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Gli ultimi messaggi del Forum

La confraternità delle puttane - Lucrezia Lerro

Più che un libro sembra una bozza, fatta di frasi slegate tra loro, di salti improvvisi che ne fanno perdere il filo logico. Più che scelta stilistica sembra incapacità di scrivere.. Non male forse l'idea dello spaccato di vita reale, peccato quindi. Nota tecnica per OPAC: la parola corretta del titolo è confraternita, non confraternità (che nemmeno esiste, credo)

Fango

Ogni racconto è ben separato dagli altri e può essere letto separatamente da tutto il resto. Tuttavia c’è un filo conduttore che li lega tutti: l’umanità, o meglio, fino a che può spingersi la crudeltà e la follia umana. Lo stile narrativo di Ammaniti è “ruvido”, non cerca la bella parola per il bel narrato, ma la parola più incisiva e cruda per ampliare all’inverosimile l’empatia che il lettore DEVE provare per i protagonisti. Il lettore di Ammaniti non si può sedere comodo e “semplicemente leggere”: deve stare in guardia, sempre pronto a scansare e allontanarsi dal testo, quando necessario, per evitare di essere trascinato nella spirale di follia e violenza creata dall’autore. Il lettore non ha respiro, una volta che comincia non può allontanarsi dalla sensazione di disagio che crea la lettura, al punto che riuscirà a rielaborare il testo solo a completa chiusura del libro.
Tamara Mussio - Gli Spaccia Lezioni
https://glispaccialezzioni.wordpress.com/2015/05/24/recensione-a-fango-di-niccolo-ammaniti/

Quarant'anni di mafia - Saverio Lodato

L'autore ha le idee chiare sulla mafia, e ci regala un testo ricco di notizie, ricordi, aneddoti, testimonianze. Il taglio è giustamente giornalistico, manca una vera bibliografia e lo scrittore si affida spesso alla propria esperienza diretta; dalla narrazione della morte di Falcone e Borsellino in poi il testo perde di organicità, di struttura e si affida forse un po' troppo ai sottintesi, all'antifrasi. Ma è un libro che fa male, senza mezze misure, coraggioso, per non dimenticare.

Dove sei stanotte - Alessandro Robecchi

Molto interessante ed avvincente questo nuovo libro di Robecchi.
In pratica mantiene,e fa evolvere,certi personaggi del libro precedente,
Carlo Monterossi,autore di successo di programmi popolari per la televisione commerciale
(leggi programmi spazzatura),un funzionario di polizia,il vicesovrintendente Ghezzi,non abbastanza “politico” (leggi paraculo) per fare carriera e l'inossidabile conduttrice di Crazy Love (appunto trash-tv),che chissà perché ricorda una notissima presentatrice di televisione commerciale.
Lo sfondo di questa storia è la Milano dell'EXPO,con tutto il codazzo di affaristi e radical-chic,con le manie da politicamente corretto ed ovviamente con largo uso di nuovi termini per vecchie cose.
Però parla anche di un mondo alternativo,che di dorato ha ben poco.
Delle moderne banlieues dove vive effettivamente un miscuglio di lingue
e di razze,con tutto il corollario di speranza e di miseria.
Si parla anche di servizi segreti e dei loro vari cani sciolti,che chissà perché sono al servizio
e proteggono sempre chi conta.
Tutto questo viene narrato con incomparabile maestria ed umorismo,senz'altro gli sarà d'aiuto il fatto
di essere lui stesso un autore televisivo,per cui sa bene di cosa parla.
Tra le altre cose è anche un giornalista,che non scrive per fogliacci allineati e proni.
Narra anche le stranezze e le soperchierie legate ai permessi di soggiorno,trasformati in loschi affari
e concessioni (divine?) cadute dall'alto.
Stranezze che obbligano molti stranieri a pratiche umilianti,persone che vorrebbero solo poter lavorare
e che invece vengono trattate da schiavi.
In questo ambiente si muovono Carlo Monterossi,che pare una calamita per i guai,un suo misterioso,
ma vero amico,un valido e acuto poliziotto,del tutto privo di “senso politico”.
Latitante,pur controvoglia,scopre un mondo per lui inimmaginabile,fa amicizia con persone che pur oberate
da infiniti problemi si dimostranomolto più vere di quelle del suo mondo dorato,dove i fighetti,figli di papà,
appaiono veramente per ciò che sono,cioè dei vuoti fannulloni isterici.
Parla anche con molta verosimiglianza delle “occasioni di lavoro” che L'EXPO offre realmente ai giovani:
in pratica prestazioni ai limiti del gratuito con la scusa che tutto questo fa curriculum,
ovviamente mentre i soliti noti fanno affari milionari.
Il bello di questo libro è che è stato scritto molto prima che l'EXPO fosse inaugurato ed entrasse nel vivo,il che la dice lunga sulla chiaroveggenza dell'autore,si nota subito la profonda conoscenza dei vezzi e dei vizi italici.
Un libro,anche divertente,da leggere senza paraocchi e senza pregiudizi.anche perché la realtà supera -e di molto- la fantasia.

