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Scoperta
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Materiale linguistico moderno

Defez, Roberto <1956->

Scoperta : come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l'Italia / Roberto Defez

Codice, 2018

Abstract: La ricerca scientifica non è un lusso culturale, ma la più concreta opzione per dare un futuro al paese e alle nuove generazioni, e per far tornare una parte del fiume di giovani che abbiamo formato in Italia e che possono lavorare solo all'estero. Genera occupazione qualificata, sviluppo imprenditoriale, innovazione di prodotto, ma serve anche alla sicurezza nazionale, alla tutela del territorio e dei beni culturali. Intorno si fanno strada l'antiscienza e la nostalgia di un passato durissimo che in gran parte ignoriamo. Paghiamo il mancato rinnovamento vendendo le nostre aziende storiche. Eravamo i proprietari di piccoli ristoranti, poi ne siamo diventati i cuochi e ora semplici camerieri. Il metodo scientifico è il modo per risalire la china, per modernizzare il paese, per compiere scelte non ideologiche in tutti i campi. Per premiare il merito e non il clan, per liberare energie e guidare il nostro futuro.

Un lampo di verità
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Materiale linguistico moderno

Un lampo di verità : la sentenza sulla strage di Piazza Loggia / a cura di Andrea Vigani

Liberedizioni, 2018

Abstract: Dopo oltre quattro decenni la sentenza definitiva che individua gli autori della strage di Brescia del 28 maggio 1974: il lungo iter dei 13 processi, il contesto, i mandanti, i depistaggi, la sentenza.

Piazza Loggia
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Materiale linguistico moderno

Piazza Loggia : schegge di memoria viva della strage che segnò Brescia : 1974-2014, 40esimo anniversario / a cura di Bianca Bardini e Nicola Rocchi

Grafo, 2018

Abstract: Il libro documenta le iniziative promosse, coordinate o patrocinate dalla Casa della Memoria di Brescia nel corso del 2014, in occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia. Una ricorrenza di particolare importanza per Brescia, che ha visto la mobilitazione di tutte le istituzioni e di associazioni, amministrazioni, sindacati, ed anche di artisti, studiosi, insegnanti, studenti, che hanno voluto testimoniare il loro impegno e il desiderio di giustizia portando momenti di emozione o spunti di riflessione.

Piazza della Vittoria e Era fascista
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Tirelli, Giambattista <1948->

Piazza della Vittoria e Era fascista : contro l'inganno della sineddoche, e altro / Giambattista Tirelli ; prefazione di Marco Dezzi Bardeschi

Fondazione Luigi Micheletti, 2018

Abstract: L’autore rilegge la storia di Piazza della Vittoria a cominciare dallo sventramento che ha portato all’estirpazione dell'antico cuore della sua Brescia. La piazza continua a dar luogo a contrapposizioni destinate a prolungarsi, e di ciò il marmo di Arturo Dazzi (l'Era fascista-Bigio) ne è sicuramente simbolo. Che fare ora? Ricollocarlo “dov’era com’era”? Archiviarlo a futura memoria o musealizzarlo con attenzione documentaria come uno dei testimoni della storia cittadina? La soluzione non pare proprio il suo anacronistico ritorno in scena, quanto di accettarne la storica "assenza" e di governare l'immancabile processo di mutazione funzionale della piazza. Si rigetta la patetica illusione di poter ripristinare il 1932 o il 1945 (con Vittorio Gregotti: arbitrario tornare indietro. Dove? Andiamo avanti). Il vero problema è quello di riuscire a dare alla piazza un aggiornato significato civile, senza cedere a filologismi devianti e investendola di una nuova quotidianità comune. Il binomio conservazione-innovazione ha la possibilità di salvaguardare, senza cadere in deleteri e superati monumentalismi, la piazza e il rimosso da essa; d’impedire l’ulteriore degrado degli affreschi del Gambara incastonati nel palazzo delle poste e recuperarli all’attenzione di tutti; di marcare il palinsesto con un segno della contemporaneità, con l’ambizione di crescerne la capacità di svolgere un fecondo ruolo urbano. Vale a dire: tutelare l’insieme in un’inedita sintesi. Obiettivo più responsabile non pare esserci. In fondo si tratta di far meglio di chi si dichiara contro la museificazione della “statuona” con argomenti da burocrate museificatore della piazza, di chi ignora che nessuna architettura è da considerasi compiuta finché conserva la capacità di partecipare a processi vitali.

