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Gli ultimi messaggi del Forum

R: Sette minuti dopo la mezzanotte - Patrick Ness

Bel libro con una bellissima morale purtroppo il fatto che fosse un libro per bambini lo ha penalizzato in quanto si usa un linguaggio, a mio parere, troppo semplice. gli interventi dell'albero-mostro sono stati fantastici e molto arguti.

Lonely hearts - John Travolta ... [et al.]

Jared Leto non delude mai, la sua interpretazione in questo film è veramente magistrale come pure quella di John Travolta. Pensavo che la trama fosse più avvincente ma comunque non mi ha deluso. Per essere un thriller (non il mio genere preferito) è un ottimo film.

Terminus radioso - Antoine Volodine

Erbe fruscianti. Steppa, taiga, foreste. Atmosfere oniriche, sciamaniche. "Uno spazio fatto di braci radioattive, di tenebre e magia". Lingue asiatiche. Visioni.

Il mondo alla fine del mondo, secondo l'immaginario barocco e imprevedibile di Volodine, tiene avvinto il lettore, in bilico fra sconcerto e attrazione.

PS: Leggere questo libro vivido alle volte è come masticare ossidiana: assicùrati di volerne provare il sapore, prima di avventurarti...

http://www.66thand2nd.com/libri/181-terminus-radioso.asp

R: Sottomissione - Michel Houellebecq

a parte la distopia , che almeno nei modi e nei tempi descritti non ritengo ( spero ) probabile , romanzo noioso. Deludentissimo. Eppure , visto l'argomento , si poteva vedere più azione. A non leggerlo, non ci si perde niente.

Il padrone del vento - Giuliano Gallo

Non ci vuole poi molto, direte, a narrare la vita già romanzesca di per sé di un campione olimpico di vela, italiano nato in Dalmazia, che ha attraversato la guerra mondiale tra le peggiori sofferenze, Ammiraglio della Marina che contro ogni divieto capitanò l'Amerigo Vespucci a vele spiegate attraverso il canale del ponte di Taranto. Eppure l'autore sa farsi da parte e ci regala un libro che si legge d'un fiato, perché, come chiedeva Tino Straulino, per fare in modo che dia il massimo la barca va lasciata respirare...

La donna dei fiori di carta - Donato Carrisi

Dopo l'uscita del thriller "Il cacciatore del buio" a Donato Carrisi un giornalista chiese se fosse stato capace di scrivere un romanzo con la stessa sapiente impronta intrigante caratteristica dei suoi libri.
Con "La donna dei fiori di carta" Carrisi ha accettato la sfida e ne esce un noir dove il tema dell'amore viene vissuto in modo diverso da ognuno dei personaggi che entrano in gioco lungo il racconto, portandoci per mano a scoprire quale mistero si cela dietro l'uomo che fumava sul ponte del Titanic mentre affondava e specialmente quale fine è riservata al coprotagonista prigioniero delle truppe austriache .
Domande fatte per incuriosire il lettore e capitoli terminati con colpi di scena che costringono a proseguire la lettura, risulta qui una tecnica un pò troppo ostentata per un genere che non sia un thriller.
Personalmente non l'ho apprezzato anche per caratterizzazioni troppo idealizzate dei personaggi che risultato al limite del grottesco e uno stile narrativo troppo formale mantenuto anche nei dialoghi.
Opinione che, però, sicuramente sarebbe stata diversa se avessi cominciato a leggere il romanzo considerandolo una fiaba moderna per adulti alla stregua del film "Amelie". Ed è con questa consapevolezza che invito comunque a leggerlo.

Il trono di sangue - [regia di] Akira Kurosawa

Magnifica rivisitazione in chiave giapponese del Macbeth di Shakespeare. Nella regia di Kurosawa, quella cupa tragedia dell'ambizione e della follia mantiene intatta tutta la sua potenza, grazie ad ambientazioni ed attori di grande capacità espressiva.

La perfida madrina - M. C. Beaton

Ecco il classico umorismo british senza tempo!
La serie "67 Clarges Street" è divertente, leggera e all'apparenza frivola. Ma, appunto, la frivolezza è solo apparente...non fatevi ingannare! Quella società inglese ottocentesca, in fondo, non è poi così diversa dalla nostra attuale ;)

...da leggersi tutti d'un fiato!

I Vangeli alla luce della psicanalisi - Francoise Dolto, Gerard Severin

Dolto vive i vangeli come cristiana psicanalista.
La sua non è una lettura psicanalitica dei personaggi dei vangeli in quanto racconti; piuttosto, è una ricerca che illumina ciò che i vangeli ci raccontano della vita psichica umana.

La lettura a tratti è impervia, anche se puntellata da un robusto apparato di note psicanalitiche, oltre che esegetiche.
Proprio sul piano esegetico, a tratti si casca su vuoti d'informazione; dei buchi, che finiscono col portare ad analisi non del tutto condivisibili.
Tuttavia, nel complesso si percepisce grande coerenza e solidità argomentativa.

La scelta di impostare l'opera come un dialogo con Gerard Severin regala alla lettura la percezione di trovarsi di fronte a una ricerca autentica, piuttosto che a verità scolpite (dal vangelo o dalla piscanalisi).

Ciò che resta è l'immagine potente del Gesù di Nazareth come principio riparatore, ricostruttore di coesione, incubatore di un continuo processo di liberazione umana.
Cristo è l'eterno veniente e i vangeli un'opera capace di ininterrotte aperture e piste d'indagine.

Sezione suicidi - Antonin Varenne

IL DECAFFEINATO SAPEVA DI INUTILE...

Il vecchio Roberto era un po’ presbite, ma usava gli occhiali solo in inverno. D’estate, quando la luce faceva strizzare gli occhi, riusciva a leggere senza problemi. Le cose si complicavano quando doveva frequentare un ambiente in penombra o scarsamente illuminato. Per esempio le biblioteche.
Cosicché quel giorno, che cercava l’ultimo romanzo della Vargas, Einaudi editore, dorso giallo inconfondibile, restò estasiato di fronte al titolo “Sezione suicidi”. La fregatura consisteva nel fatto che l’autore era un certo Varenne che, procedendo per ordine alfabetico, giaceva a fianco della bionda Vargas.
Così va la vita, ma non sempre gli imprevisti sono forieri di disgrazia. E poi bisogna prenderla come viene, altrimenti rischi di farti una malattia ogni volta.
E infatti, Varenne ci sa fare. Inventa una trama credibile e usa quel linguaggio un poco disordinato e sconnesso che caratterizza i romanzi noir. L’ispettore ed i suoi collaboratori, sembrano una squadra di interdetti. Abitano monolocali o bilocali sempre in disordine, poco arieggiati e vista su tristi periferie perennemente senza sole. Gravitano nelle storia personaggi degni di Rex Stout, disegnati abilmente con un impareggiabile "Indian red".
Insomma, se siete interessati al genere, leggetevelo. Potreste anche trovarlo utile.
Per la cronaca, a parer mio, il personaggio più bello, più poetico e più umano resta Bunker, col suo cane Mestrine. Del vecchio ubriacone, ex galeotto ma dal cuore d’oro, resta pura poesia il capitolo 14, quello relativo al viaggio in treno verso il Lot.
Emaho!