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L'Arminuta
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Di Pietrantonio, Donatella

L'Arminuta

Einaudi, 2017

  • Copie totali: 102
  • A prestito: 91
  • Prenotazioni: 108

Abstract: Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con "L'Arminuta" fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche più care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

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Utente 1044
54 posts

Scritto senza troppi fronzoli o giri di parole per fare volume... Va subito al sodo e all'inizio è triste, ma poi la speranza si fa strada..

Clara Toninelli
213 posts

Storia familiare allo stesso tempo scabra e lucente, come certi sassi che brillano nel greto del torrente, sotto l'acqua.

L'Arminuta, "la ritornata", è una tredicenne che all'improvviso viene restituita da quelli che credeva essere i suoi genitori, alla sua vera famiglia. Passa così da una vita da figlia unica, agiata e coccolata, a quella misera e stentata di una famiglia numerosa in una casa troppo stretta, con problemi troppo grandi.
Nessuno ha spiegato niente alla ragazzina e ogni giorno il rovello delle domande senza risposta approfondisce la trincea dietro cui si è barricata, lasciandola estranea a quella casa e a quelle persone, brusche anche nei rari momenti in cui vorrebbero essere gentili.
Per fortuna cè Adriana, la sorella un po' selvatica, ma piena d'affetto e attaccamento sincero, che la accoglie e le vuole bene sin dal primo momento.

Romanzo scritto in una lingua di grande forza espressiva, impastata di termini dialettali che la rendono ancor più ricca e vera.
Molto bello.

Clelia Nodari
82 posts

L'autrice ha scritto questa stupenda storia con un linguaggio asciutto, ma molto evocativo: un inno alla capacità umana di "rialzarsi"!

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