Una specie di vento
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Archetti, Marco <1976->

Una specie di vento / Marco Archetti

Chiarelettere, 2018

Abstract: Una manifestazione antifascista che riuniva partiti e sigle sindacali. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti e un fiume di gente tutt'intorno. L'esplosione, dissero i sopravvissuti, fu "una specie di vento". Il bilancio: otto vittime e centodue feriti. Poi indagini, depistaggi, omissioni, mezze verità, cinque istruttorie, tredici dibattimenti e due condanne definitive arrivate nel giugno 2017. Quarantatré anni dopo. Marco Archetti, scrittore bresciano, avvalendosi di documenti storici e testimonianze di prima mano, compone un romanzo toccante e prezioso che ridà vita alle otto vittime della strage. Evitando ogni retorica e concentrandosi sulle loro vicende umane, le fa affiorare dal buio ed entrare in scena come in un film. Un atto d'amore e di memoria. E per la prima volta i caduti della strage non sono solo nomi su una lapide commemorativa, ma vengono raccontati come uomini e donne in carne e ossa, "né santi né eroi", in una Spoon River luminosa, scandita dalla voce di Redento Peroni. Quella mattina si trovava a pochi passi dalla bomba ma il destino volle che il piccolo gesto di uno sconosciuto gli salvasse la vita. Così il suo racconto guida la narrazione e testimonia fatalmente un'epoca della nostra storia recente, anni bui, di piombo ma anche di umanità, tenerezza e legami profondi che hanno molto da dire a ciascuno dia noi. Una storia che è un canto di vita: la morte in ritardo di duecento pagine.

Una scelta di libertà
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Piras, Maria

Una scelta di libertà : biografie e testimonianze di internati militari morti nei lager nazisti : Brescia 1943-1945 / Maria Piras

ANEI, 2018

Abstract: Biografie e testimonianze di internati militari di Brescia città morti nei lager nazisti.

Carisma democristiano
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Corsini, Paolo <1947-> - Zane, Marcello <1960->

Carisma democristiano : Bruno Boni sindaco e politico (1918-1998) / Paolo Corsini, Marcello Zane

La Scuola, 2018

Abstract: Sindaco di Brescia dal 1948 al 1975, presidente della Provincia dal 1975 al 1985, presidente della Camera di commercio dal 1985 al 1992 e, a più riprese, segretario provinciale della Democrazia cristiana, Bruno Boni (definito "il governatore" da due grandi giornalisti come Giorgio Bocca e Indro Montanelli) è stato il deus ex machina della politica bresciana per tutto il "trentennio glorioso". Ha guidato la città facendosi protagonista del suo processo di rapida e poderosa modernizzazione, dalla ricostruzione al "miracolo economico", fino alla prova più dura: la strage neofascista di piazza della Loggia, il 28 maggio 1974. In ogni ambito della vita cittadina Boni ha esercitato, con indubbio carisma, un ruolo unico, propulsivo e di continua mediazione tra le forze sociali e politiche, anche dialogando con i principali esponenti (De Gasperi, Andreotti, Fanfani, Moro) del suo partito, la Democrazia cristiana, del quale ha vissuto con passione l'intera parabola, dalla fondazione alla dissoluzione successiva a Tangentopoli. Il volume, sulla base di un'amplissima documentazione archivistica nonché di una vasta gamma di fonti, ricostruisce la complessità della sua azione, che ha delineato un modello di governo cittadino dai tratti ben definiti: la consapevolezza di una comune appartenenza, la valorizzazione di un costume fatto di operosità e concretezza, la individuazione di mete condivise attraverso l'ascolto delle molteplici componenti della società civile in ragione di uno stile di laicità e di un convinto sostegno al pluralismo dei soggetti della rappresentanza. L'esperienza di Bruno Boni può, dunque, essere letta come un tassello utile ad una più convincente interpretazione della supremazia democristiana nella vita pubblica del Paese.

