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Gli ultimi messaggi del Forum

Un treno pieno di vento - Rae Meadows

Un bel romanzo, non posso nascondere che mi abbia coinvolto e che sia scritto molto bene. Purtroppo però me lo aspettavo più profondo e mi immaginavo un libro che si fermasse ai primi del Novecento e che descrivesse più a fondo la povertà di famiglie costrette (o no) ad abbandonare dei figli su quei "Treni" con i conseguenti destini. Avrei apprezzato di più un romanzo sulle vite che ad essi erano collegate.

Sopravvissuta ad Auschwitz - Eva Schloss

A volte, per godersi un libro, forse sarebbe necessario strappargli la copertina. Vabbè, facciamo le persone civili: ricoprire il libro con della carta da regalo.
Perché leggere a caratteri cubitali "Sopravvissuta ad Auschwitz - La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank" mi ha fatto andare in bestia.
La sorella di Anne Frank è Margot Frank. Entrambe sono morte di tifo a Bergen-Belsen nel marzo del 1945.
Eva Schloss (nata Geiringer) è la figlia della donna che Otto Frank, il padre di Anna e Margot, ha sposato in seconde nozze, dopo aver perso anche la prima moglie, madre di Anne e Margot, nell'Olocausto. Peraltro quando Otto Frank e la madre di Eva si sono sposati, lei era già grande, sposata e viveva in un altro Paese.
Questo basta per definire Eva ed Anne sorelle? Per una casa editrice disposta a "barare" ed a spremere il nome di Anne Frank all'inverosimile, sì.
Vogliamo essere precisi? Eva ed Anna si erano in effetti conosciute ad Amsterdam quando erano ragazzine, ogni tanto hanno giocato insieme, ma non erano nemmeno poi così legate.
Peraltro il libro non è nemmeno così incentrato su Auschwitz, (titolo originale: "After Auschwitz"), però in effetti il titolo richiama un'idea di post-campo di concentramento.
Bene, avete eliminato la copertina del libro?
Perché il contenuto è interessante.
Non aspettatevi un libro sui campi di concentramento. Questa è l'autobiografia di Eva Schloss che, tra le altre cose, è stata anche deportata; ma all'evento in sé non viene dato maggior risalto che ad altri aspetti della vita dell'autrice.
Ella descrive con ricchezza di particolari la vita in Austria nel periodo tra le due guerre, la fuga in Olanda, l'occupazione e i nascondigli. Questa parte mi è piaciuta molto perché è un periodo storico che mi affascina molto ed ho trovato tanti aneddoti che me l'hanno fatto sognare a colori.
Poi il tradimento, la deportazione, il campo... Questi capitoli sono atroci. Sono palpabili la paura, l'ansia ed il terrore che pervadono il Lager, ma anche la voglia di Eva di farcela. La speranza che non l'abbandona mai (tranne un po' quando è convinta che anche la madre sia morta), ma anche la consapevolezza che sopravvivere è stata una questione di fortuna.
E poi il dopo-Auschwitz: il ritorno a casa, il disagio nel non sentirsi più parte della gente normale, l'irrequietezza nel cercare la propria strada nel mondo, gli anni a Londra, l'incontro con Zvi, il matrimonio, le figlie, le nipoti. E poi il lavoro di fotografa, di antiquaria e solo in tarda età l'attività in propaganda del diario di Anne Frank, la costituzione delle mostre, le interviste, le presentazioni nei teatri e nelle scuole.
Questa parte del libro è un po' più lenta, forse perché nei fatti meno vivace della prima parte della vita dell'autrice. Ma d'altro canto anche questa è una porzione della sua vita, che quindi l'autrice ha ritenuto di raccontare.
Indiscutibilmente stupisce come il destino abbia fatto incrociare le vite di Anne e di Eva in maniere del tutto imprevedibili, e non trovo nemmeno poi così strano o da reprobi che Eva abbia voluto portare avanti l'opera, iniziata da Otto Frank, di far rivivere Anne attraverso il suo diario.
Certo che a livello pubblicitario è stato un bel cavallo di battaglia; penso peraltro che la storia di Eva sia in sè più affascinante di quella di Anne, e se fossi in lei troverei frustrante che tutti continuino a chiedermi sempre e solo di Anne!
Insomma, il libro è scritto molto bene ed è un grande spaccato di storia europea dai primi del novecento fino ai giorni nostri.
Notevole l'inserto con le foto d'epoca.
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Recensione pubblicata anche qui.