Las vegans - Paola Maugeri

Qualcuno pensa che vegano sia sinonimo di mortificante, scialbo e insipido. Ecco un bellissimo ricettario che dimostra esattamente il contrario, presentando piatti golosi ricchi di sapore, colore, allegria.
Per uno stile di vita etico & rock!

Le corde vibranti, l'orecchio, la musica - Arthur H. Benade

Il dott. Benade, fisico di professione, ha la rarà virtù di abbassarsi a spiegare le cose in una maniera comprensibile a chiunque voglia capire, sforzandosi di rendere elementari concetti complessi. Di sicuro, come a me, anche a voi sarà capitato di passare con sufficienza a fianco di quella collana di libriccini azzurri di scienza divulgativa ma... per questo libro vale la pena fermarsi! Chiarissimo, breve, fornisce un tesoro di conoscenze di base per curiosare un po' nel mondo della fisica degli strumenti musicali.

Re: La maga delle spezie - Chitra Banerjee Divakaruni

Vi consigliamo di consultare lo speciale pubblicato sulla pagina Facebook della Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese relativo ad Expo in cui si trovano tanti suggerimenti di lettura, film e siti interessanti riguardo il tema del cibo in vari paesi partecipanti ad Expo. Trovate anche nella sezione "India" il film "la maga delle spezie".

R: Cristo si è fermato a Eboli - Carlo Levi

Mi ha colpito un'idea politica a pag. 222: "Il problema meridionale non si risolve dentro lo Stato attuale, né dentro quelli che, senza contraddirlo radicalmente, lo seguiranno. Si risolverà soltanto fuori di essi, se sapremo creare una nuova idea politica e una nuova forma di Stato, che sia anche lo Stato dei contadini; che li liberi dalla loro forzata anarchia e dalla loro necessaria indifferenza. (...)" continua, a pag. 223: "Dobbiamo ripensare ai fondamenti stessi dell'idea di Stato: al concetto d'individuo che ne é alla base; e, al tradizionale concetto giuridico e astratto di individuo, dobbiamo sostituire un nuovo concetto, che esprima la realtà vivente, che abolisca la invalicabile trascendenza di individuo e di Stato. L'individuo non é una entità chiusa, ma un rapporto, il luogo di tutti i rapporti. (...) Individuo e Stato coincidono nella loro essenza, e devono arrivare a coincidere nella pratica quotidiana, per esistere entrambi."

Cristo si è fermato a Eboli - Carlo Levi

Questo libro famosissimo del pittore Carlo Levi é stato letto dai membri del Gruppo di Lettura di Bedizzole ad aprile 2015. Il giudizio é stato quasi di 5 stelle su 5. Tra le pagine di rara bellezza, sulla civiltà contadina del secolo scorso, a pag. 161 dell'edizione Einaudi Tascabili del 1995 si legge di una recita de "La fiaccola sotto il moggio" di Gabriele D'Annunzio: "Naturalmente, mi aspettavo una gran noia da questo dramma retorico, recitato da attori inesperti (...) Ma le cose andarono diversamente. (...) Tutta la retorica, il linguismo, la vuotaggine tronfia della tragedia svaniva, e rimaneva quello che avrebbe dovuto essere, e non era, l'opera di D'Annunzio, una feroce vicenda di passioni ferme, nel mondo senza tempo della terra. (...) I contadini partecipavano alla vicenda con interesse vivissimo. I paesi, i fiumi, i monti di cui si parlava, non erano lontani da qui. Così li conoscevano, erano delle terre come la loro è davano in esclamazioni di consenso sentendo quei nomi. Gli spiriti e i demoni che passano nella tragedia, e che si sentono dietro le vicende, erano gli stessi spiriti e demonî che abitano queste grotte e queste argille. Tutto diventava naturale, veniva riportato dal pubblico alla sua vera atmosfera, che é il mondo chiuso, disperato e senza espressione dei contadini."