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Le cure domestiche
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Robinson, Marilynne <1943->

Le cure domestiche

Einaudi, 2016

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Abstract: Ruth e Lucille non hanno mai visto Fingerbone, la cittadina del Midwest che ha dato i natali alla loro mamma Helen, né le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. Ma quel lago, che in passato è stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. Lo esige il giorno in cui Helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da Seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l'attesa; quindi, senza una parola di commiato né una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. La cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di Helen, Sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. Sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. Ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. Dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. Ruth e Lucille, cosí esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: «Sylvie assomigliava a nostra madre, e inoltre si toglieva di rado il cappotto e ogni storia che raccontava aveva a che fare con un treno o con una stazione degli autobus».

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Clara Toninelli
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La morte per acqua non è il peggio che possa capitarti, dalle parti di Fingerbone, Midwest.

Potresti sempre essere una delle bambine la cui madre si è suicidata precipitandosi nell'oscurità verde del lago.
Potresti, per questo motivo, essere stata affidata alle cure domestiche di parenti volonterosi, ma incapaci per evidenti limiti d'età (la nonna prima, poi due anziane zitelle), o di temperamento (una zia che vive in un suo irreale mondo immaginario e provvisorio, di persona senza fissa dimora, in comunione con i morti e le cose invisibili).
Potresti essere anche tu una delle creature sensibili che avverte il richiamo fondo del lago, immobile, e dei suoi morti.
Potresti esser fatta della stessa sostanza di cui son fatti i sogni, ed avere un bisogno d'amore più profondo delle acque chiuse del lago...

Romanzo potente e fortemente evocativo, scritto in modo splendido. Le atmosfere e le immagini che contiene non escono facilmente dalla mente, fatte come sono di maestà e silenzio. Una strana luminosità tutta sua non manca al romanzo, per chi sa vederla.

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