesto.

"Chi in cento battaglie ottiene cento vittorie non è il più abile in assoluto, al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette l'avversario, è il più abile in assoluto "

Il pellegrinaggio in Oriente - Hermann Hesse

Nel primo capitolo Hesse sembra raccontare un viaggio sotto effetto di stupefacenti con una mente che passa da un'allucinazione all'altra. Il lettore superficiale potrebbe averne già abbastanza qui. Nonostante tutto, questo capitolo ha una sua morale.
Successivamente il racconto si fa meno confuso e percorre un sentiero di autocritica su alcuni ricordi derivati dal viaggio in oriente. Termina discutendo su come ogni punto di vista risulti schiavo della propria mente e di conseguenza possa generare una mancanza di oggettività per poter descrivere un evento. Una lettura veloce, non troppo scorrevole, che lascia qualcosa ma non infiamma.

Silenzio - Shusaku Endo

Pieno di vita, ma che parla di morte

Giappone, XVII° secolo. Il cristianesimo è passato da una forte diffusione alla fine del 1500, concessa dallo shogun Oda Nobunaga, alla persecuzione con massimo apice nella rivolta di Shimabara. Sono vari i motivi di ciò, principalmente la paura dello shogunato di perdere potere sui daimyo locali convertiti, che iniziavano ad avere autonomia di commercio con i paesi europei. Quel che è certo è che 2 preti portoghesi sono in viaggio verso questa terra per capire per qual motivo, il loro maestro Ferreira abbia abiurato.
Rodriguez, uno dei 2, avrà modo di vagare in solitudine per il paese e rivivere passaggi importanti studiati sulla carta e ripetuti quotidianamente. Dovrà confrontarsi, e fare i conti, con una cultura che ha un modo di pensare diverso, ma comunque non meno valido; e si troverà a dover scegliere tra la fede e i fedeli.
Un viaggio nella mente di un indeciso, di un sofferente che vede continuamente orrori ed ingiustizie causate da una diversa fede, il cristianesimo, che ha minato gli equilibri di un territorio diverso. Un prete che rivive vari passi dei vangeli in prima persona, che mette sempre la fede al centro di ogni decisione.
Un romanzo storico, ricco di vita ma che parla di morte, con un finale in pieno stile giapponese.

R: Siddharta - Herman Hesse

Perdersi per ritrovarsi

Ambientato nell'India del VI secolo a. C., il racconto narra la vita di Siddharta, un uomo alla continua ricerca di qualcosa che non trova, e che per trovarlo spesso decide di cambiare modo di vivere. Mette in discussione sé stesso e gli iniziali suoi agi, passa dalla mendicanza più estrema al lusso e ai vizi degli uomini-bambini. Ogni contesto è caratterizzato da insegnamenti e maestri di diverso tipo che caratterizzano la sua progressiva identità. Di cruciale importanza il tema del "perdersi per ritrovarsi", spesso necessario per poter aprire gli occhi e analizzare la propria vita lontano da consuetudini e idealizzazioni spesso costruite dalla società.
Fondamentale la figura di Govinda, l'amico d'infanzia con cui Siddharta intraprende il cammino di ricerca e da cui si separerà per rincontrarlo casualmente e ciclicamente. Govinda è per il protagonista il vero amico, cioè il mezzo di confronto che permette di comprendersi e conoscere i risultati del proprio percorso.
Un saggio sull'illuminazione e sulla possibilità del suo raggiungimento mettendo in discussione la dottrina.