L'età del disordine
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Detti, Tommaso <1946-> - Gozzini, Giovanni <1955->

L'età del disordine : storia del mondo attuale, 1968-2017 / Tommaso Detti, Giovanni Gozzini

Laterza, 2018

Abstract: L'età del disordine è un tempo dominato dalla paura, che è figlia dell'ignoranza. Ci sembra di vivere in balia del caos. La globalizzazione è divenuta per molti un incubo: robot che sostituiscono operai, stabilimenti che si trasferiscono in Serbia o in Cina, crisi finanziarie a ripetizione, ondate di immigrati che affluiscono alle frontiere, attentati terroristici. Questo libro è un tentativo di trovare un ordine in tutto ciò, a partire dai cinque anni che aprono questa nuova era: 1968-1973. Iniziano allora i grandi mutamenti da cui è scaturito il mondo attuale: il predominio della finanza sulla produzione, la graduale perdita della presa delle due superpotenze sul mondo, l'uscita dal sottosviluppo di un numero crescente di paesi asiatici, una maggiore consapevolezza del fatto che gli equilibri ambientali stanno saltando. La globalizzazione non è un complotto. Non è molto diversa da quella di cento anni fa, quando migranti, capitali, merci e informazioni si spostavano in misure paragonabili a quelle odierne. Allora la politica la fermò, con i nazionalismi e due guerre mondiali, al prezzo di settanta milioni di morti. Oggi, in preda alla paura, si diffonde la stessa tentazione. Per non ripercorrere quella strada c'è bisogno di una nuova politica che sappia elevarsi al livello planetario delle sfide: migrazioni, finanza, povertà ed ineguaglianze, clima.

Tortura
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Franzinelli, Mimmo <1954->

Tortura : storie dell'occupazione nazista e della guerra civile (1943-45) / Mimmo Franzinelli

Mondadori, 2018

Abstract: Nei venti mesi intercorsi tra l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la fine dell'aprile 1945, occupazione tedesca e guerra civile determinano spirali di violenze e crimini orribili. Nella Repubblica di Salò gli apparati di repressione dell'antifascismo praticano la tortura per strappare informazioni, provocare sofferenze, umiliare il nemico. Nello scontro totale, il valore della vita si degrada fino a perdere di significato. Tortura racconta la «guerra sporca» dei reparti collaborazionisti, che li induce a commettere - nelle prigioni di via Tasso a Roma come nel carcere di San Vittore a Milano - sevizie di ogni genere: somministrazione di scariche elettriche, waterboarding, bruciature dei genitali, simulazioni di fucilazione. In celle buie e sovraffollate c'è chi, con lo sguardo allucinato, il viso macilento e la coscienza annebbiata, si riconosce a stento nello specchio. E chi, giunto alle soglie della pazzia, pensa al suicidio come gesto di estrema e lucida disperazione. Molte donne, poi, rimangono vittime di stupri o sevizie sessuali. Di questo inferno - che il Pasolini di Salò reinterpretò con sinistro acume - Mimmo Franzinelli dà ora conto in pagine di drammatico spessore. Trascurato dalla storiografia italiana, il fenomeno della tortura è caratterizzato da vari luoghi comuni: per esempio che la grande maggioranza degli inquisiti tacesse durante gli interrogatori o che le sevizie fossero poco utili sul piano operativo. L'approfondita analisi della situazione dimostra che non è così. Tra chi riuscì a tacere, nonostante disumani tormenti, ci sono due tra i più stretti collaboratori di Ferruccio Parri, dirigenti della Resistenza in Liguria e Lombardia: Luciano Bolis e Manlio Magini. Seppure in versione isolata, anche i partigiani ricorsero alla tortura. E questa è la pagina più nera della Resistenza, il suo lascito peggiore. Eppure, non è possibile un'equiparazione. Oltre alla rilevante diversità quantitativa, le torture inflitte dai fascisti rivestirono carattere istituzionale, mentre quelle perpetrate dai partigiani violarono le norme diramate dai CLN (infatti, molti seviziatori furono puniti dagli organi della Resistenza). Sulla base di un'ampia documentazione inedita e di una sapiente ricognizione delle fonti, Franzinelli racconta come si svolsero effettivamente i fatti, sfrondandoli della deformazione manichea e ideologica con cui sono stati spesso tramandati in scritti e discorsi celebrativi. Nella convinzione che, per comprendere un periodo così drammatico della nostra storia, si debba intraprendere un viaggio nell'orrore e guardarlo in faccia, anche per imparare a riconoscere i meccanismi oscuri dell'animo umano e trovare - forse - possibili antidoti.