Eugenie Grandet - Honorè de Balzac

Mi è piaciuto tantissimo. La protagonista non è sicuramente un esempio di moralità ed onestà, e la storia non ha un lieto fine. Eugenia è comunque un esempio di donna che cerca di fuggire dal suo stato sociale, ma fallisce.

La sposa silenziosa - romanzo di A. S. A. Harrison

Questo libro mi aveva incuriosito da una recensione letta mesi fa. La scrittrice è deceduta poco dopo averlo scritto. Tuttavia la storia illustrata è abbastanza banale. La scrittrice pero' esprime bene i concetti ed è diretta.
Si legge velocemente

Perdersi - Lisa Genova

E' la storia di Alice, una scienziata, docente di linguaggio ad Harvard, sposata con un collega e con tre figli giovani.
Sì, perché Alice ha appena compiuto cinquant'anni, ma comincia ad accusare strani sintomi. A volte dimentica le parole, ce le ha sulla punta della lingua, ma proprio non ne vogliono sapere di uscire.
Oppure non riconosce delle persone, anche se le sono state presentate solo pochi minuti prima.
O magari si dimentica di un importante convegno, e tornando dal lavoro si presenta a casa, di fronte al marito perplesso che la crede su un aereo.
O ancora si trova in un luogo conosciutissimo, riconosce le strade ma... non si ricorda dov'è casa sua.
Sarà stress? Depressione? La tempesta della menopausa?
Di fronte alle analisi mediche, sia Alice che suo marito dapprima rifiutano la verità. Ma quando la situazione non fa altro che peggiorare, e un test genetico dimostra che Alice HA l'Alzheimer, c'è poco da fare.
Quanto tempo le rimane?
Quanto tempo le rimane da vivere?
Ma soprattutto, quanto tempo le rimane per ricordare l'uomo che ama? Per non dimenticare i suoi figli?
Il libro è delicato, ma fa paura. Perché l'Alzheimer esiste. Perché non è una malattia da "vecchi".
Perché Alice teme di non essere supportata... Ad un certo punto è talmente spaventata che farebbe a cambio con un cancro!! Perché il cancro, pensa, suscita la comprensione altrui. L'empatia. Ti considerano un eroe. Lei sarà solo una malata mentale.
Perché l'Alzheimer non si cura e non si guarisce. Si può rallentare, ma non fermare nè invertire.
Perché tuo marito, che ami da decenni, all'improvviso è un estraneo.
Perché non ricordi che tua madre è morta tempo fa, e quando te lo dicono impazzisci dal dolore... perché lo scopri ora.
In questo declino, come si può sopravvivere?
Alice pensa di suicidarsi. E prenderà le sue precauzioni per non dimenticarselo.
Ma il cuore, quello non dipende dalla memoria. La dolcezza, le tenerezze e l'amore di cui si possono circondare un malato sono riconoscibilissimi, ed apprezzati, anche se il malato non si ricorda molto bene chi è che lo sta amando.
Un libro assolutamente da leggere, con le lacrime agli occhi, pagina dopo pagina.
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Nota 1: mi sono chiesta per tutto il libro il perché lo stesso fosse ambientati negli USA, nonostante il nome italianissimo dell'autrice, Lisa Genova. La risposta è che perché, nonostante il nome "italiano", l'autrice è una neurologa statunitense.
Nota 2: dal libro, che mi risulta essere un bestseller, è stato tratto un film, che sarà nelle sale alla fine di quest'anno. Tra i protagonisti, Julianne Moore e Alec Baldwin.
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Recensione pubblicata anche qui:

Luna crescente - Diana Abu-Jaber

Davvero un libro bellissimo, storia affascinante contornata dal meglio della cultura araba: la filosofia, la poesia, la passione, il cibo. Mi è piaciuta molto la femminilità della protagonista e la sua innata capacità di "sentire" profumi e sapori.