Il metodo Aranzulla - Salvatore Aranzulla

È un libro molto corto (si legge nei ritagli di qualche giornata) scritto per neofiti del settore. Salvatore (di nome e di fatto) espone in maniera semplice il suo percorso di crescita professionale che gli ha permesso di diventare il più autorevole divulgatore informatico in Italia.
Il libro tratta diversi argomenti che possono essere così schematizzati:

- La sua Storia (la risoluzione come hobby)
- Da hobby a professione (inizi della sua fase imprenditoriale)
- Come creare un buon sito internet (scelte per un buon inizio)
- Come gestire i contenuti del sito (cosa e come pubblicare)
- Come monetizzare il sito (pubblicità, affiliazioni, influencer)
- Analisi della concorrenza (perché e come farlo)

L'autore ha mantenuto il suo caratteristico stile informale (come è solito fare nelle sue guide online) anche nella stesura di questo libro, comunica con spiegazioni ed esempi semplici in modo da risultare chiaro ad un pubblico variegato. Non è un manuale tecnico, non è mai stato pubblicizzato come tale, e per questo motivo non capisco perché a volte venga recensito con bassi punteggi scomodando questa tematica.
Il prezzo è elevato per un libro da 140 pagine, ma è motivato dal fatto che ha un design molto ricercato, le pagine sono di una grammatura importante, moltissime sono a colori ed è in un formato comodo per la lettura (17,5x21 cm). Insomma non è il classico libricino in bianco e nero sfigato e poco chiaro, ma comunica solamente sfogliandolo. Il prezzo rimane comunque importante, ma 4 stelle e mezza è il minimo che possa dare.

L'arte di passare all'azione - Gregg Krech

Risulta sempre difficile leggere un occidentale che parla di "pensiero orientale" senza andare a sminuire alcuni concetti. L'autore vuole essere piuttosto concreto, ma questo vale solo per la parte iniziale e finale del libro. Si perde invece il filo del discorso nella parte centrale (circa 40 pagine) quando si iniziano a leggere gli interventi di persone care all'autore (moglie, collaboratori, amici) che esprimono esperienze piuttosto occidentali della questione.
Il concetto finale è realmente contenuto nel titolo, e consiste nel vivere una vita "all'attacco", accettando gli errori (piuttosto che rimproverarsi) ed evitando quei pensieri, spesso scuse, che potrebbero portarci a vivere una vita da spettatori.
Non è un libro profondo, tratta poche cose in poche pagine cercando di dare delle vie per raggiungere un fine comune, l'azione.
La considererei una lettura da 3 stelle e mezzo, ma ne concedo 4 dato che potrebbe essere uno stimolo per approfondire il mondo orientale; magari partendo dai classici (Tao Te Ching; Chuang Tzu; I Ching) o da alcuni autori citati nel testo come Musashi Miyamoto o Thich Nhat Hanh.

Noi non restiamo a guardare - prefazione di Dacia Maraini

Un libro che da troppo tempo è rimasto intonso nella mia libreria. Si presenta come una raccolta di lettere (mediamente 3-4 pag. l'una) scritte da alcuni operatori in missione con Medici Senza Frontiere. Ognuno, a suo modo, riflette su tematiche che spesso, fuori da quel contesto, sono ignorate o prese con indifferenza da parte di chi vive nei paesi occidentalizzati. Oltre al chiaro tema delle morti ingiuste (e spesso innocenti), di violenza e soprusi; sono risultati interessanti le riflessioni sul rientro nell'occidentalità dopo le missioni, sulla formazione del personale locale (tema cardine anche di altre ONG come Emergency) e sul sorriso che molte persone aiutate non perdono nonostante le continue difficoltà che persisteranno nelle loro terre e famiglie.
Nota negativa: purtroppo le lettere non sono datate, quindi a volte, in paesi dove le emergenze esistono da sempre e non sono praticamente mai cessate (Medio Oriente, Africa) risulta faticoso capire il periodo a cui si riferisce il racconto.

La svastica sul sole - Philip K. Dick

Cattura l'attenzione del lettore fin dal primo capitolo. La storia, che vede vari protagonisti caratterialmente differenti e posizionati in diverse fasce della società, sembra girare attorno all'utilizzo dell'I Ching in uno scenario in cui gli alleati hanno perso la seconda guerra mondiale. Negli ultimi capitoli tutto sembra avvicinarsi alla soluzione, ma si conclude non concludendo, come spesso accade nella reale quotidianità.