Oltre Caporetto
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Isnenghi, Mario <1935>

Oltre Caporetto : la memoria in cammino : voci dai due fronti / Mario Isnenghi ; con Paolo Pozzato

Marsilio, 2018

Abstract: Mai come per Caporetto un evento è stato frutto e innesco di un discorso fondativo dell’immaginario di e su un popolo, prima ancora che le analisi storiche si moltiplicassero assieme agli anniversari. Partendo dal volume che scrisse in occasione del cinquantesimo – I vinti di Caporetto –, Mario Isnenghi arricchisce la sua lettura e ripercorre la genesi delle diverse interpretazioni in un corposo saggio introduttivo che tira le fila di mezzo secolo di studi e del confronto con nuove fonti. Uno straordinario coro di voci restituisce la fluida essenza di Caporetto: accanto alle testimonianze degli italiani che l’hanno raccontata dando la parola al popolo, estraendo dal tumulto figure e frasi emblematiche, la seconda parte del libro si affida allo storico militare Paolo Pozzato per dare conto del punto di vista dei vincitori, con testi d’epoca di parte austro-ungarico-tedesca, anche inediti. Se cinquant’anni fa, proiettati sulla scena socialista e influenzati dallo spirito del Sessantotto, ci si chiedeva se Caporetto fosse stata una crisi di comando o il sintomo del crollo di un assetto sociale, oggi sono altri gli interrogativi che si impongono: per quali vie una sconfitta militare si è trasformata in un tratto autobiografico permanente? La risposta ha a che fare ancora oggi con l’esistenza stessa di un’identità comune, la possibilità di un agire collettivo, il nostro sentirci Nazione.

La macchina imperfetta
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Melis, Guido <1949->

La macchina imperfetta : immagine e realtà dello Stato fascista / Guido Melis

Il Mulino, 2018

Abstract: Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell'impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall'essere la «macchina perfetta» che vorrebbe sembrare. Nell'affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato «fascista» ma al tempo stesso Stato «nel fascismo».

I mostri di Hitler
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Kurlander, Eric <1973->

