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I fantasmi dell'Impero
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Consentino, Marco <1962> - Panella, Luigi <1964> - Dodaro, Domenico <1966->

I fantasmi dell'Impero

Sellerio, 2017

  • Copie totali: 26
  • A prestito: 16
  • Prenotazioni: 1

Abstract: Etiopia, Africa Orientale, 1937. Da un anno Benito Mussolini ha proclamato l’Impero. Ma la propaganda tace che il popolo e il territorio sono tutt’altro che sottomessi. Più di prima infuria la guerra coloniale, anche con l’impiego dei gas, contro gli arbegnoch, i patrioti, ed è tanto più feroce quanto più incapace di successi. Dietro la brutalità degli occupanti e contro il vertice del regime coloniale serpeggia una trama oscura. Ciò che rende I fantasmi dell’Impero qualcosa di più di un romanzo storico è il modo in cui l’intreccio è costruito, dando la sensazione di una cronaca in presa diretta. È un miscuglio di finzione e storia che usa tutti i mezzi letterari disponibili: la narrazione immaginaria assieme al documento, le lettere e i telegrammi, il rapporto militare, l’informativa dei servizi, sigle protocolli e gerarchie, verbali di dialoghi e interrogatori. Una polifonia di testi che riproduce tutta la tensione della contemporaneità: attesa, affetto, paura, pena, rifiuto, raccapriccio. E insieme offre – attraverso crimini, sconfitte tenute nascoste, viltà e sadismi burocratici, ma anche gesti generosi e nobili persone – il quadro e il sentimento della mortificazione nazionale che fu la costruzione, irrealizzata, dell’«Impero». La storia si dipana seguendo l’inchiesta di Vincenzo Bernardi. Magistrato militare integerrimo, è lì per capire qualcosa delle azioni, da criminale di guerra, di un ufficiale, un certo Corvo. C’è stato l’attentato al viceré d’Etiopia Rodolfo Graziani, a cui gli italiani hanno risposto con una violentissima rappresaglia. Sulla scia della repressione, si è saputo di eccessi, in lontane province, che rinfocolano e rafforzano la tenace resistenza etiope. Seguendo le tracce di villaggio in villaggio, cercando i colpevoli, Bernardi entra nel cuore di tenebra del colonialismo italiano; ne conosce gli orrori, le bassezze, il conflitto sotterraneo che oppone la milizia fascista agli ufficiali dell’esercito. «Lei era dalla parte sbagliata, Bernardi». I fatti, i personaggi con i nomi cambiati, i nomi autentici, i luoghi, le battaglie, gli agguati, le esecuzioni e il resto, tutto quanto è vero, in questo romanzo; ma al centro è una finzione. Una congettura che però tracce d’archivio, coincidenze, atmosfere e certi esiti nel dopo fascismo rendono quasi plausibile.

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Clara Toninelli
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Etiopia, 1937: qui si dipana la missione segreta di Vincenzo Bernardi, magistrato militare inviato nell'interno del paese per far luce sull'operato di un ufficiale che sembra comportarsi peggio di Kurtz di Cuore di tenebra . Depistaggi, attentati, combattimenti e atrocità di varia natura fanno da contorno sostanzioso alla narrazione.
E risvegliano l'attenzione su pagine della storia italiana ancora troppo poco note.

Il romanzo, insolito per il nostro panorama editoriale, è avvincente e molto riuscito.
Accanto al lavoro di fantasia, la ricostruzione storica è fedelissima, e sono quasi tutti autentici i numerosi telegrammi, dispacci e relazioni contenuti all'interno del romanzo: con la loro ridda di sigle, numerazioni e "MPA su tutte le massime MM.PP.AA." (= Massima Precedenza Assoluta su tutte le Massime Precedenze Assolute"). Ci sono anche alcune fotografie in b/n originali, risalenti agli anni e ai personaggi descritti nel libro. Il linguaggio poi è arricchito da vocaboli "coloniali", a me sconosciuti, (arbegnoc, sciftà...), così pure come la geografia di quei luoghi remoti (Gaggiam, Amara, Debra Berhan, Acachi...).

I tre autori meritano il plauso che stanno suscitando.

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