Diario di una primavera (1945) - Primo Mazzolari

Diario veloce, semplice ed intimo. Si nota una grande differenza negli scritti dei mesi del 1944, dove Primo Mazzolari si preoccupa e riflette principalmente sulla sua attività di parroco nel paese, rispetto a quelli del 1945 dove vive una vera e propria segregazione in una stanza. Qui i pensieri diventano più semplici e finalizzati all'essenza del godere di ciò che si ha a disposizione ed osservare l'evoluzione naturale delle cose.

Voglio correre - Enrico Arcelli

Un vero e proprio manuale per approcciarsi, e soprattutto allenarsi, verso le classiche distanze (10K, mezza-maratona e maratona).
Il libro è diviso in 3 macroaree:
1 - Allenamento: da dove iniziare, come proseguire e finalizzare ottimamente una preparazione in vista gara. Vengono spiegate le varie tipologie di andature utili alla preparazione delle varie distanze integrando tabelle esplicative.
2 - Alimentazione: come e perchè seguire un certo regime alimentare prima, durante, post gara (o allenamento) ma anche nella vita di tutti i giorni. L'autore utilizza come riferimento la Zona (a cui dedica anche il capitolo 11) ma i consigli sono attuabili per qualsiasi regime alimentare.
3 - Consigli generali: tecnica di corsa, riscaldamento, abbigliamento, dispositivi, infortuni ecc..

Lo considero un libro validissimo dal punto di vista tecnico, ma allo stesso tempo alla portata di tutti. Vengono spiegati concetti di livello universitario in maniera semplice senza perdersi in fronzoli poco utili per chi vuole principalmente allenarsi senza dover essere per forza un fisiologo; inoltre permette di dare dei riferimenti a chi non si alimenta in modo adeguato. Un buon ripasso per chi è laureato in Scienze Motorie ma ha toccato poco con mano le diverse tecniche di preparazione verso queste tipologie di gare.
Ho iniziato a leggere questo libro solo ed esclusivamente per approfondire la parte legata alla nutrizione, ma vista la piacevolezza di lettura ho finito per leggerlo completamente!

Alla tavola della longevità - Valter Longo

Il libro è composto principalmente da due parti:
- La prima parte, formata da 7 capitoli per un totale di 122 pagine, dovrebbe essere un condensato di tematiche storico-scientifiche sulle tradizioni culinarie italiane associate alla longevità. In realtà di questi sette capitoli, tralasciando il primo che parla della raccolta fondi, mi sento di salvare solo i capitoli 3 (analisi storica delle tendenze culinarie dagli etruschi fino ai giorni nostri), 5 (similitudini tra dieta mediterranea e dieta della longevità) e 7 (consigli su cottura e associazione di cibi per ottimizzare l'assorbimento ed evitare un'eccessiva perdita di nutrienti).
I rimanenti capitoli risultano essere veramente deboli di contenuti. Il capitolo 2, che dovrebbe essere quello scientifico, riporta pochissimi studi scientifici e sembra voler pubblicizzare l'acquisto dei prodotti di L-Nutra, azienda con cui l'autore collabora. Il capitolo 4 pubblicizza le aree geografiche di longevità italiane dilungandosi inutilmente, in realtà può essere riassunto dicendo che la longevità dipende dallo stile di vita, dalla nutrizione e dalla componente genetica. Infine il capitolo 6, la vera apoteosi di questo libro, racconta del viaggio nel bel paese alla ricerca dei piatti della longevità (ormai estinti) dove spesso sembra essersi chiuso un occhio pur di dare un contentino a tutte e 20 le regioni pubblicizzando vari ristoranti e ristoratori.

- La seconda parte consiste in un vero e proprio libro di ricette suddiviso per regione. Anche qui la pubblicità ai nomi dei ristoranti è in bella vista, le ricette (che si possono trovare altrove in quanto tipiche delle regioni) sembrano alla portata di tutti ma i procedimenti (è vero che non si sta parlando di alta cucina) a volte sono veramente striminziti.