I mostri di Hitler : la storia soprannaturale del Terzo Reich / Eric Kurlander

Mondadori, 2018

Abstract: L'attrazione del nazismo per le scienze occulte ha richiamato da sempre l'interesse degli storici e degli studiosi del Terzo Reich, i quali hanno scorto nell'«immaginario soprannaturale» una delle chiavi per spiegare l'ascesa, la popolarità e la peculiarità del regime hitleriano. Ma perché proprio in Germania, e non negli altri paesi europei, il pensiero soprannaturale trovò un'adeguata espressione politica e ideologica? Perché l'esoterismo, il paganesimo, l'astrologia, il paranormale o le teorie pseudoscientifiche come la «teoria del ghiaccio cosmico» ebbero così grande successo presso il popolo tedesco? Per quale motivo nemmeno i vertici del partito - da Himmler a Goebbels allo stesso Hitler - ne rimasero immuni, ma anzi operarono al fine di ridefinire e riorganizzare la scienza e la religione tedesche? Per Eric Kurlander la risposta a queste domande va trovata nella volontà della leadership nazista di conquistare il consenso popolare non solo attraverso la propaganda, il controllo dei media, la creazione di miti e leggende di una supposta tradizione nordica a sostegno di una nuova comunità su base etnica o razziale, ma anche mediante la manipolazione delle coscienze. E questo allo scopo di attuare i due capisaldi dell'ideologia nazista: la conquista dello «spazio vitale» e la distruzione del giudeobolscevismo, in altre parole la guerra all'Est e lo sterminio degli ebrei d'Europa. Ecco allora un Terzo Reich popolato di veggenti, maghi, sensitivi e rabdomanti, spesso in lotta fra loro per accattivarsi le simpatie del potere; di ciarlatani che setacciano il paese alla ricerca delle prove dell'esistenza di un'ancestrale patria tedesca; di pseudoscienziati impegnati a diffondere dottrine prive di ogni fondamento scientifico, a mettere a punto le armi miracolose che avrebbero assicurato la vittoria finale o a condurre orribili esperimenti sulle «cavie umane» prigioniere nei campi di sterminio. Un mondo soprannaturale fatto di magie, folclore, rune, lupi mannari, streghe e vampiri. Un mondo di demoni, che, come scrisse Carl Gustav Jung, seppero suggestionare e portare alla catastrofe un popolo smarrito. Frutto di lunghi anni di ricerche condotte su un'impressionante mole di documenti rinvenuti negli archivi tedeschi, "I mostri di Hitler" affronta un argomento cruciale per la comprensione del Terzo Reich scavando nel cuore più oscuro della Germania nazista.

Piazza della Loggia
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Materiale linguistico moderno

Barilli, Francesco <1965-> - Fenoglio, Matteo <1977->

Piazza della Loggia / Francesco Barilli, Matteo Fenoglio

BeccoGiallo, 2018

Abstract: Brescia, Piazza della Loggia, 28 maggio 1974. Durante una manifestazione antifascista esplode una bomba che provoca 8 vittime e più di 100 feriti. Il 20 giugno 2017, dopo una lunga vicenda processuale, la Cassazione condanna all'ergastolo Carlo Maria Maggi, capo di Ordine Nuovo in Veneto, e Maurizio Tramonte, la cosiddetta fonte "Tritone" dei servizi segreti, ristabilendo la verità storica e giuridica sulla strage, e più in generale sulla strategia della tensione che ha insanguinato l'Italia dal 1969 al 1974. Questo volume, che comprende e aggiorna i due precedenti lavori di inchiesta sul campo condotti dagli autori sull'argomento, ricostruisce finalmente l'intera vicenda, dal contesto storico agli sviluppi processuali, in cui sono emerse le ambigue connessioni fra la destra eversiva e gli apparati di sicurezza dello Stato.

Tracciare la rotta
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Latour, Bruno <1947->

Tracciare la rotta : come orientarsi in politica / Bruno Latour

Raffaello Cortina, 2018

Abstract: L’ipotesi di Latour è che non si possono comprendere le posizioni politiche degli ultimi cinquant’anni se non si attribuisce un posto centrale alla questione del mutamento climatico e della sua negazione, di cui Donald Trump non è che il simbolo più conosciuto. È questa la chiave per rileggere e comprendere l’esplosione delle disuguaglianze, l’ampiezza della deregulation, la critica alla mondializzazione e il desiderio di tornare alle vecchie protezioni dello Stato nazionale. Siamo entrati nell’epoca di un profondo disorientamento, che vede la terra sottrarsi a noi umani come mondo comune da condividere, reagendo alle nostre azioni con sconvolgimenti climatici globali. Per contrastare tale situazione occorre tracciare una nuova rotta e dunque disegnare una mappa delle posizioni imposte da questo nuovo paesaggio, avendo come obiettivo una terra diversamente abitabile per noi e per i nostri figli.

Ostacoli-verità
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Materiale linguistico moderno

Trebeschi, Arnaldo <1935->

Ostacoli-verità / Arnaldo Trebeschi

Serra Tarantola, 2018

Abstract: "Fra non molto tempo appariranno sui giornali notizie riguardanti le due ultime inchieste in via di conclusione che riguardano la strage di Piazza della Loggia (a carico di Marco Toffaloni e Roberto Zorzi). Dalla lettura dei resoconti giornalistici, ancora una volta, alcuni proveranno una sensazione di noia e di fastidio per il ripetersi di notizie che riguardano un passato ormai troppo lontano per destare interesse. Per chi abbia invece il desiderio di conoscere, al di fuori della retorica, il susseguirsi dei fatti, ritengo sia utile riferirsi ai documenti che per incisività servono a capire come e perché si sia svolta la vicenda che ha profondamente colpito tante persone. Per coloro che per giovane età, come i miei nipoti, non abbiano vissuto quel tragico evento e non conoscano esattamente i fatti, le circostanze e le persone nella corretta luce, i documenti, soltanto i documenti, sono in grado di raccontare con esattezza quanto è avvenuto, ma anche di costituire una difesa contro ricostruzioni fuorvianti o illazioni indegne, deteriori vociferazioni o, peggio, ipocrisie. In questi appunti il tentativo di un ricordo sincero".

L'anomalia italiana
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Castronovo, Valerio <1935->

L'anomalia italiana : un profilo storico dagli anni ottanta ai giorni nostri / Valerio Castronovo

Marsilio, 2018

Abstract: Perché in Italia, rispetto ad altre democrazie avanzate, non si è riusciti a forgiare la fisionomia e le attitudini di un autentico sistema-paese, caratterizzato da un forte senso civico e da una coerente strategia nello scenario europeo? Eppure il nostro è un Paese che si distingue per una grande vitalità e per eccellenti capacità creative individuali e imprenditoriali. Senonché tante sono state le riforme strutturali in materia di finanza pubblica e di welfare solo in parte attuate, per i pregiudizi ideologici o per i veti incrociati fra singoli settori della classe politica; tante le ipoteche del passato e le endemiche piaghe di illegalità; tante le eccessive pastoie burocratiche e le resistenze ai cambiamenti opposte da varie corporazioni; tante le disfunzioni di numerosi enti locali e le profonde difformità territoriali; tante le oscillazioni, e talora le ambiguità, susseguitesi sul versante della politica estera. Questo groviglio di criticità e incongruenze ha finito per accrescere il debito pubblico, penalizzare le nuove generazioni, ridurre le potenzialità competitive del made in Italy, alimentare la diffidenza dei principali partner europei nei nostri confronti. Quanto emerge dall'analisi di Valerio Castronovo spiega le cause, sia politiche e istituzionali sia economiche e sociali, che hanno determinato nel corso degli ultimi quarant'anni questa sorta di «anomalia italiana». Risulta oggi denso di gravi incognite il rischio che l'Italia corre se resta ostaggio di una persistente congerie di nodi complessi e spinosi mai sciolti del tutto. Tanto più di fronte alle sfide cruciali e ineludibili imposte da fenomeni e mutamenti di carattere epocale.