Concludendo: Sarebbe stato meglio non trattare la parte scientifica, rimandando il lettore al suo precedente libro, e introdurre solo con un parte storica e i consigli sulla cottura per mantenere i nutrienti. Le ricette sono utili ma trovo assurdo che un ricercatore di questo calibro interpelli principalmente i ristoranti (con tanto di pubblicità spudorata ove possibile) per recuperare le ricette tradizionali delle regioni piuttosto che gli anziani, la vera memoria storica dei paesi.
3 stelle solo per l'abbondanza di ricette, utili a chi non ha idea su come iniziare a mettere un po' di salute nel piatto.

The miracle morning - Hal Elrod

Premetto che puntavo il libro da diversi mesi, viste le recensioni positive e l'ambito interessante. Non era mio interesse trovare un metodo per alzarmi la mattina (visto che ho buone motivazioni per farlo da anni) ma ero interessato a conoscere un nuovo punto di vista che portasse a delle ottimizzazioni nella vita quotidiana. Sta di fatto che mi ha parecchio deluso.

L'autore, da bravo venditore, cerca di vendere fumo negli occhi ad un pubblico che necessita di motivazione facendo passare dei concetti base, che nella sua vita hanno funzionato, come fossero vere e proprie "pietre miliari" dell'umanità. Un libro da 180 pagine che omettendo le ripetizioni e le ovvietà potrebbe essere tranquillamente di 30.

Ci sono spiragli di decenza solo nelle prime 40-50 pagine dove l'autore cerca di far leva sulla realizzazione dei propri sogni (ma senza mai andare nel profondo). Per il resto troviamo 4-5 concetti base ripetuti all'infinito, male e con poca umiltà; ponendosi al lettore come se il libro fosse scritto da un Messia.
Si arriva a toccare il fondo quando viene proposta la formula dei "life S.A.V.E.R.S." come via indissolubile per il successo (come se il successo fosse veramente importante per una vita realizzata).
Il rischio è quello di prostituire il vero "pensiero positivo orientale" andando ad incitare persone prive di contenuti ad autoconvincersi di essere Dio. Infatti l'autorealizzazione non è tanto una questione di convinzione, ma di contenuti, chiarezza e raggiungimento degli obiettivi. Se i contenuti mancano, possiamo ripeterci mille volte di essere i più fighi, la realtà è che assomiglieremo sempre più a dei pappagalli.
Ho terminato la lettura solo perchè spinto dalla speranza di poter trovare qualcosa di buono negli ultimi capitoli... e confermo che era solo una speranza!

Il libro raggiunge le 2 stelle visto che può essere uno stimolo per chi non si è mai posto una domanda sul valore della propria vita, o se l'è fatta ma non ha mai provato a muovere un passo per trovare una risposta. Allo stesso tempo può però essere un grande inganno da proporre alla propria mente, seguendo un modello che non porterà a soluzioni ma solo ad emulazioni senza avere delle vere motivazioni di base.

In breve, posso così riassumere la mia delusione verso questo libro:
Non sei qualcuno perchè ti alzi ogni giorno alle 5:30 del mattino e in un'ora leggi, scrivi, mediti (o meglio, ti racconti di meditare) e fai esercizio fisico a caso. La tua vita ha senso se tu capisci "come" dargli un senso e ti batti con determinazione lungo il sentiero dell'autorealizzazione. Ma se non hai mai trovato dentro di te delle risposte a certe domande che girano da anni nella tua mente, potrai fare tutti i Miracle Morning che vorrai, ma sarà solo ed esclusivamente la via di Hal e non la tua. Sarà sempre e solo un'altra routine che si aggiunge alla tua vita e ti permetterà di raccontarti un sacco di storie per evitare di risolvere l'irrisolto, che volutamente continuerai ad accantonare.

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