Hitler non è mai esistito
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Materiale linguistico moderno

Colombo, Furio <1931-> - Pavoncello, Vittorio <autore e regista teatrale>

Hitler non è mai esistito : un memorabile oblio / Furio Colombo, Vittorio Pavoncello

Celid, 2018

Abstract: “La memoria è un vasto spazio inclinato, che noi pensiamo in perfetto equilibrio, su cui gli oggetti, ovvero tutto ciò che sappiamo del già accaduto, scivolano, a volte in un attimo, verso l’oblio.” Queste parole ricorda Furio Colombo di un incontro avuto con Oliver Sachs, che non ha mai teorizzato il problema (che infatti è politico e non medico) del contagio con cui si può indurre a rapide dimenticanze, si può arrivare all’immensa volgarità di negare la vittima di fronte alla vittima, di negare il delitto mentre si sta compiendo. Nelle pagine di questo libro Furio Colombo e Vittorio Pavoncello vogliono riportare in luce la forza del negazionismo (che resiste bene all’intensità, alla commozione, ma anche alla documentazione della memoria) e l’oscillante debolezza delle istituzioni che non hanno mai saldato la loro autorevolezza con la grandezza del crimine che si erano impegnate solennemente e per legge a non scolorire per non perdere il senso dalla vastità del crimine. Ha fatto scudo la calcificazione del fascismo, che vuole assurdamente continuare a essere opinione legittima come ogni altra opinione. Può esserci una opinione che non risponde del fatto che esalta? Pavoncello argomenta con forza il peso di ciò che è irreversibilmente accaduto, e da cui far ripartire la storia che ha visto nel conflitto 1939-45 la “prima guerra razziale” della storia. Furio Colombo porta a questo discorso due argomenti. Il primo è che il negazionismo inizia la serie oscura e tuttora impenetrata delle “fake news”, la vita pubblica e gli eventi delle persone fondata sul falso, e il contesto alterato con raffinata e malefica invenzione. Il secondo argomento è la fascistizzazione più o meno conscia (popolo e cultura) di coloro che, in misura sempre più vasta, si arruolano nel nuovo negazionismo che rifiuta e irride senza esitazione anche il papa. Questo libro chiede di capire che, di nuovo, il pericolo è grande.

I volontari partigiani nel rinnovato esercito italiano
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I volontari partigiani nel rinnovato esercito italiano / a cura di Carlo Smuraglia

Viella, 2018

Abstract: Negli ultimi anni l'ANPI si è dedicata con impegno a integrare, per quanto possibile, la storia della Resistenza. In questo contesto si imponeva l'attenzione su una vicenda dimenticata o quanto meno trascurata, quella dei partigiani arruolati volontariamente, dopo la Liberazione delle rispettive città dell'Italia centrale, nel rinnovato esercito italiano, inserito con due Divisioni nelle Armate Alleate. Attraverso studi e testimonianze dirette si è cercato di evidenziare, raccogliendole in questo libro, le ragioni profonde di quelle scelte coraggiose e le motivazioni personali dei volontari. Il quadro che ne risulta completa e approfondisce la limitata bibliografia sull'argomento, recando un contributo significativo alla conoscenza e alla valutazione di una vicenda esemplare, importante e ricca di significati storico-politici.

Il '68 raccontato a mio figlio
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Zaquini, Leonello <ingegnere>

Il '68 raccontato a mio figlio : cosa volevamo fare, cosa non abbiamo fatto / Leonello Zaquini

Mimesis, 2018

Abstract: Il '68 non fu una rivoluzione politica, la nostra fu una rivolta del costume contro le forme ingiuste e costrittive della morale e della società. Fu quindi una 'rivoluzione sociale'. In quanto tale, il '68 fu una rivoluzione vittoriosa. Molti ex-sessantottini vivono l'impegno politico di allora quasi con senso di colpa. Questo libro, invece, intende dimostrare alle nuove generazioni non soltanto che gli ideali erano giusti, ma che su molte battaglie il movimento trionfò. Completa il testo un'ampia sezione dedicata agli slogan dell'epoca.

Giacomo Becattini
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Giacomo Becattini / a cura di Nicolò Bellanca e Marco Dardi

Il Ponte, 2018